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Borse Usa in ripresa, da Cdp mezza apertura ad Atlantia

Imagoeconomica

La levata di scudi della Fed contro l’inerzia della politica, paralizzata dallo scontro tra i partiti, ha prodotto un risultato. Ieri è ripartito il confronto politico, con immediato beneficio per Wall Street, sostenuta anche dai buoni dati in arrivo dal mercato immobiliare: l’S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,3%, il Nasdaq dello 0,4%. Dow Jones +0,2%. I future stamattina salgono dello 0,5%.

BENE IL MATTONE AMERICANO, RISCHIO DI CRASH A HONG KONG

Recuperano così posizioni i listini asiatici, pur avviati a chiudere la settimana in rosso. Il Nikkei di Tokyo guadagna lo 0,5% nel finale di seduta. S&P ASX 200 di Sidney +1%: la Borsa dell’Australia è una delle poche del pianeta a terminare la settimana con un bilancio positivo.

L’Hang Seng di Hong Kong è in calo dello 0,3% nel giorno dell’ennesimo arresto di Wang, uno degli attivisti più noti. Lieve rialzo per le Borse cinesi, che chiudono la settimana con un ribasso nell’ordine del 4%. Preoccupa Evergrande, colosso dello sviluppo immobiliare, che con 120 miliardi di dollari di debito sulle spalle sta lottando da qualche mese per evitare di finire sott’acqua. Stanotte uno dei suoi bond con scadenza a cinque anni è stato sospeso dalle negoziazioni.

I DEMOCRATICI OFFRONO 2.400 MILIARDI DI STIMOLI

In cosa consiste la svolta di Washington? I democratici hanno annunciato un nuovo disegno di legge con misure di stimolo per 2.400 miliardi di dollari. I tempi stringono, ma è possibile arrivare a un’intesa prima dell’ultima fase di campagna elettorale. Tuttavia, la sola ripresa del dialogo offre uno spazio prezioso per l’azione della Fed, che, prima di muoversi, attende il via libera del Congresso all’utilizzo dei programmi varati e pochissimo utilizzati negli ultimi tre mesi. Come detto e ribadito negli ultimi giorni da Jerome Powell, gli aiuti monetari devono essere affiancati dagli aiuti fiscali.

LE OPZIONI GIÀ SCONTANO IL NO DI TRUMP AL RISULTATO

Intanto, la corsa al voto è sempre più turbolenta. In questo momento il mercato delle opzioni incorpora una fine d’anno di turbolenze sui mercati finanziari, in quanto dà per scontato che, in caso di sconfitta con margini ridotti, Trump contesterà il risultato e chiederà l’intervento dei giudici. Ieri i capi di partito, anche quelli più vicini a Trump, hanno detto che il risultato elettorale sarà accettato per quel che è: chiuse le urne, ci sarà un avvicendamento ordinato.

Il petrolio tipo Brent tratta a 42,2 dollari il barile, in rialzo dello 0,5%. Stabile il cross euro/dollaro a 1,1666. L’oro archivia la sua peggior settimana da più di un mese a quota 1.865 dollari l’oncia.

“NOI GENTE SERIA”: MATTARELLA SISTEMA BOJO

“Anche noi amiamo la libertà, ma abbiamo a cuore anche la serietà”. Il presidente Sergio Mattarella ha risposto a tono ieri all’ultima gaffe di Boris Johnson, che ha giustificato la rovinosa politica sul Covid-19 con un presunto “spirito libero” britannico. Anche il capo economista della Bce Philip Lane, assai apprezzato da Mario Draghi, è stato molto chiaro: nessuno si illuda di poter abbassare la guardia. “Senza le nostre misure – ha twittato ieri – la produzione sarebbe più bassa e dovremmo fare i conti con una disinflazione più severa o persino con la deflazione”. Il bollettino economico della Bce sottolinea che il Covid -19 ha rappresentato un triplice shock sia per i conti delle aziende che per quelli pubblici: il disavanzo di bilancio per l’Eurozona sale dallo 0,6 all’ 8,8% del Pil.

L’INDICE IFO CONFERMA LA RIPRESA TEDESCA

Ma non manca una nota lieta: l’indice tedesco Ifo è sempre più ottimista sulle possibilità di ripresa dell’economia d’oltre Reno. Il dato sul clima degli affari è salito a 93,4 in settembre da 92,5 di agosto.

MILANO IN ROSSO: S&P MIGLIORA LE STIME SUL PIL

Dopo una seduta contrastata, la Borsa di Milano ha chiuso in lieve ribasso: -0,12% a 18,906 punti. Standard& Poor’s ha alzato le stime sul Pil dell’Italia per il 2020 a -8,9% dal precedente -9,5%. Nel 2021 il rimbalzo dovrebbe essere del 6,4%; prima era +5,3%. Gli analisti della società di rating, che questo mese devono esprimersi sul merito del debito italiano, stimano per la zona euro -7,4%.

BREXIT: LA UE NON TAGLIERÀ FUORI LONDRA

In rosso gli altri listini del Vecchio Continente, ai minimi da tre mesi: Francoforte -0,31%; Parigi -0,83%; Madrid -0,14%.

Londra -1,25%. La Ue ha anticipato i piani per rafforzare il mercato dei capitali della Ue e ridurre la dipendenza del blocco dal Regno Unito in previsione dell’uscita del Paese dall’Unione a fine dicembre. La City non sarà completamente esclusa, ha assicurato il Commissario Ue per i servizi finanziari, Valdis Dombrovskis.

BRUXELLES PREPARA IL BITCOIN SICURO

La Commissione europea ha presentato un piano per creare quello che funzionari Ue hanno descritto come l’insieme di norme sulle cripto-valute e la tecnologia blockchain più completo al mondo. I fornitori di servizi potranno richiedere un “passaporto” per l’accesso al mercato unico a livello Ue. Gli emittenti di criptovalute significative garantite da asset, come le ‘stablecoin’ globali, saranno soggetti a requisiti più rigorosi in termini di capitale, diritti degli investitori e supervisione.

ASTE ITALIANE OK, BTP A 0,87%

Il mercato obbligazionario perde qualche colpo rispetto alla carta tedesca. Il Btp tratta a 0,87% di rendimento, da 0,85% di ieri. Lo spread Btp/Bund è a 138 punti.

Il Tesoro ha collocato ieri in asta 3,75 miliardi di Ctz e 750 milioni di Btp-i con tassi in calo. Il nuovo Ctz con scadenza settembre 2022 è stato collocato con un rendimento negativo a -0,118% e ha registrato una domanda pari a 1,59 volte l’importo offerto. Il Btp indicizzato all’inflazione, scadenza maggio 2030, è stato assegnato con un rendimento dello 0,37% (-0,09%) e ha visto una domanda pari a 1,70 volte l’importo offerto.

AVVIO SHOCK PER I PETROLIFERI

La giornata è partita decisamente male per l’azionario milanese, a causa di un grosso ordine di vendita su alcune blue chip petrolifere che ha inizialmente affossato il listino. Alla fine della seduta, Tenaris -2%, Saipem -4%, Eni -1,6%.

PIACE A EQUITA UN MERGER BPM/UNICREDIT

Fuochi d’artificio sul settore bancario, in sordina nelle sedute precedenti. A scatenare le attenzioni, un incontro tra i vertici di Unicredit e di Banco Bpm, possibili protagonisti di un potenziale merger. L’operazione avrebbe una forte motivazione industriale, in quanto rafforzerebbe in modo significativo il posizionamento competitivo di Unicredit in Italia sia in termini assoluti che relativi, specialmente al Nord. Sugli scudi anche Bper (+5,31%).

CREDIT AGRICOLE MANDA IN ORBITA LE BANCHE MEDIE

Sotto i riflettori la Popolare di Sondrio (+3,91%), ma ad andare in orbita è il Creval (+11,6%). Ad alimentare l’entusiasmo degli investitori sul comparto bancario hanno contribuito le voci sull’interesse del Crédit Agricole per acquisizioni in Italia tra le banche di medio/piccole dimensioni.

Bene il risparmio gestito: Finecobank +2,9%.

ATLANTIA DÀ IL VIA ALLA VENDITA DI ASPI, ULTIMATUM DI CDP

Ancora su Atlantia (+1,5%), arrivata a salire anche di oltre il 4% durante la seduta, subito dopo la decisione del Cda straordinario dell’avvio di un processo “dual track” per la dismissione della quota in Autostrade per l’Italia, che prevede la vendita dell’intera quota dell’88% del capitale tramite asta competitiva o la scissione parziale e proporzionale con conferimento del capitale sociale di Aspi in una newco da quotare in Borsa. A sorpresa, Cdp ha inviato una lettera d’apertura alla holding, ma ha posto un limite di tempo alla controparte e ribadito le sue condizioni sulla manleva.

DIASORIN NEL MIRINO DELLA PROCURA, -56% I RICAVI DI AUTOGRILL

In controtendenza Diasorin (-0,95%), dopo che la Procura di Milano ha chiesto di copiare tutte le chat sul cellulare del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, esponente della Lega, nell’ambito dell’indagine che coinvolge sia i vertici di Diasoin che quelli dell’ospedale San Matteo.

Pesante Autogrill, in flessione del 2,8% dopo i dati dei primi 8 mesi che hanno mostrato un calo dei ricavi del 56% per l’impatto negativo del Covid-19 nel settore dei viaggi.

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