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Ferrari sotto attacco hacker: “Non cederemo a richieste di riscatto”. Ecco la nota di Maranello

Pixabay

È un periodo difficile in casa Ferrari. Dopo le non esaltanti prestazioni nelle prime due uscite del nuovo mondiale di Formula Uno, la casa di Maranello è finita sotto attacco hacker.

Nella tarda serata del 20 marzo, Ferrari ha comunicato in una nota, di aver subito un attacco informatico con i cyber criminali che sono riusciti a trafugare i dati dei clienti. Gli hacker hanno poi chiesto un riscatto per evitarne la pubblicazione online.

Ferrari non accoglierà nessuna richiesta di riscatto

“Nessuna richiesta di riscatto verrà accolta” è stata la risposta dell’azienda specificando che “acconsentire a simili richieste finanzierebbe attività criminali e permetterebbe agli autori delle minacce di perpetuare i loro attacchi. Ferrari, dopo avere informato le autorità competenti, ha avviato un’indagine con una società di cybersicurezza per capire l’accaduto. “Ferrari tratta molto seriamente il tema della confidenzialità dei propri clienti e comprende l’importanza di quanto accaduto” si legge nella nota, un segno della trasparenza e disponibilità della società ad informare prontamente i propri clienti. La posizione della fermezza scelta da Ferrari è piaciuta alla Borsa dove le azioni della casa automobilistica sono in rialzo a 246,90 euro (+1,23%).

La nota completa della società

“Ferrari N.V. (NYSE/EXM: RACE) (“Ferrari”) comunica che Ferrari S.p.A., società italiana da essa interamente controllata, ha ricevuto recentemente una richiesta di riscatto relativa ad alcuni dati di contatto dei propri clienti. Dopo aver ricevuto tale richiesta, abbiamo immediatamente avviato un’indagine in collaborazione con una società di cybersicurezza leader a livello mondiale. Inoltre, abbiamo informato le autorità competenti e siamo certi che faranno tutto quanto in loro potere nello svolgimento delle indagini. In linea con la propria policy aziendale, Ferrari non accoglierà nessuna richiesta di riscatto in quanto acconsentire a simili richieste finanzierebbe attività criminali e permetterebbe agli autori delle minacce di perpetuare i loro attacchi. Nella convinzione che la migliore linea d’azione sia quella di informare la nostra clientela, abbiamo notificato ai nostri clienti la potenziale esposizione dei loro dati e la natura dell’evento. Ferrari tratta molto seriamente il tema della confidenzialità dei propri clienti e comprende l’importanza di quanto accaduto. Abbiamo collaborato con esperti per rafforzare ulteriormente i nostri sistemi, della cui solidità siamo fiduciosi. Possiamo inoltre confermare che la violazione non ha avuto alcun impatto sull’operatività della nostra azienda.

Non è il primo attacco a Maranello

Non è la prima volta che Ferrari cade nel mirino degli hacker. A ottobre era trapelata la notizia (smentita però da Maranello) che l’azienda era stata colpita da un attacco ransomware. A dichiarare l’attacco era stata la cybergang RansomEXX con un post nel quale affermava di aver sottratto circa 7gb tra documenti interni, datasheet, manuali di riparazione mettendoli successivamente a disposizione su internet.

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