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Germania, crollano ordini industria: “Colpa di dazi e Brexit”

Pixabay

Arriva un altro segnale negativo dall’economia tedesca e di conseguenza per l’economia di tutta l’area euro. A luglio infatti gli ordini manifatturieri di Berlino e dintorni sono diminuiti del 2,2% rispetto al mese di giugno, un dato peggiore delle attese degli analisti che avevano previsto un calo dell’1,4%. Ancora più pesante il bilancio su base annua: rispetto a luglio 2018, l’istituto federale di statistica ha registrato un vero e proprio crollo, del 5,6%. La flessione interessa soprattutto gli ordini di fascia alta, con un elevato importo economico: se si escludono questi, va detto che l’andamento registra persino una crescita dello 0,5%.

Il calo, secondo le valutazioni di Berlino, è imputabile soprattutto all’andamento degli ordinativi che arrivano dal resto del mondo, dunque dall’area “non euro”. E il ministero dell’Economia – che chiama in causa la politica protezionistica degli Stati Uniti e la lotta commerciale con la Cina – vede buio anche per il futuro. Non si aspetta un miglioramento della situazione, per le difficoltà ormai strutturali del settore manifatturiero.

Anche il dato di agosto, dunque, dovrebbe essere negativo, per le incertezze che arrivano peraltro da un altro fronte: quello della Brexit. Se gli ordinativi industriali non dovessero inaspettatamente riprendersi, la Germania andrebbe perciò incontro a una contrazione del Pil anche nel terzo trimestre dell’anno. E ormai lo stesso settore dei servizi, in Germania, avverte su si sé il vento gelido della crisi economica.

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