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Francia, pensioni: si dimette Berger, il leader del primo sindacato (la CFDT), che annuncia la fine della mobilitazione

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Saranno anche state annunciate da tempo, ma le dimissioni dopo oltre dieci anni di leadership di Laurent Berger, capo indiscusso della CFDT, il primo sindacato francese che assomiglia un po’ alla nostra Cisl, sono un fatto di prima grandezza non solo sul piano sindacale ma anche sul piano politico. Berger ha saggiamente preso atto che la battaglia a colpi di scioperi contro la riforma delle pensioni voluta dal Presidente Emmanuel Macron è fallita perché, dopo il via libera del Consiglio Costituzionale, il Capo dello Stato non ha nessuna intenzione di tornare sui suoi passi e di ritirare la riforma che è ormai legge.

FRANCIA: BERGER ANNUNCIA LA FINE DELLA MOBILITAZIONE SINDACALE CONTRO LA RIFORMA DELLE PENSION

Non per caso Berger – che dovrebbe dimettersi a giugno – ha annunciato la fine della mobilitazione contro la riforma, che è costata oltre 10 scioperi generali che pesano sulle buste paga dei lavoratori e che ha messo in ginocchio la Francia senza cambiare una riforma che gli altri Paesi europei hanno già fatto da tempo per salvare il sistema previdenziale. Berger ha anche affermato che sosterrà al suo posto la candidatura a segretario generale di Marilyse Leon, attuale numero due di CFDT che avrà così una guida femminile, come di recente è successo alla CGT, dove a sorpresa è diventata la numero uno, Sophie Binet.

FRANCIA: CON IL CAMBIO DELLA GUARDIA ALLA GUIDA DELLA CFDT SI APRIRA’ UNA NUOVA STAGIONE TRA SINDACATI E MACRON?

Ma quel che più conta è come si muoverà ora la CFDT sia nei confronti delle altre organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro sia verso il Governo. Archiviata la fallimentare battaglia contro la riforma delle pensioni, si aprirà una nuova stagione nelle relazioni tra il Governo Borne e i sindacati? Sarà possibile avviare il dialogo sociale auspicato dal Presidente Macron e destinato ad affrontare con le parti sociali gli altri temi caldi sul tappeto e cioè la lotta per il lavoro e contro la disoccupazione, la difesa dei salari di fronte a un’inflazione che non vuole scendere, la riorganizzazione degli orari di lavoro e la riforma della Giustizia? Prematuro azzardare previsioni ma senza i leader della mobilitazione generale alla guida di CFDT e CGT tutto può succedere e forse lo capiremo già nelle prossime settimane.

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Categories: Lavoro