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Coronavirus, Bankitalia: crollano le ricerche di lavoro (-39%)

Pixabay

L’epidemia di coronavirus avrà un effetto “senza precedenti” sul mercato del lavoro italiano. Lo scrive la Banca d’Italia in un’analisi dal titolo “L’impatto di breve periodo del Covid-19 sulla ricerca di lavoro”.

Secondo i ricercatori di Via Nazionale, le conseguenze della pandemia rischiano di essere paradossali. Il dato che al momento registra la flessione più marcata, infatti, è quello delle persone in cerca di occupazione. Questo crollo, a livello statistico, mitigherà l’aumento del tasso di disoccupazione, ma ovviamente non si tratta di una notizia positiva, perché allo stesso tempo calerà in modo pesante anche il numero degli occupati.

I ricercatori Francesco D’Amuri ed Eliana Viviano hanno preso come riferimento le serie storiche mensili sulla ricerca di lavoro tramite Google, poiché “è dimostrato che questi indicatori sono ottimi predittori dell’evoluzione della disoccupazione, in particolare nelle fasi di inversione del ciclo economico”. Ebbene, dai dati di marzo emerge “una forte riduzione dell’attività di ricerca di lavoro”, addirittura del 39%, e “la caduta rimane notevole anche se si tiene conto dell’alta volatilità dell’indicatore: è cinque volte la deviazione standard della serie in differenze prime”.

D’altra parte, in teoria il crollo delle persone che cercano lavoro attraverso Google “potrebbe essere dovuto a un aumento dell’attività di ricerca complessiva sul motore di ricerca a seguito dell’epidemia di Covid-19 – si legge ancora nello studio – ad esempio perché una maggiore disponibilità di tempo libero da trascorrere in casa può aver determinato un aumento dell’attività di ricerca su Google di parole chiave non correlate alla ricerca di lavoro, facendo salire il denominatore dell’indice”.

Per fugare questo dubbio, i due esperti di Bankitalia hanno analizzato l’andamento di alcune “parole chiave particolarmente popolari relative a social media, intrattenimento e notizie per gli ultimi 90 giorni”. Ne è emerso che “i valori di questi indicatori per marzo sono sostanzialmente in linea con quelli dei mesi precedenti”. Questo significa che il mese scorso non c’è stata un’impennata del volume complessivo delle ricerche, di conseguenza il crollo di quelle relative al lavoro è indicativo di una tendenza a sé stante.

Come controprova, gli economisti hanno controllato anche l’andamento delle ricerche relative alla mobilità o a siti di notizie sportive. “Non c’è dubbio che l’interesse per queste parole chiave dovrebbe essere calato marcatamente a causa rispettivamente del blocco degli spostamenti non necessari e della sospensione degli eventi sportivi – conclude l’analisi – I cali registrati (rispettivamente -50% e -31%) non sono lontani da quello trovato per l’indice di ricerca di lavoro (-39%)”.

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