X

Brexit: a che punto siamo? Ecco le ultime novità

Pixabay

Mancano meno di 3 mesi alla Brexit e tutto, sia sul fronte interno che su quello esterno, sembra ancora in alto mare. 

TELEFONATA JUNCKER-JOHNSON

Nel tardo pomeriggio di oggi, 27 agosto, ci sarà un ennesimo tentativo di sbloccare uno stallo lungo mesi ed evitare che si verifichi l’ipotesi peggiore, ma ormai sempre più probabile, quella di un’uscita senza accordo. Fra qualche ora infatti, il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, il premier britannico Boris Johnson, parleranno al telefono allo scopo di intavolare un “dialogo costruttivo” sulla Brexit. Lo ha annunciato la portavoce dell’Ue, Mina Andreeva, sottolineando che “è la seconda volta che i due leader hanno l’opportunità di parlarsi”, 

Siamo pronti ad avviare un dialogo costruttivo con il Regno Unito su ogni proposta concreta che sia compatibile con l’accordo di ritiro. È in questo spirito costruttivo e di impegno che avverrà la telefonata di oggi pomeriggio”, ha aggiunto. Andreeva ha inoltre confermato che domani lo sherpa britannico, David Frost, sarà a Bruxelles per incontri con la Task force sulla Brexit.

LE NOVITà DEL G7

A parole dunque la volontà di trovare una soluzione che eviti il No deal sembra esserci da entrambi i lati. Nei fatti tutto è ancora in alto mare. Nel corso del G7 di Biarritz, in Francia, la tensione è nuovamente salita in seguito alle parole pronunciate dal Primo Ministro britannico: “Cerchiamo di essere chiari, penso che al momento ci sia una ragionevole possibilità che avremo un accordo“, ha dichiarato Johnson, dicendosi “ottimista”, ma, ha continuato, “se usciremo senza un accordo, è certamente vero che i 39 miliardi di sterline (la Regno Unito dovrebbe pagare all’Ue per la fuoriuscita, ndr.) non sono più, a rigor di termini, dovuti. Ci saranno somme molto consistenti disponibili per il nostro Paese da spendere per le nostre priorità. Non è una minaccia. È una semplice realtà di fatto”.

Ufficialmente Bruxelles non ha commentato la dichiarazione, ma una fonte Ue ha risposto affermando che se Londra decidesse di non onorare i termini previsti dall’accordo di divorzio firmato da Theresa May sarà bloccato qualsiasi tentativo di accordo commerciale tra il paese e l’Unione europea.

LE NOVITà DA LONDRA

Aria pesante anche a Londra dove secondo un’indiscrezione pubblicata dal settimanale The Observer, Johnson avrebbe chiesto al ministro della Giustizia Geoffrey Cox un parere legale sulla possibilità di chiudere il Parlamento britannico per 5 settimane, dal 9 settembre al 14 ottobre. Una mossa che avrebbe un duplice scopo: da un lato impedire che i parlamentari votino una possibile mozione di sfiducia nei confronti del premier, dall’altro fare in modo che non possano opporsi con nuove leggi e mozioni al possibile no deal. 

La decisione potrebbe però essere annullata da un Tribunale, previa istanza presentata da cittadini e parlamentari. 

Nel frattempo continua il lavoro delle opposizioni. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha incontrato oggi i capi degli altri partiti d’opposizione allo scopo di mettere a punto una strategia comune contro la possibilità di realizzare un’uscita senza accordo. Nel corso dell’incontro il numero uno del Labour Party ha sostenuto la necessità di portare avanti un piano condiviso che consenta all’opposizione di usare tutti gli strumenti di legge necessari per scongiurare l’ipotesi hard Brexit. Parallelamente Corbyn ha rassicurato sul fatto che, per il momento, il suo partito non presenterà una mozione di sfiducia contro Johnson lasciandogli il tempo di lavorare ad un accordo con l’Unione. 

Ricordiamo che la scorsa settimana Corbyn aveva annunciato l’intenzione di chiedere la sfiducia del Primo Ministro allo scopo di instaurare un governo laburista ad interim che chiedesse all’Ue una nuova proroga della scadenza per la Brexit e proponesse un nuovo referendum ed elezioni anticipate.

Related Post
Categories: Mondo