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Borse, investitori in fuga dai fondi che investono sull’Europa per i rischi della guerra Russia-Ucraina

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Fuga dall’Europa. Gli investitori stanno lasciando i mercati finanziari europei che considerano sempre più rischiosi per la loro vicinanza ed esposizione alla guerra Russia-Ucraina, malgrado le Borse del Vecchio continente continuino ad offrire performance non molto diverse da quelle di Wall Street.

La settimana scorsa Piazza Affari ha messo a segno un rialzo del 5,1%, appena sotto quello dell’Eurostoxx (+5,43%) e quello del Dow Jones (+5,50%) e anche ieri la Borsa di Milano (+0,30%) è stata tra le migliori del Vecchio continente.

La fuga dai fondi esposti sull’Europa è per la Bofa un vero esodo

Ma la realtà dice altro e cioè quello che Il Sole 24 ore ha messo in giusta evidenza nei giorni scorsi e che un report di Bank of America (Bofa) definisce “esodo dall’Europa“. Secondo il primi calcoli effettuati dalla banca americana, nella seconda settimana di marzo, i fondi che investono in azioni sui mercati europei hanno registrato il più grande deflusso di capitali della storia.

La guerra spaventa e le sue ripercussioni economiche e finanziarie anche: ecco perché gli investitori lasciano le Borse europee, che considerano i più colpiti dal conflitto e restano liquidi in attesa di tempi propizi o si rifugiano soprattutto a Wall Street, la cui volatilità in questi giorni dipende più dalle mosse della Fed sui tassi d’interesse e dall’andamento crescente dell’inflazione che dalla guerra Russia-Ucraina.

Il peggior deflusso della storia dai fondi che investono in Europa

Naturalmente il riposizionamento degli investitori non riguarda solo l’Europa e rilevante è anche il deflusso dai fondi che investono in bond dei Paesi emergenti, ma l’Europa resta la più colpita dal deflusso di capitali. Secondo Bank of America, nella seconda settimana di marzo dai fondi esposti sui mercati europei, cioè quelli che investono sulle Borse europee (Piazza Affari compresa), sono usciti 13,5 miliardi di dollari, che equivale – sottolinea Il Sole 24 Ore – al “peggior deflusso settimanale di capitali della storia”.

Un vero e proprio “esodo” dalle Borse europee, che “supera di gran lunga quello di marzo di due anni fa”. E non è detto che sia finita qui. Anzi è molto più probabile il contrario, almeno finché la guerra non sarà interrotta da un “cessate il fuoco” che per ora è solo una speranza. Ma anche a guerra conclusa, bisognerà vedere se si riuscirà o no a evitare l’incubo della stagflazione. La via crucis non è finita.

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Categories: Finanza e Mercati