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Brexit, la Ue pronuncia l’ultimo sì al divorzio dal Uk

Imagoeconomica

Mancava l’ultimo tassello, e cioè quello attraverso il quale il Parlamento europeo avrebbe reso permanente un accordo inizialmente congegnato per essere valido fino al 30 aprile 2021: adesso la Brexit è definitivamente approvata dall’Unione europea. Il Parlamento di Strasburgo non ha dunque riservato colpi di scena: come era ampiamente atteso, l’assemblea ha ratificato a larga maggioranza l’accordo commerciale e di cooperazione post-Brexit, che stabilisce le regole delle future relazioni tra l’Unione europea ed il Regno Unito, con 660 sì, 5 contrari e 32 astenuti. Via libera anche alla risoluzione politica di accompagnamento, che presenta la valutazione e le aspettative del Parlamento, che è passata con 578 sì, 51 contrari e 68 astenuti.

“L’accordo può costituire la base su cui costruire una nuova relazione lungimirante tra Ue e Regno Unito”, ha commentato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, precisando che “nonostante la decisione del Regno Unito di lasciare la nostra Unione, condividiamo ancora legami profondi e di lunga data, valori, storia e vicinanza geografica”. “Accolgo con grande favore i risultati della votazione del Parlamento europeo sull’accordo”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, secondo il quale “segna un importante passo avanti nelle relazioni” tra l’Unione e Londra e “apre una nuova era”. Per la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, infine, l’accordo getta “le fondamenta di una partnership forte e stretta con il Regno Unito. L’attuazione fedele dell’intesa è essenziale”.

Viene dunque chiuso definitivamente un lungo e tortuoso iter di accordi. Il Regno Unito ha ufficialmente lasciato l’Unione europea già il 31 gennaio del 2020, ma per quasi un anno ha continuato di fatto ad aderire ad alcune regole, in particolare quella della libera circolazione di merci e persone. L’accordo effettivo è invece entrato in vigore dal 1° gennaio di quest’anno, e ha sancito importanti novità dal punto di vista commerciale e anche turistico. Oggi recarsi in Uk, per lavoro ma anche solo per piacere, è più complicato: per vacanza serve il passaporto e non si può soggiornare per più di tre mesi, per lavoro invece serve un visto. Inoltre tornano le Dogane, viene abolito il programma Erasmus per studenti, e infine l’accordo Uk-Ue non copre il settore dei servizi finanziari.

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