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Distretti industriali: l’export ricomincia a correre, brilla la metalmeccanica

Nei primi tre mesi del 2017 l’export dei 147 distretti industriali italiani mappati da Intesa Sanpaolo ha ripreso a correre, mostrando un aumento a prezzi correnti pari al 6,4% sul primo trimestre del 2016. I livelli delle esportazioni e del saldo commerciale hanno toccato nuovi record del trimestre, salendo rispettivamente a quota 24,1 e 15,6 miliardi di euro. I distretti si confermano centrali nel tessuto produttivo italiano: da soli rappresentano circa l’80% dell’avanzo commerciale dell’intera industria manifatturiera.

La crescita ha riguardato tutti i settori ad alta intensità distrettuale e ha interessato 112 dei 147 distretti monitorati. Era dal terzo trimestre del 2011 che non si registrava una crescita così` diffusa. In presenza di una moderata accelerazione degli scambi mondiali, i distretti industriali italiani hanno mostrato ancora una volta un’alta reattività, riuscendo a cogliere le opportunità di crescita presenti sui mercati, facendo leva su qualità e diversificazione delle produzioni e sul buon inserimento nelle filiere internazionali. Non a caso l’Italia e` prima per contributo al valore aggiunto della filiera francese della moda, precedendo abbondantemente Germania e Cina, e al secondo posto come fornitore della metalmeccanica tedesca, preceduta di poco dalla Cina.

Spiccano per intensità di crescita i distretti della metalmeccanica, grazie anche alla ripresa dei prezzi alla produzione, soprattutto delle fasi più a monte del processo produttivo. Sono stati particolarmente brillanti i Metalli di Brescia, la Meccatronica del barese, la Metalmeccanica di Lecco, le Macchine per l’imballaggio di Bologna e la Termomeccanica scaligera. Da soli questi cinque distretti hanno realizzato un aumento delle esportazioni in valore assoluto pari a 412 milioni di euro (+18%). Complessivamente tutti i distretti italiani della metalmeccanica hanno messo a segno un aumento pari all’11,3%, ottenendo risultati migliori rispetto a quelli gia` ottimi realizzati dai competitor tedeschi (+7,7%).

Le altre produzioni tipicamente distrettuali hanno mostrato performance positive, con tassi di crescita compresi tra il +3% dei distretti che producono beni intermedi del sistema moda e il +6,5% delle aree specializzate in prodotti e materiali da costruzione. In particolare, sono tornati a crescere a tassi sostenuti alcuni tra i principali distretti italiani. Tra questi la Pelletteria e le calzature di Firenze (+14,8% la variazione tendenziale), primo distretto per crescita in valore assoluto delle esportazioni (+120 milioni di euro), l’Oreficeria di Valenza, le Piastrelle di Sassuolo, gli Elettrodomestici dell’Inox Valley, il Mobile del Livenza e Quartier del Piave, la Rubinetteria e il valvolame di Cusio-Valsesia, il Tessile di Biella e il Legno-arredo della Brianza. Nel settore agro-alimentare si sono messi in evidenza i Dolci di Alba e Cuneo, i Vini di Langhe, Roero e Monferrato e i Vini del veronese, tutti con tassi di crescita a doppia cifra.

In questa edizione del Monitor dei distretti un focus particolare e` dedicato ai distretti del mobile e a quelli agro-alimentari. L’analisi dell’evoluzione delle esportazioni dell’industria del mobile evidenzia come le vendite estere, dopo la crisi del 2009, abbiano seguito un percorso di recupero graduale, toccando un picco nel 2015 per poi rimanere sostanzialmente stabili nel 2016. A livello distrettuale emerge una elevata divaricazione dei risultati ottenuti sui mercati esteri, con alcuni distretti gia` oltre i livelli pre-crisi nel 2016 e altri in forte ritardo. Spiccano per performance sui mercati esteri in particolare il Legno e arredamento dell’Alto Adige, i Mobili imbottiti di Forli` e il Legno arredo della Brianza, seguiti dal Mobile del Livenza e Quartiere del Piave e dal Mobile dell’Alta Valle del Tevere. Il primo trimestre dell’anno in corso si e` aperto con un’accelerazione dei flussi di export dei distretti italiani del mobile, che hanno messo a segno un aumento tendenziale del 5,8%, tre punti percentuali in piu` rispetto alle aree non distrettuali.

Nel settore agro-alimentare il 2017 si e` aperto in positivo per le esportazioni dei 47 distretti monitorati, che hanno segnato un +4,1% tendenziale, raggiungendo, nel primo trimestre dell’anno, i 4,16 miliardi di euro esportati (164,5 milioni di euro in piu` rispetto al primo trimestre dell’anno precedente). L’analisi della performance delle singole filiere restituisce un quadro
Intesa Sanpaolo – Direzione Studi e Ricerche 2
Monitor dei Distretti

Luglio 2017
positivo che si estende a quasi tutti i comparti. Bene in particolare i vini, le carni e i salumi, la filiera agricola e quella della pasta e dei dolci. E’ rimasto in territorio moderatamente negativo il lattiero-caseario, mentre il comparto distrettuale che piu` ha sofferto in questo inizio 2017 e` quello dell’olio, che sconta un’annata agricola 2016 molto difficile.

Puglia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia guidano la classifica regionale per intensita` di crescita delle aree distrettuali. Brillanti risultati sono stati ottenuti anche in Lombardia, Veneto e Toscana, prime regioni per aumento in valore assoluto delle esportazioni distrettuali. Piu` in difficolta` le Marche, che molto probabilmente stanno ancora risentendo del terremoto che ha colpito questi territori lo scorso agosto e sono penalizzate dalla ristrutturazione in atto nel polo delle Cappe aspiranti e degli elettrodomestici di Fabriano.

La ritrovata vitalita` delle aree distrettuali si spiega con una diffusa ripresa dei flussi diretti sia nei tradizionali mercati di sbocco (+5,7% la variazione tendenziale nel primo trimestre del 2017) sia verso i nuovi mercati (+8%) che stanno recuperando il loro ruolo di acceleratore del commercio mondiale. Svizzera, Germania, Russia, Spagna, Francia, Cina, Stati Uniti e Polonia sono i paesi in cui l’export distrettuale e` cresciuto di piu` in valore. Per la prima volta dopo molto tempo tutti i piu` importanti mercati mondiali mostrano un segno positivo, a conferma che la ripresa e` solida.

La Russia e` tornata a essere trainante: nei primi tre mesi del 2017 le esportazioni dei distretti verso la federazione sono aumentate del 28,2% in termini tendenziali, grazie a una crescita quasi generalizzata che ha interessato sia distretti storicamente poco presenti in questo mercato (Inox Valley, Meccanica strumentale di Varese, Metalmeccanica del basso mantovano), sia distretti gia` fortemente attivi in passato, come le Calzature di Fermo, l’Abbigliamento di Rimini e le Macchine per l’imballaggio di Bologna.

Dopo la battuta d’arresto del 2016, e` poi ripartito il mercato cinese, dove le esportazioni distrettuali hanno messo a segno un aumento del 18,6%, sulla spinta dei distretti del sistema casa (su tutti Legno-arredo della Brianza e Marmo di Carrara), dell’Occhialeria di Belluno e di diversi distretti della metalmeccanica.

Nei primi mesi del 2017 segnali positivi sono emersi anche per l’export dei poli tecnologici italiani, dopo il trend negativo osservato negli ultimi tre trimestri del 2016. Le esportazioni sono infatti cresciute dell’8,3% (variazione tendenziale a prezzi correnti), meglio del dato, comunque positivo, dei distretti tradizionali (+6,4%), attestandosi su valori pari a circa 7,2 miliardi di euro.

A trainare le esportazioni e` stato il settore farmaceutico, che ha evidenziato un incremento a doppia cifra (+18,4%), grazie agli ottimi risultati osservati in tutti e quattro i poli monitorati (poli farmaceutici del Lazio, di Napoli, lombardo e toscano). Bene anche il biomedicale (+9,7%) e l’ICT (+6,9%), mentre e` proseguito il calo del comparto aeronautico, che ha chiuso il primo trimestre con un decremento delle esportazioni del 19,4%.

Il dettaglio per mercato di sbocco evidenzia un rimbalzo delle vendite piu` intenso sui mercati emergenti (+19,6%) e un incremento piu` contenuto (+5,3%) sui mercati avanzati, che si confermano mete privilegiate dell’export dei poli, recependo oltre il 70% dei flussi complessivi. Nonostante le ottime performance osservate negli Stati Uniti e in Irlanda il dato dei flussi verso i paesi avanzati e` stato negativamente condizionato dal forte rallentamento delle vendite in Belgio (scontando l’evoluzione del polo farmaceutico laziale).

Nella seconda meta` del 2017, l’export dei distretti industriali e dei poli tecnologici potra` continuare a crescere a tassi sostenuti, in presenza di un contesto macroeconomico favorevole e di un tasso di cambio non penalizzante. Un sostegno alla crescita potra` venire anche dal mercato interno, grazie al buon andamento atteso per consumi e investimenti. L’ambiente e` certamente favorevole, grazie alla presenza di significative misure governative a sostegno degli investimenti innovativi e alla disponibilita` di buone condizioni di finanziamento.


Allegati: Monitor dei distretti industriali luglio 2017 – Intesa Sanpaolo

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