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Dazi Usa: cibo e vino made in Italy si salvano

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Continua la battaglia dei cieli fra Usa e Ue. Il governo degli Stati Uniti ha confermato i dazi del 15% sugli aerei prodotti dalla francese Airbus e quelli del 25% su altri prodotti europei. Fin qui, dunque, i tentativi di Bruxelles di risolvere la disputa sul settore aereo, che si trascina da 16 anni, si sono rivelati inutili.

L’ultimo episodio della controversia è andato in scena lo scorso 2 ottobre, quando una sentenza della World Trade Organization (Wto) ha stabilito che l’Europa ha illegittimamente aiutato Airbus nella lotta commerciale contro la statunitense Boeing. I dazi Usa sono quindi un modo per controbilanciare gli aiuti pubblici concessi dall’Ue alla compagnia olandese. Intanto, però, l’Europa ha accusato a sua volta gli Stati Uniti di aiutare illegalmente Boeing e su questo caso l’Organizzazione mondiale del commercio dovrebbe esprimersi a settembre.

Mercoledì Robert Lighthizer, responsabile del commercio Usa, ha spiegato che i dazi sono stati confermati perché Bruxelles non ha adottato i provvedimenti necessari a conformarsi alle decisioni della Wto.

In ogni caso, la lista dei prodotti europei colpiti dai dazi (che vale in tutto 7,5 miliardi di dollari) subirà qualche modifica: alcuni prodotti greci e britannici saranno sostituiti da merce di pari valore proveniente da Germania e Francia.

Inoltre, i funzionari Ue avevano chiesto di abbassare le tariffe su cibo, vino e alcolici, ma sono stati ignorati dai parlamentari Usa, che però non hanno dato seguito alle minacce di aumentare i dazi su vodka, gin e birra. Si salvano anche vino, olio e pasta Made in Italy.

“La Commissione europea prende atto della decisione degli Stati Uniti di non esacerbare la disputa in corso sugli aeromobili aumentando le tariffe sui prodotti europei”, ha detto un portavoce dell’esecutivo Ue, aggiungendo che la pandemia di coronavirus ha gravemente colpito il settore aereo, aumentando l’urgenza di trovare una soluzione.

E così, i negoziati fra le due sponde dell’Atlantico vanno avanti.

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Categories: Economia e Imprese