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Dal reddito di cittadinanza alla Mia: come cambia il sussidio? Tagliola sugli occupabili

Imagoeconomica

Un assegno da 500 euro per le famiglie senza membri occupabili e da 375 euro per quelle con occupabili, con durate variabili e limiti più stringenti. Così sarà il nuovo reddito di cittadinanza che però non si chiamerà più così. La denominazione del nuovo sussidio che dovrebbe arrivare a settembre sarà Mia, acronimo di “Misura di inclusione attiva”. I cambiamenti sono contenuti in un testo del ministero del Lavoro già approdato al Tesoro per verificare e valutare le risorse disponibili e i risparmi rispetto al passato. Secondo i primi calcoli, al miliardo di minor spesa racimolato con le modifiche inserite nella legge di Bilancio dovrebbero aggiungersene altri 2 a regime. 

Reddito di cittadinanza: prima stretta nella legge di Bilancio 2023

L’abolizione del reddito di cittadinanza è stata uno dei cavalli di battaglia del programma elettorale del centrodestra. Non a caso, a pochi mesi dall’elezione di Giorgia Meloni, tra le prime misure del Governo si annoverano le modifiche al sussidio inserite nella legge di Bilancio 2023. Con la Manovra, infatti, l’Esecutivo ha introdotto un regime transitorio che ha ridotto a sette mesi la durata del reddito di cittadinanza per i cosiddetti “occupabili”, escludendo dalla misura i nuclei familiari con disabili, minorenni, o persone con almeno 60 anni d’età. Per loro sono stati previsti anche sei mesi di formazione obbligatoria e l’obbligo di accettare la prima offerta di lavoro che arriva, pena la decadenza dal sussidio.

Reddito di cittadinanza: arriva la Mia, ecco cosa cambia

Nelle prossime settimane arriverà in consiglio dei ministri un nuovo decreto che rivoluziona il reddito di cittadinanza, diminuendo gli importi e mettendo nel mirino i circa 400mila beneficiari considerati occupabili. 

Si parte dal nome: il reddito di cittadinanza diventerà Mia, “Misura di inclusione attiva”. Il nuovo beneficio dividerà la platea dei potenziali beneficiari in due grandi tronconi: il primo composto dalle famiglie povere con membri occupabili, il secondo senza. All’interno della prima categoria rientreranno i nuclei con almeno un figlio minore, una persona sopra i 60 anni o un dsabile. Sono invece considerati occupabili le famiglie senza questa tipologia di soggetti e con all’interno almeno una persona tra 18 e 60 anni.

Il nuovo reddito di cittadinanza per gli occupabili

Per gli occupabili l’importo della Mia scenderà a un massimo di 375 euro per un single, mentre la durata massima sarà ridotta da 18 a 12 mesi. Non solo, scaduto l’anno si potrà richiedere un rinnovo che però durerà solo 6 mesi al termine dei quali, per poter richiedere nuovamente il beneficio, si dovrà aspettare un anno e mezzo. Lo scopo? Spingere i percettori a trovare un lavoro senza “adagiarsi” sull’assegno statale. Non è un mistero, infatti, che secondo il centrodestra, molte persone preferiscono il reddito a un’occupazione vera e propria, anche se a termine. 

Reddito di cittadinanza: cosa cambia per le famiglie “senza occupabili”

Per le famiglie che invece non hanno al loro interno persone occupabili, l’importo base del reddito di cittadinanza dovrebbe essere pari a 500 euro, mentre la durata dovrebbe essere confermata a 18 mesi. Possibile poi un rinnovo di ulteriori 12 mesi al termine dei quali, per richiedere nuovamente la Mia sarà necessario rispettare uno stop di un mese.

Il nuovo tetto Isee per ricevere la Mia

Secondo le indiscrezioni, il Governo sarebbe intenzionato a ritoccare all’ingiù anche i limiti reddituali che consentono di accedere al sussidio. Nei dettagli, il tetto Isee dovrebbe essere tagliato di circa 2mila euro, per scendere a circa 7.200 euro l’anno. Prevista, come accade oggi, una scala di equivalenza per andare incontro alle famiglie più numerose. 

Saranno invece ampliate le maglie della “cumulabilità“. Già da oggi i beneficiari di reddito di cittadinanza possono percepire fino a 3mila euro per lavoro stagionale o intermittente. La nuova Mia, secondo Repubblica, includerà tutti i tipi di lavoro dipendente tra quelli ammessi anche in presenza della Mia e nel caso di redditi superiori sarà previsto un congelamento dell’assegno per la durata del contratto, ma poi il beneficio ripartirà.

Cosa cambia sulle offerte di lavoro?

A fianco ai Centri per l’Impiego scenderanno in campo le Agenzie per il lavoro. Ad entrambi spetterà il compito di lavorare su una piattaforma che incrocerà domanda e offerta di lavoro dedicata agli occupabili. I percettori della Mia considerati occupabili saranno obbligati ad iscriversi e, secondo quanto stabilito, perderanno il sussidio dopo un solo rifiuto ad un’offerta di lavoro considerata congrua. Da cosa dipenderà la congruità? L’offerta dovrà provenire dalla propria provincia o da una provincia confinante. Per i non occupabili, invece, rimarrà valido il percorso di inclusione sociale dei servizi del proprio Comune.

I tempi del passaggio da Rdc a Mia

Secondo le prime informazioni, il decreto predisposto dai ministeri del Lavoro e dell’Economia dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri nelle prossime settimane. Dopo l’ok definitivo, le nuove regole potrebbero invece entrare in vigore a partire dal 1° settembre 2023.

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