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Geotermia: parte la ricerca alle Eolie. Cosa prevede l’accordo tra Regione Sicilia e INGV

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Non sarà una risposta immediata alla crisi, ma la ricerca sulla geotermia è indicativa di ciò che l’Italia deve fare per contrastare il caro energia. Le potenzialità energetiche nazionali, a lungo trascurate, in Sicilia riprendono slancio con le esplorazioni al largo delle isole Eolie. La notizia che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e la Regione Sicilia hanno firmato un accordo in tal senso è di buon auspicio per il futuro.

Il settore geotermico è la prima fonte di energia in molte province della Toscana. Viene sfruttato dagli inizi del secolo e l’Enel gestisce diverse centrali. La Regione Sicilia e l’INGV a loro volta, da tempo valutavano una collaborazione per sapere, sia dal punto di vista scientifico che tecnico, cosa c’è realmente sotto Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi. L’arcipelago sarà studiato talmente a fondo da approdare alla fine alla creazione di un Inventario delle Risorse Geotermiche delle Isole Eolie (IRGIE). L’accordo della durata di 36 mesi ha un piano di lavoro che mira a investigare i fondali marini – tra i più belli del Mediterraneo- senza escludere altre isole minori.

L’accordo si colloca dentro i disagi delle piccole isole

L’INGV mette a disposizione le proprie conoscenze. Per l’eventuale sfruttamento della geotermia si useranno le tecnologie più moderne. I fondali e l’ecosistema dovranno essere protetti e tutelati. “È importante mettere a disposizione della collettività tutte le conoscenze scientifiche acquisite”, dice Carlo Doglioni, presidente dell’INGV. Il fatto principale è che tutti gli abitanti e le amministrazioni delle isole minori soffrono per la dipendenza energetica dal continente. Hanno un piano per le rinnovabili dal 2019, ma va a rilento. Individuare risorse energetiche proprie e offrire ai decisori politici gli strumenti per il loro utilizzo in sicurezza è una priorità della scienza.

Il 25 settembre prossimo la Sicilia va al voto e sarà strategico per la nuova Giunta investire su un progetto così innovativo. Forse è giunto il momento che le piccole comunità, non soffrano più per eventuali disagi connessi alla dipendenza energetica. Gli esiti delle ricerche potranno fornire un contributo al bilancio energetico-ambientale della Sicilia stessa. La firma dell’accordo ,secondo la Regione, tiene conto di tutto cio’ che avviene nelle isole minori italiane in tema di servizi essenziali. Cosa che crea condizioni sociali ed economiche peggiorative che non solo limitano lo sviluppo ma comportano anche grandi impatti ambientali.

Una risposta della scienza a chi diceva no a tutto

Il contributo della ricerca energetica nel campo della geotermia in questo periodo è fondamentale e neutralizza le dichiarazioni di chi per anni ha bloccato esplorazioni, ricerche, nuove infrastrutture. Si spera, dunque, nel successo dell’accordo.

Il Dipartimento dell’Energia siciliana, intanto, fornirà per ogni isola i dati sulla popolazione residente, i consumi elettrici e idrici e la mappa degli impianti alimentati dalle fonti rinnovabili. L’INGV continuerà, ovviamente, a monitorare e sorvegliare i vulcani siciliani allargando l’interesse della geoscienza in una Regione centrale nella storia dell’energia italiana: dai gasdotti che la attraversano, alle raffinerie, alla metanizzazione urbana di centinaia di Comuni. Alla scadenza dell’accordo tutti i risultati delle attività saranno a disposizione della comunità.

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