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Fca e Saipem danno sprint alla Borsa

I mercati europei chiudono in ordine sparso, alla vigilia della riunione della Bce e della conferenza stampa di Mario Draghi. Milano è moderatamente positiva, grazie a Fiat (+4,27%), utility e titoli petroliferi. Fase Mib +0,35%, 21.814 punti; simile Parigi, +0,29; più tonica Francoforte, +0,75%; mentre Madrid è in rosso, -0,48. Fuori dall’Eurozona perde terreno Londra -0,25%. 

Le banche centrali dominano la scena questa settimana: oggi è la Bank of Canada a fare la prima mossa, portando, a sorpresa, i tassi all’1%, con un rialzo dello 0,25%. Dalla Fed giunge la notizia delle dimissioni, “per motivi personali”, del vice presidente  Stanley Fischer. In una lettera a Donald Trump, Fischer ribadisce: “abbiamo reso il sistema finanziario più forte e più resiliente e meglio capace di fornire credito così importante per la prosperità delle famiglie e delle aziende del nostro Paese”, come a dire che uno smantellamento della Dodd-Frank, la riforma finanziaria voluta da Obama nel 2010, non è una buona idea.

Domani toccherà a Mario Draghi spiegare al mondo i prossimi passi di Eurotower. La Germania è in pressing: “La politica monetaria straordinaria implica che non è usuale o normale, per cui occorre tornare a una politica monetaria normale”, dice il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Per il numero uno di Deutche Bank, John Cryan “l’era della moneta a basso costo deve terminare, a dispetto di rafforzamenti dell’euro”.

La moneta unica anche oggi avanza dello 0,25% sul dollaro, cross 1,194, mentre l’oro supera la soglia dei 1340 dollari l’oncia. I Btp a 10 anni perdono quota rispetto ai Bund: rendimento 2,09%; spread 174.50 +1,63%. Wall Street apre timidamente positiva, ma al momento viaggia contrastata con il Nasdaq in lieve flessione, mentre Dow 30 e S&P 500 sono in frazionale rialzo. L’uragano Harvey è alle spalle, ma sulla Florida sta per abbattersi Irma. 

Il petrolio si apprezza e il Brent sale a 53,98 dollari al barile, +1,12%. La buona intonazione del greggio si riversa positivamente anche oggi in Piazza Affari sui titoli petroliferi: Saipem +2,82%; Tenaris +0,94%; Eni +0,75%. Per il cane a sei zampe è arrivato il via libera del governo del Mozambico alla vendita a Exxon Mobil del 25% all’area di esplorazione 4 del bacino di Rovuma. l prezzo della transazione, secondo quanto concordato a marzo, è di 2,8 miliardi di dollari e dovrebbe includere, in base a quanto dichiarato giorni fa dal ministro dell’Economia del Mozambico, il pagamento di una imposta da circa 350 milioni sulla plusvalenza realizzata. 

Regina del listino è di nuovo Fiat, promossa da Barclays a “overweight” da “equal weight”, con prezzo obiettivo a 18 euro da 13 euro precedente.

Ben comprate le utility, in particolare A2a +2,18% e Italgas +1,23%. In recupero Mediaset, +1,18%, dopo le indiscrezioni stampa su un possibile accordo con Vivendi nella joint venture Canal+ e Tim, per mettere la parola fine alla disputa legale in corso coi francesi. In fondo al listino si collocano Finecobank -1,15% e Bper -0,95% fra i titoli finanziari.

Di segno opposto l’andamento di Banca Generali -1,35%. Assicurazioni in rosso con Unipolsai -0,48%. Prese di beneficio su Leonardo, -0,67%, dopo il rally dei giorni scorsi. Debole Cnh -0,47%. Fuori dal paniere principale risulta anche oggi in grande spolvero Banca Carige, +6,05%; mentre Unieuro -5,4% e Caltagirone Editore -5,17% vanno in profondo rosso.

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