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Evasione, Befera: “Bisogna implementare l’attuazione delle norme vigenti, non crearne di nuove”

Le norme correnti contro l’evasione e l’elusione fiscale sono sufficienti. Non bisogna aggiungerne delle altre ma aumentarne l’efficacia e incrementare la certezza del diritto da parte del contribuente. Così, in sintesi, la posizione dell’Agenzia delle entate illustrata al Senato, in commissione Finanze, dal direttore Attilio Befera, nell’ambito dell’indagine sulla riforma fiscale. La premessa è che l’attività di recupero di gettito sottratto all’Erario sta dando ottimi risultati: 25,4 miliardi di euro riscossi lo scorso anno, frutto dell’azione di contrasto all’evasione (10,5 miliardi) cui si sommano le minori compensazioni dei crediti di imposta e l’attività di recupero da parte di Inps e Equitalia. E dunque “c’è da ritenere- dice Befera- che vi sia la necessità non tanto di nuovi strumenti di contrasto all’evasione e elusione fiscale, ma di misure che mirino alla manutenzione delle disposizioni vigenti, incrementando da un lato l’efficacia della lotta all’evasione e all’elusione fiscale e, dall’altro, la certezza del diritto e l’affidamento da parte dei contribuenti”.

E il direttore dell’Agenzia delle entrate auspica che vengano adottati tre strumenti:
 – una norma anti-elusiva di carattere generale che consenta di contrastare i comportamenti evasivi nell’ambito di tutti i settori impositivi;
una norma che introduca una nuova disciplina sull’indeducibilità dei costi da reato, ossia- spiega Befera – “su quelle spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come gravi reati”
una revisione delle norme esistenti in materia di trust e polizze assicurative private. La finalità è individuare e eliminare “le asimmetrie esistenti che consentono l’utilzzo distorto di tali istituti al solo fine di garantire aisistematici risparmi in tema di imposte dirette e indirette”.
Queste tre misure dovrebbero essere accompagnate- aggiunge Befera- da interventi strutturali e da normative finalizzati alla semplificazione a all’aumento di coerenza del sistema fiscale.

Quanto al contenzioso tributario, il fenomeno si sta riducendo: nei primi 8 mesi dell’anno i ricorsi in commissione tributaria provinciale sono diminuiti di circa il 6%, confermando una tendenza già iniziata lo scorso anno (-3% nel 2010). “La riduzione del contenzioso e l’aumento dell’utilizzo delle conciliazioni – spiega Befera – conferma l’efficacia dell’azione dell’Agenzia, come provano i buoni indici di vittoria”. Nei prossimi anni è prevedibile una ulteriore flessione “a seguito dell’introduzione del procedimento di mediazione, in vigore dal prossimo aprile.

Infine due parole su Equitalia. Secondo Befera le è stato affidato “un ruolo improprio di ammortizzatore sociale, cercando di limitare l’azione di recupero coattivo”.  E questo “ha determinato alcuni interventi normativi che stanno determinando riflessi negativi sull’andamento dell’attività di riscossione, come testimoniato – conclude- dalla recente diminuzione degli incassi”.

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