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Stocks rose on September 11th due to the drop in oil prices and the recovery in AI. The 10-year T-bond nearly hits 5%, and the market fears a Fed rate hike.

Le Borse respirano sull’onda del calo dei prezzi del petrolio ma il lieve aumento dell’inflazione core Usa fa temere che la Fed possa rompere gli indugi e aumentare i tassi dello 0,25% già nella seduta della prossima settimana. Piazza Affari regina d’Europa

Stocks rose on September 11th due to the drop in oil prices and the recovery in AI. The 10-year T-bond nearly hits 5%, and the market fears a Fed rate hike.

Le Borse di Europa e Stati Uniti chiudono la settimana in positivo, anche se non mancano gli elementi di preoccupazione. In questo venerdì 11 settembre, nel 25th anniversary dell’attentato alle Torri Gemelle di New York, il driver è però soprattutto il calo del prezzo del petrolio, con il Brent che rimane sopra i 100 dollari al barile ma perde oltre il 2% intorno ai 105 dollari dai quasi 108 dollari di ieri, mentre il Wti Crude Oil a New York rimane vicinissimo ma poco sotto quota 100. Il greggio rimane comunque in rialzo di quasi il 9% rispetto all’inizio della settimana, mentre gli investitori valutavano gli sforzi diplomatici per allentare le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz rispetto ai continui scontri in Medio Oriente.

Materie prime: petrolio ancora sopra i 100 dollari, gas sotto gli 80 euro

I ministri degli Esteri del Golfo dovrebbero incontrare lunedì i loro omologhi iraniani in Oman, nell’ambito delle trattative per ottenere sostegno a un accordo temporaneo per la gestione del traffico marittimo attraverso lo strategico stretto. Nel frattempo, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha drasticamente rivisto al ribasso le sue previsioni sulla domanda di petrolio, prevedendo una contrazione di 2,5 milioni di barili al giorno nel 2026, il calo annuale più consistente dall’inizio della pandemia di Covid. Torna sotto gli 80 euro per megawattora il gas naturale europeo, che però rimane su valori altissimi, pari a quelli di metà dicembre del 2022. In leggero rialzo, di circa l’1% entrambi, oro e argento: il primo vuole riconquistare i 4.400 dollari all’oncia, il secondo vale oggi 64 dollari. Si normalizza il rame intorno ai 6,5 dollari per libbra.

Come chiudono le Borse europee e come va Wall Street

L’allentamento della pressione sul petrolio consente all’azionario di respirare: Milano +1,36%, Parigi +0,8%, Londra +0,4%, Francoforte +0,8%, Dow Jones +1%, S&P 500 +1%, Nasdaq +1,2%. Il dollaro Usa torna a rafforzarsi rispetto all’euro, portando il cambio sull’1,160. Stabile il Bitcoin intorno ai 77.000 dollari. Lo spread Btp Bund chiude a intorno agli 86 punti base, con il rendimento sul 4,3%. I titoli di Stato in generale continuano tuttavia ad essere motivo di inquietudine: sotto osservazione c’è sempre il T-Bond decennale americano, che oggi ha di fatto toccato il 5% arrivando ad un rendimento del 4,98%, salvo poi stabilizzarsi comunque vicinissimo alla soglia, intorno al 4,95%. Il tasso raggiunto oggi è il massimo dal 31 ottobre 2023. Dietro questi movimenti dei Treasury c’è sempre il timore di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve: il mercato sta prezzando circa l’87–90% di probabilità di un rialzo di 25 pb già nella riunione della settimana prossima.

A Wall Street bene Apple dopo il lancio dell’iPhone pieghevole. Vola Moderna

Seduta convincente per il Nasdaq: l’indice composito viaggia oltre l’1% alle 17h30 italiane, il paniere Top-100 avanza invece dell’1% circa alla stessa ora. Tra i titoli più scambiati oggi fa capolino Apple +3% dopo la presentazione dell’iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole della mela morsicata, venduto al valore di 1.999 dollari. Il mercato sta interpretando il nuovo prodotto come possibile inizio di un nuovo ciclo di upgrade. Molti movimenti anche sui semiconduttori: Sandisk -3,6%, Nvidia +1%, Marvell +4%, Cisco +3,5%, Qualcomm +3,5%, Intel +3%. Tra le big tech tradizionali oltre ad Apple si muove bene Google +2,7%. In controtendenza SpaceX che cede l’1%, mentre sempre nella galassia Musk Tesla avanza dello 0,7%. Oracle in rialzo a 154 dollari per azione dopo la trimestrale pubblicata ieri sera. Prosegue il momento d’oro di Moderna dopo i risultati molto positivi del vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma: oggi +9%.

Ecco i migliori e i peggiori titoli di Piazza Affari

A Piazza Affari soffre un po’ l’oil sul ribasso del petrolio (Eni -0,23%, Saipem -1,2%), ma per il resto molti dei titoli del Ftse Mib chiudono con rialzi anche molto consistenti. In particolare, come comparto, le banche: Intesa Sanpaolo +2,55% dopo che Goldman Sachs ne ha alzato il target price a 7,80 euro per azione confermandone il “Buy”, Mps +2,46%, Mediobanca +2,4%, Unicredit +1,6% after green light from the assembly all’aumento di capitale per l’operazione Commerzbank. Molto bene anche l’industria con Avio +3,9% e Prysmian +3% e poi batte un colpo il lusso con Moncler +2,5%. Da segnalare gli scambi su Poste Italiane +1,9% e Telecom Italia +1,8% dopo che la prima ha migliorato l’offerta prevedendo una riapertura dei termini di adesione all’offera, che inizialmente scadeva oggi, dal 21 al 25 settembre.

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