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Corre l’export digitale italiano: nel 2022 vendite a 5,4 miliardi. Bene fashion, arredamento, cosmetica e food

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Aumenta l’export sui canali digitali, che raggiunge i 5,4 miliardi di euro di vendite dirette. Risultati e prospettive sono stati trattati durante il Focus Netcomm dal titolo “Digital export, marketplace e lo sviluppo delle imprese italiane”, convegno organizzato dal Consorzio Netcomm, di cui fanno parte 500 imprese dell’e-commerce e del retail digitale. Nel B2C i settori in cui il digital export italiano è più forte sono abbigliamento e fashion, arredamento, cosmetica e food. Ad esempio, l’abbigliamento esporta online con vendita diretta beni per 3,1 miliardi a fronte di un import per 500 milioni. In ambito B2B le imprese italiane sono forti invece nella componentistica e nei prodotti intermedi per la manifattura. Se l’Europa rappresenta il mercato più solido, con la Brexit il mercato inglese è diventato invece più complesso per via di dazi e logistica. Gli Usa continuano a rappresentare un’ottima opportunità dal momento che il Made in Italy gode di un’alta reputazione. Lo stesso dicasi per la Cina.

La cosmetica riparte e supera i livelli pre-Covid

Con un valore della produzione di 13,1 miliardi si prevede un trend in netta ripresa per il settore della cosmetica considerando che, secondo le previsioni di chiusura d’anno di Cosmetica Italia, a questo fatturato corrisponde una crescita del 10,7% rispetto al 2021 e dell’8,3% rispetto al 2019, pre-Covid. Un segnale incoraggiante che fa ben sperare anche per il 2023 con un ulteriore incremento del 7,1% nonostante le incertezze inflattive, geopolitiche e la crisi energetica. In questo scenario il dato più significativo è relativo all’export di prodotti di bellezza Made in Italy che mette a segno una crescita del 15,2% rispetto all’anno passato per un valore di 5,6 miliardi, superando i livelli pre-pandemia come dimostra l’incremento del 12,1% rispetto al 2019 e con una stima di un ulteriore rimbalzo del 9,5% nel 2023.

Gli Usa scalzano la Francia e diventano primo mercato

Primo Paese per esportazioni di cosmetica italiana sono gli Usa, grazie all’indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro: con un valore di 330 milioni in aumento del 44,1% (nel primo semestre 2022), scalzano dalla prima posizione la Francia, importatore storico da 297 milioni (+13,6%). Al terzo posto la Germania (231 milioni) che, però, cede lo 0,6%, seguita da Spagna (162 milioni, +26,2%), Paesi Bassi (143 milioni, +26,6%), Regno Unito (141 milioni, +16,3%), Polonia (115 milioni, +32,6%). Da segnalare il recupero della Cina che sale dell’85,9% con 80 milioni e il +54,6% degli Emirati Arabi, con 113 milioni. In netto calo (-30,4%), invece, Hong Kong, penalizzato da effetti pandemici protratti.

L’export di cosmetica si rafforza nelle aree extra-europee

Le destinazioni extra-europee sono i mercati più dinamici come dimostra il valore dei flussi commerciali di cosmetici al di fuori dei confini europei che ha acquisito nell’arco di venti anni quasi dieci punti percentuali (pesavano il 30% del totale export cosmetico italiano nel mondo nel 2001, passando nei primi sei mesi del 2022 a oltre il 39%). Tra gli sbocchi più interessanti per l’industria beauty italiana ci sono i mercati Asean e l’India. Quest’ultima è il sesto mercato per consumo di cosmetici a livello mondiale con un valore di quasi 12 miliardi e negli ultimi dieci anni la crescita degli acquisti è più che raddoppiata.

Quanto al Sud Est asiatico (a Bangkok a settembre si è svolta la prima edizione di Cosmoprof Cbe Asean) l’export cosmetico italiano verso quest’area supera i 76 milioni. Un valore che ha registrato una ripresa di quasi due punti percentuali nel 2021, dopo la marcata contrazione del 2020 a seguito della pandemia. All’interno di questo mercato, che comprende Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Tailandia e Vietnam, Singapore si attesta come principale destinazione con oltre 54 milioni (oltre +4% rispetto al 2020); seguono Vietnam (8 milioni) e Malesia (4,5 milioni). Seppur marginali in termini di peso a valore (entrambe con 3,7 milioni), risultano interessanti in termini di dinamiche di crescita Indonesia e Tailandia: nel corso del 2021 la domanda di cosmetici in questi Paesi è rispettivamente cresciuta del 16,6% e del 18,6% rispetto all’anno precedente.

In particolare, per quanto riguarda la Tailandia occorre considerare che si tratta del polo produttivo beauty più importante nel Sud Est asiatico e può essere considerata l’accesso al mercato Asean. Tra i prodotti italiani più importati, la profumeria alcolica risulta in testa con una concentrazione di quasi il 60%, seguita dai prodotti per capelli (pari al 19% per un valore di 14,6 milioni) e dai cosmetici per la cura del viso e del corpo (15%, pari a 11,4 milioni).

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Categories: Economia e Imprese