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Distretti: dall’oro alla ceramica, ecco le eccellenze che spingono l’export italiano

Nel secondo trimestre del 2015 l’export dei 143 distretti industriali italiani monitorati da Intesa Sanpaolo ha toccato la cifra record di 23,2 miliardi di euro, 1,5 miliardi in più del corrispondente periodo del 2014. E’ ormai un lontano ricordo la crisi del 2009, quando l’export fu mediamente pari a 16 miliardi di euro a trimestre. Si tratta del 22° trimestre di crescita consecutiva. L’export distrettuale ha registrato una decisa accelerazione, mostrando una crescita tendenziale del 7%.

I distretti industriali si confermano una delle aree più dinamiche non solo nel panorama produttivo italiano ma anche in quello europeo. Negli stessi settori di specializzazione dei distretti, il manifatturiero tedesco non è andato oltre un progresso del 2,1%. Si sono messi in evidenza i distretti agro-alimentari (+11,3% vs. -2,7% per la Germania), dei prodotti e materiali da costruzione (+9,8% vs. +1,4%), della moda (+8,8% vs. +2,3%), del mobile (+6,4% vs. +3,6%). Primi segnali di recupero sono iniziati a emergere anche tra i distretti della meccanica, che hanno mostrato un progresso tendenziale del 4,6%.

Segnali di accelerazione emergono anche nei 22 poli tecnologici italiani da noi mappati: l’export ha registrato una crescita del +13,2%, grazie alle brillanti performance del biomedicale (+19,7%), dell’ICT (+17,7%) e della farmaceutica (+16,6%). E’, invece, rimasto in territorio negativo il settore aeronautico. La novità più importante è la ripresa dei distretti del Sistema moda e dei prodotti e materiali da costruzione. Ai primi posti per volumi di crescita delle esportazioni si posizionano quattro distretti di queste filiere: l’oreficeria di Valenza, l’occhialeria di Belluno, la concia di Arzignano e le piastrelle di Sassuolo.

Si conferma su livelli di eccellenza il settore agro-alimentare, guidato soprattutto dai distretti del Mezzogiorno. Spiccano, in particolare, l’ortofrutta del barese, seguita dalla mozzarella di bufala campana, dalle conserve di Nocera e dal caffè e dalla pasta napoletana. Grazie alla loro specializzazione agro-alimentare, i distretti del Mezzogiorno hanno così mostrato una crescita più che doppia rispetto alla media italiana (+14,8% nel secondo trimestre del 2015 vs. +7%). Spiccano i risultati ottenuti da Puglia, Campania e Sicilia, tre delle regioni migliori in ambito italiano. A livello territoriale si è inoltre messo in evidenza il Veneto (+10,1%), di gran lunga la prima regione per contributo alla crescita delle esportazioni distrettuali, salite nel secondo trimestre del 2015 di 500 milioni di euro circa rispetto al corrispondente periodo del 2014 (un terzo dell’aumento complessivo italiano).

In questa regione la crescita è stata quasi generalizzata ed è stata guidata dai distretti della moda. L’export dei distretti è aumentato nonostante il nuovo crollo subito in Ucraina e Russia (-236 milioni di euro nel secondo trimestre del 2015 rispetto ai già bassi livelli dello scorso anno; -33% circa) e la mancata spinta del mercato cinese. Gli Stati Uniti si sono confermati il principale motore della crescita: su questo mercato nel secondo trimestre del 2015 l’export distrettuale è salito a 2,2 miliardi di euro, 400 milioni in più rispetto al corrispondente periodo del 2014 (+21,8%). La principale novità è però rappresentata dalla ripresa delle vendite sul mercato europeo e, in particolare, dei flussi diretti in Svizzera (+14,3%), Francia (+6,5%), Regno Unito (+11,5%) e Spagna (+13,1%). E’ poi tornato in territorio lievemente positivo il mercato tedesco (+1,9%). I distretti hanno fatto particolarmente bene anche in alcuni importanti nuovi mercati, come la Turchia, la Tunisia, l’India e (nonostante il crollo del prezzo del petrolio) i paesi del Golfo.

Nella seconda parte dell’anno gli Stati Uniti continueranno a trainare le esportazioni dei distretti. Un sostegno alla crescita potrà continuare a venire dalla ripresa della domanda europea e dalla debolezza relativa dell’euro. Meno dinamica che in passato sarà invece la domanda proveniente dai nuovi mercati e, in particolare, da Russia e Cina. A livello settoriale i distretti della meccanica potranno essere la vera novità positiva dei prossimi mesi, se sapranno sfruttare al meglio le opportunità offerte da alcuni importanti nuovi mercati, come ad esempio l’India e i Paesi del Golfo (tra cui potrà assumere un ruolo di primo piano anche l’Iran).


Allegati: monitordeidistretti_settembre2015.pdf

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