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BORSE CHIUSURA 2 FEBBRAIO: i listini guardano oltre la Bce. Piazza Affari supera 27.000 punti. Meta in orbita a Wall Street

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Borse europee in rally e titoli di Stato italiani euforici, per uno spread in picchiata: la decisioni delle banche centrali sono piaciute ai mercati, che già prezzavano i rialzi dei tassi decisi nelle ultime 24 ore da Fed (+25 punti base), Boe (+50 pb) e Bce (+50pb). Forse contando sull’idea che “can che abbaia non morde”, le Borse della zona euro hanno anche snobbato l’annuncio, nel comunicato, di un rialzo dei tassi della stessa entità a marzo e la decisione della presidente della Bce Christine Lagarde di “mantenere la rotta”. Al di là delle parole gli investitori probabilmente pensano che la traiettoria rialzista si stia avvicinando al capolinea.

Comunque sia i listini europei chiudono in spolvero, ai massimi di seduta, favoriti anche dalla corsa del Nasdaq (+3,02%) a Wall Street, dove Meta (+20%) va in orbita con il buy back da 40 miliardi di dollari annunciato da Zuckerberg, in attesa delle trimestrali di altri colossi tech, come Alphabet e Amazon. È debole il Dow Jones.

Milano si apprezza dell’1,49% ed è seconda solo a Francoforte +2,17% e in linea con Amsterdam +1,46%, Madrid +1,42%, Parigi +1,26%. È decisamente più arretrata Londra +0,74%.

Piazza Affari oltre i 27mila punti, crollano spread e rendimenti 

Piazza Affari centra un nuovo traguardo in questo splendido avvio d’anno e oltrepassa oggi la soglia psicologica dei 27mila punti (27.100), nonostante il profondo rosso di Cnh (-7,5%), che ha presentato la trimestrale e annunciato l’addio al listino milanese per concentrarsi solo sulla borsa di New York. 

Sul Ftse Mib brilla Telecom, +9,54%, con il titolo che risulta sempre più appetibile a seguito dell’offerta non vincolante del fondo Kkr che fa sperare gli investitori in una battaglia per l’acquisto della rete. Tra le blue chip migliori del listino c’è Ferrari (+7,3%), premiata per i risultati record del quarto trimestre e le forti prospettive per il 2023. Nelle quattro ruote è in denaro anche Stellantis +4,97% grazie ai dati sulle immatricolazioni di gennaio in Italia che confermano il miglioramento del trend e fanno ipotizzare un recupero dei volumi per l’intero anno.

Più che buone sono le performance di Amplifon +7,8%, Nexi +5,97%, Interpump +5,62%, Poste +3,81%, Stm +2,99%, Hera +3,02%, Italgas +2,79%, per limitarci alla top ten.

Questa massa di acquisti compensa e supera abbondantemente le vendite copiose sui titoli petroliferi e su alcune banche. Vanno giù infatti Tenaris -3,46%, Saipem -2,09% ed Eni -0,69%. Tra i titoli degli istituti di credito arretrano Bper -2,77% e Banco Bpm -1,72%, mentre le big Unicredit +0,32% e Intesa +0,08%, hanno cambiato segno in zona cesarini.

Il verde è ancora più acceso per l’obbligazionario: lo spread tra Btp decennale Bund di pari durata precipita a 173 punti base (-10,69%) e i tassi si restringono rispettivamente a +3,75% e +2,02%.

Euro in leggera ritirata, in calo petrolio e gas

Dopo le decisioni della Bce e le parole di Christine Lagarde l’euro ha frenato, arretrando da quota 1,1 contro dollaro toccata in mattinata. Al momento il cambio è intorno a 1,091.

Tre le materie prime si sta muovendo in calo il petrolio tipo Brent, che cede l’1,55% e tratta a 81,56 dollari al barile. Il greggio texano o cede l’1,36%, 75,37 dollari al barile.

In ambito energetico arretra Dutch Ttf Natural Gas Future sulla piazza di Amsterdam, a 55,81 euro al Mwh.

Lagarde promette di mantenere la rotta, ma i mercati annusano il picco 

I listini della zona euro non si sono fatti spaventare dunque dai toni da falco della presidente della banca centrale, Christine Lagarde, che promette di mantenere la rotta e annuncia un aumento di entità analoga a quella di oggi nel mese di marzo. Alla luce dei dati macro (e anche delle parole dei banchieri) gli investitori scommettono su economie resilienti e sul rallentamento dell’inflazione e pensano che la traiettoria rialzista sia vicina al picco. Per Bloomberg, se da una parte i mercati prezzano altri 100 punti di rialzi dall’altra tagliano le previsioni di picco del ciclo restrittivo con un tasso sotto al 3,5%. Per Fitch il messaggio di oggi è stato forte e i tassi d’interesse termineranno questo ciclo con un rialzo di altri 100 punti base rispetto alla situazione attuale. Secondo Charles Seville, senior director del team Economics di Fitch Ratings, “i numeri sul Pil e i dati di questa settimana hanno mostrato che l’Eurozona ha evitato una contrazione causata dallo shock del gas, ma l’aumento dei tassi di interesse raffredderà ulteriormente l’attività”.

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Categories: Finanza e Mercati