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Cina, il lockdown ha stremato l’economia. Borse volatili, dollaro sempre super, petrolio in calo

Scopio

Inizio di settimana all’insegna dell’incertezza per le piazze finanziarie tra (poche) notizie buone e i segnali di nuove tensioni sui listini. Tra le note positive, l’annuncio che Shanghai, dice il sindaco, eliminerà le restrizioni all’inizio di giugno. Più lungo l’elenco dei segnali negativi: scendono i future di Wall Street, apre in calo il petrolio, sul mercato delle valute si rafforza solo lo yen, il dollaro la fa da padrone su quasi tutto il resto.

In buona parte è l’effetto dei dati drammatici in arrivo dalla Cina, stremata dalla durissima quarantena imposta a larga parte del territorio (400 milioni di persone, il 40% del pil) con l’obiettivo di azzerare il Covid, che ha avuto effetti devastanti.

Il calo dei consumi in aprile è dell’11,1%. La vendita di auto, in particolare, è scesa del 47,6%, gli incassi dei ristoranti del 23%. Pesante l’impatto sulla produzione industriale: -2,9% contro il previsto +0,4%. In forte discesa i consumi di petrolio -11% e la produzione di energia elettrica -4,7%. Sale la disoccupazione al 6,7%, assai di più dell’obiettivo del 5,5% promesso dal premier Li Kequiang, che richiede la creazione di 13 milioni di posti entro l’anno.

Difficile anche centrare l’obiettivo di una crescita del pil entro l’anno del 5,5% (a marzo +4,8%). Ad aprile, ed è forse il dato più allarmante, le vendite di case sono precipitate del 46,8% rispetto ad un anno fa, ai minimi dal 2010. Il Paese sconta così la crisi dei mutui.

La speranza di un intervento delle autorità limita il calo del Csi 300 ad un solo punto percentuale. L’Hang Seng di Honk Kong cede lo 0,4%.

Il Nikkei di Tokyo è in rialzo dello 0,4%. In positivo anche il Taiex di Taipei (+0,4%), lo Straits Times di Singapore (+0,8%) e l’S&P ASX200 di Sidney (+0,2%).

BSE Sensex di Mumbai +0,7% in avvio di seduta. L’India, colpita dalla siccità, ha proibito l’esportazione di cereali. Si aggrava la crisi alimentare provocata dal blocco del commercio del grano ucraino.

“Anche nei mercati peggiori esiste sempre un porto sicuro. Ma stavolta potrebbe esserci un’eccezione”. Con questa nota luttuosa si apre il Wall Street Journal: delude la Borsa, con la peggior partenza dal 1970, ma anche l’oro e, soprattutto le criptovalute. In realtà, sottolinea un report di Bank of America, il sistema dei fondi e degli Etf ha retto bene alla tempesta: su 100 dollari nel gestito investiti ad inizio 2021, ne sono usciti solo 4.

Il future del Nasdaq è in calo dello 0,7%, dal +3,8% di venerdì, miglior seduta da novembre 2020. La settimana si è chiusa con un ribasso del 2,8%.

Il Treasury Note a dieci anni tratta a 2,90%, più o meno sui livelli di venerdì scorso.

Euro dollaro a1,039, in calo dello 0,1% dopo il minirimbalzo di venerdì. Siamo sempre in prossimità dei minimi di periodo.

Petrolio stamane in calo dell’1,5%, WTI a 109 dollari, Brent a110 dollari. In sede Ue è stato raggiunto un accordo su un sistema (intricato, per la verità) che consentirà alle aziende europee di assecondare le richieste del Cremlino pur senza violare le sanzioni.

Il Bitcoin fatica a tenere quota trentamila dollari: stamattina viaggia a 30.200 dollari, in calo del 2,5%.

Fari puntati sulle banche centrali nella settimana che si apre. Martedì interverranno sia il presidente della Fed Jerome Powell sia la numero uno ella Bce Christine Lagarde. Soprattutto dalla sponda europea si rafforza sempre di più la convinzione sui mercati di un aumento dei tassi già a partire da luglio.

La Commissione Europea pubblica le Previsioni economiche di primavera: dovrebbe tagliare le stime di crescita dell’Eurozona per il 2022 dal 4% atteso a febbraio al 2,7%. L’Italia dovrebbe perdere circa un punto e mezzo di Pil rispetto al 4,1% prospettato a febbraio.

Sempre sul fronte internazionale, mercoledì, giovedì e venerdì è in programma a Bonn, in Germania, il G7 finanziario.

È atteso oggi l’aggiornamento di Bankitalia sull’andamento del debito pubblico italiano.

A Piazza Affari in evidenza la trimestrale di Saras con conference call.

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