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Fiducia a Draghi: i 5 scenari possibili per la maggioranza

Imagoeconomica

È partita la ricerca di una maggioranza per il Governo Draghi. Ieri, mercoledì 3 febbraio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affidato all’ex numero uno della Bce l’incarico di formare un nuovo Esecutivo. L’impresa però non sarà facile da realizzare. Dalle prime dichiarazioni rilasciate dai leader dei principali partiti, Draghi dovrà faticare non poco per trovare i numeri necessari a ottenere la fiducia, soprattutto alla Camera, vero ago della bilancia in vista della possibile defezione del Movimento 5 Stelle.

Le consultazioni tra il Premier incaricato e le forze politiche presenti in Parlamento cominceranno nel pomeriggio a Montecitorio. Da questi colloqui dipenderanno non solo i numeri del nuovo Esecutivo, ma anche il suo assetto. Sarà un governo tecnico, un governo politico, o un mix tra le due formule?

CHI APPOGGERÀ DRAGHI

Non ci sono dubbi sull’appoggio del Partito Democratico che conta su 93 deputati e 35 senatori. Sì anche da Italia Viva (28 deputati e 18 senatori), Autonomie, Europeisti, +Europa, Azione e altri membri del gruppo Misto. Probabile anche l’appoggio di LeU.

IL CENTRODESTRA

Dopo il vertice di ieri, il centrodestra ha deciso di presentarsi unito alle consultazioni. Le tre anime della coalizione sembrano però divise. Fratelli d’Italia è per il No alla fiducia, anche se potrebbe essere disposta ad astenersi. Forza Italia invece sembra essere intenzionata a votare a favore del Governo di alto profilo guidato da Mario Draghi. In mezzo c’è la Lega. Matteo Salvini, pur ribadendo che la strada maestra sono le elezioni, non ha chiuso la porta: “Valuteremo proposte, idee e contenuti. Poi vedremo il da farsi”, ha detto.

IL MOVIMENTO 5 STELLE

I Cinque Stelle stanno uscendo malissimo dalla crisi politica. Il partito è più che mai spaccato e cerca di ricompattarsi proprio sul No al Governo Draghi. Mercoledì Grillo ha provato a dettare la Linea: “Leali a Conte”. L’ex Premier ha fatto trapelare, tra l’altro, di non essere disponibile ad occupare un ministero. “Con tutto il rispetto per Draghi, la strada è un’altra: è un esecutivo politico”, ha detto oggi Luigi Di Maio, ma il suo silenzio nelle ore precedenti lascia pensare che nelle sue parole ci sia poca convinzione.

Possibile dunque che il partito si spacchi, tra chi deciderà di appoggiare la nuova maggioranza e chi riterrà di restare “fedele alla linea”.

I POSSIBILI SCENARI

Come sarà e se ci sarà un Governo Draghi dipenderà dunque da Lega e Movimento 5 Stelle, che sono anche i due partiti con il maggior numero di parlamentari. Cerchiamo di capire quali potrebbero essere i numeri della nuova maggioranza aiutandoci con le stime di YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co.

Fonte: You Trend

Scenario 1 La maggioranza uscente formata da M5S, Pd, LeU e Italia Viva riesce a ricompattarsi. A questi partiti si aggiungono +Europa, Azione e Cambiamo!. Il Governo Draghi ottiene la fiducia con 366 voti a favore (Su 630) alla Camera e 179 (su 315) al Senato. La maggioranza c’è.

Scenario 2: ai partiti precedentemente elencati si unisce anche Forza Italia. In questo caso Draghi potrà contare su una maggioranza molto ampia: 457 deputati e 231 senatori.

Scenario 3: il M5S, come annunciato, si sfila e a favore di Draghi si schierano Pd, Forza Italia, Leu, Italia Viva e altri piccoli partiti. Non basta. L’ex presidente della Bce avrà solo 266 seggi alla Camera e 139 al Senato. Unica opzione: governo di minoranza e astensione dei 5S che farebbe scendere la soglia per la fiducia

Scenario 4: Lega a favore e M5S contro. Con il via libera del Carroccio di Forza Italia, Pd, Italia Viva e gli altri partiti minori e la defezione dei grillini, Draghi avrebbe comunque la maggioranza necessaria a Governare, contando su almeno 199 voti favorevoli (su 315) al Senato e 400 (su 630) alla Camera.

Scenario 5: La Lega si astiene e l’astiscella necessaria per la fiducia scende a quota 127 al Senato e 249 alla Camera. In questo caso sarà possibile dar vita al Governo Draghi anche con il No del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia, con 136 sì a Palazzo Madama e 269 a Montecitorio.

Fonte: You Trend
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