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Bufera su oro e petrolio, male la Borsa. Ma Saras va in controtendenza

FIRSTonline

TEMPESTA SULLE QUOTAZIONI DI ORO E PETROLIO
BTP ITALIA FA IL PIENO, MORATTI FA GOL: CON SARAS

Cadono le quotazioni del petrolio, precipita l’oro. La finanza internazionale è investita, a sorpresa, da una sorta di terremoto provocato dagli effetti delle manovre gapponesi e dal rallentamento del prodotto interno cinese che si riflette, moltiplicato, sui valori dei titoli delle materie prime.

Dopo essere sceso venerdì del 5%, l’oro sta perdendo oggi un altro 6,4% a 1.388 dollari l’oncia. Il Brent segna un ribasso del 2% a 100,9 dollari al barile, il Wti perde il 2,9% a 88,6 dollari.

Arretra anche la Borsa americana: Dow Jones -0,45%, S&P500 -0,76%, Nasdaq -0,68%.

Pesano sul mercato la crescita debole della Cina e la serie di dati deludenti sull’economia Usa.

L’indice Empire manufactoring, che dà l’indicazione sull’attività industriale nello Stato di New York, è caduto ad aprile a quota 3 da 9,25 del mese precedente. Gli economisti lo avevano previsto in media a 7.

In questa cornice le Borse europee registrano per ora solo cali relativamente modesti.

A Milano l’indice FtseMib scende dello 0,96% a quota 15628. Londra arretra dell’1,1%, Parigi -0,64%, Francoforte -0,43%. Madrid -0,33%.

L’euro è stabile nei confronti del dollaro a 1,306 (1,311 la chiusura di venerdì).

Sul mercato dei titoli di Stato la situazione è stabile: lo spread è invariato a quota 307. Il rendimento del Btp a 10 anni è al 4,32%.

E’ partito alla grande il collocamento del nuovo Btp Italia indicizzato all’inflazione nazionale: le richieste hanno superato nel primo giorno quota 9 miliardi.

Il collocamento proseguirà fino giovedì prossimo, salvo chiusura anticipata nel caso il Tesoro giudichi la domanda eccessiva. Il tasso definitivo del titolo con scadenza aprile 2017, il cui tasso cedolare reale è stato fissato venerdì al 2,25%, sarà annunciato al termine del periodo di raccolta ordini e non potrà essere inferiore alla cedola.

Oltre al calo dei titoli delle materie prime, pesano sui listini azionari europei le erdite del settore auto, collegate alla frenata del pil cinese. Volkswagen e Bmw, le più esposte sul mercato asiatico, perdono rispettivamente il 2,4% e l’1,6%.

A Milano Fiat scende del 4,21%, Fiat Industrial-1,8%, Pirelli -2,3%.

Variegato l’andamento delle banche. Queste, dopo un rimbalzo,chiudono in calo: Unicredit perde l’1,26%, Intesa +0,81,%, Banco Popolare -0,26%. Mediobanca che sale dell’1,4%, MontePaschi +1,06%.

Fra le assicurazioni, Generali perde lo 0,38%. Fondiaria-Sai è in parità: dal 17 aprile il titolo entrerà nel paniere dell’indice FtseMib.

In Piazza Affari i ribassi fra le blue chip sono diffusi con poche eccezioni. Fra queste spicca Lottomatica che guadagna il 2,26% dopo essersi aggiudicata la gara per la gestione della lotteria dello Stato americano del New Jersey.

La discesa del greggio si fa sentire su Eni -1,1% e sugli altri titoli petroliferi. Saipem -1,4%, Tenaris -1,2%.

Tengono bene le utility: Enel segna un lieve calo dello 0,38%, A2A sale dello 0,64%, Enel Green Power +0,13%.

Telecom Italia cede il 3,23%.

Fra le small cap, Rcs scende del 6%. Al contrario vola Saras +7,12% dopo la cessione di una quota del 13,70% ai russi di Rosneft.

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