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Class action: sprint al Senato, ma quanto costa?

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Verso il taglio del traguardo per la class action, che da mercoledì è all’attenzione delle commissioni .Giustizia e Industria del Senato, riunite in sede redigente, dopo il via libera ottenuto dalla Camera nelle scorse settimane. La sede redigente accelera i tempi: il testo deve essere approvato in aula così come esce dalla commissione, escludendo emendamenti.

Tra le novità previste, spicca l’allargamento del campo d’azione per chi vuole fare ricorso: tutti i cittadini e non solo utenti e consumatori. Si ampliano anche gli argomenti che possono essere oggetto dell’azione giudiziaria. In sintesi così come i tipi di tutela che si possono ottenere. Arriva anche la possibilità di aderire dopo la sentenza, un modo – sottolineano le associazioni dei consumatori – per garantire una partecipazione massiccia alle azioni di classe, stante la normale riluttanza del consumatore ad avviare una causa.

Ma quanto costerà farsi assistere in una class action? Il testo che si avvia all’approvazione definitiva prevede la cosiddetta “quota lite”, cioè l’accordo con il quale l’avvocato e il cliente stabiliscono che il compenso per la prestazione professionale è determinato in percentuale rispetto al risultato ottenuto. La riforma della class action era già stata affrontata nella scorsa legislatura, ma si era fermata dopo il sì della Camera. Il testo ora al nuovo vaglio ricalca quel precedente disegno di legge.

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Categories: Politica