X

Costruzioni: salgono le insolvenze, 16 miliardi di crediti deteriorati

Pixabay

Secondo l’associazione nazionale delle imprese edili (ANCE), nel 2019 gli investimenti nel settore costruzioni sono aumentati dell’1,7% rispetto all’anno precedente, attestandosi a circa 130 miliardi di euro. Tuttavia, l’industria è stata gravemente colpita dalle insolvenze di alcuni dei principali attori e si trova in uno dei periodi più difficili dal 2008-09. Le prospettive per il 2020, pubblicate da Atradius, rimangono incerte a causa dell’effetto Coronavirus, della modesta o nulla crescita economica (le ultime previsioni parlano al massimo di +0,3%) e dell’incertezza politica.

Lo scorso anno gli investimenti negli edifici residenziali sono aumentati del 5,4% e la ristrutturazione è aumentata di +0,7%, sostenuta dagli incentivi fiscali; tuttavia, nel quarto trimestre il numero di autorizzazioni per le nuove case è diminuito dello 0,9%, gettando le basi per una crescita più lenta nel 2020. Il prezzo medio di vendita è diminuito di oltre il 15%, ma questo rimbalzo non è stato sufficiente a bilanciare il forte calo degli investimenti (-51% nel periodo tra il 2007 e il 2019). L’incertezza su investimenti statali, sostegno politico a progetti futuri e frequenti ritardi della spesa pubblica hanno ulteriormente minato le aspettative di crescita per quest’anno.

Quest’anno le gare pubbliche aumenteranno del 39% rispetto al 2019, per un ammontare fino a 40 miliardi di euro, trainate principalmente dai progetti edilizi dei Comuni. Tuttavia, potrebbero volerci anni prima dell’inizio dei lavori, principalmente a causa della complicata conformità legale e dei ritardi nella spesa finanziaria da parte dei principali enti statali ANAS (strade, ponti, gallerie) e RFI (infrastrutture ferroviarie). Nel terzo trimestre 2019 i prestiti per i costruttori non residenziali sono diminuiti del 30%, mentre alla fine dello scorso settembre il settore aveva accumulato crediti deteriorati per un valore di 16 miliardi, su un totale di 55 miliardi di crediti deteriorati societari in Italia.

Difficoltà finanziarie che stanno interessando sia i top-player che le piccole e medie imprese lungo la catena del valore, con la durata media dei pagamenti nel settore che risulta salita a 200-240 giorni, principalmente a causa della lentezza degli apparati pubblici, dell’accesso limitato al credito e la necessità di finanziare i fabbisogni di liquidità attraverso strumenti costosi come le obbligazioni, senza dimenticare i ritardi nelle opere all’estero (principalmente in Venezuela e Algeria).

L’aumento di fallimenti aziendali delle imprese più grandi hanno causato problemi per molti subappaltatori: crediti eccezionali, stop-and-go di opere pubbliche e mancanza di credito hanno portato a insolvenze di molte PMI. Gli analisti prevedono che nel 2020 sia il numero di notifiche di mancato pagamento che le insolvenze rimarrà alto, con i top player che continuano a lottare con problemi di liquidità.

In questo scenario, il governo italiano è impegnato nell’obiettivo di stabilire un conglomerato edilizio abbastanza grande e forte da migliorare l’attuazione di grandi progetti pubblici, e allo stesso tempo essere più competitivi all’estero. Proprio dando uno sguardo all’estero e aspettando che il Progetto Italia lanciato da Salini-Impregilo, ora ridenominato Webuild entri definitivamente in azione, in Polonia la produzione di lavori di costruzione e di assemblaggio è aumentata del 2,6% nel corso del 2019, dati Statistics Poland.

I principali contributori sono stati progetti di infrastrutture stradali e ferroviarie in corso, costruzione di abitazioni, uffici e magazzini. Tuttavia, dal momento che l’attività edilizia è fortemente correlata al ciclo economico, la crescita in questo settore rallenterà presumibilmente in linea con il calo del PIL polacco nel corso del biennio 2020-21. Bassi tassi di interesse e disoccupazione e salari in rapida crescita continuano a contribuire all’elevata domanda.

Attualmente in Polonia sono necessari 2-2,5 milioni di abitazioni; tuttavia, a causa del calo della popolazione, il divario si ridurrà nei prossimi dieci anni. E nonostante la domanda ancora robusta, le imprese di costruzione residenziale hanno difficoltà a trovare e mantenere i dipendenti, con elevati costi di manodopera e materiali/materie prime. Sempre lo scorso anno, nel settore delle costruzioni commerciali i nuovi edifici per uffici sono aumentati di circa il 15%.

I bassi tassi di posti vacanti incoraggiano gli investimenti, soprattutto nelle città più grandi: il numero di edifici legati al commercio al dettaglio consegnati è aumentato del 6%; tuttavia, la saturazione del mercato relativo ai centri commerciali è già elevata, mentre la domanda di magazzini (in crescita dell’8%) resta trainata dagli operatori logistici. Atradius sottolinea come lo sviluppo delle infrastrutture sia ancora in corso, in particolare quelle stradali: le spese previste per la costruzione di strade nel 2020 ammontano a 23,5 miliardi di zloty polacchi (5,5 mld di euro).

Tuttavia, i prezzi offerti dalle società per il 2015 e il 2016 erano spesso molto al di sotto dei budget: questi contratti a lungo termine hanno avuto un impatto negativo sui risultati generali nel 2018-19, principalmente a causa dell’aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione (asfalto e calcestruzzo su tutti), manodopera e subappalti. Non a caso gli investitori hanno terminato molti contratti a causa del lento progresso del lavoro e quest’anno la redditività delle imprese di costruzione pubblica rimarrà bassa a causa dei costi ancora elevati (materiale, manodopera, energia).

I profitti delle imprese di costruzione sono aumentati, ma sono ancora lontani da un livello soddisfacente: l’aumento non ha compensato il calo del 2018, quando gli utili sono stati fortemente influenzati dal consistente aumento dei prezzi e delle spese per materiali da costruzione, salari e subappalti. Ecco allora che molti imprese edili hanno subito perdite significative a causa di contratti di progetto con prezzi fissati in anticipo.

In Polonia i pagamenti nell’edilizia richiedono in media 75 giorni: il trend negli ultimi due anni è stata negativo, con scaduti fino a 30 giorni abbastanza comuni, mentre quest’anno il numero notifiche di mancato pagamento è previsto in aumento di circa il 10% a causa della minore crescita di prezzi e produzione.

Related Post
Categories: Economia e Imprese