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Borsa: Piazza Affari regge, la Juve rimbalza

FC Juventus

S’impenna lo spread, ma Piazza Affari chiude piatta (-0,02%, 21.719 punti) una seduta indolente, con pochi scambi e le banche chiuse per la festa della Liberazione. Rialza la testa la Juventus: +8,2%, mentre sono deboli i titoli petroliferi. Misti gli altri listini europei che seguono, nel pomeriggio, l’andamento contrastato di Wall Street, dove volano Microsoft (+3,8%) e Facebook (+6,7%) dopo i conti, ma crolla 3M (-10%), il noto produttore di post-it. A mercati chiusi sarà Amazon (+0,5%) a rivelare la trimestrale.

Francoforte perde lo 0,22%; soffrono Deutsche Bank (-1,8% ) e Commerzbank (-2,69%) dopo lo stop ai colloqui per le eventuali nozze. In calo Londra -0,5% e Parigi -0,33%. Frazionali guadagni per Madrid +0,52% e Zurigo +0,4%.

L’euro resta al tappeto contro il dollaro, in area 1,14. Dopo la delusione per l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche di ieri, oggi la Bce scrive sul Bollettino economico che la crescita dell’area euro resterà fiacca e permane la necessità di un ampio grado di accomodamento monetario. Inoltre la tenuta della zona euro è a rischio per il mancato rientro del deficit strutturale di alcuni paesi tra cui l’Italia. Anche le elezioni in Spagna, domenica prossima, sono un’incognita che pesa sulle prospettive della moneta unica. 

In questo clima la carta italiana paga pegno, ma non perde la bussola in attesa del rating di S&P in calendario domani. Attualmente il rating è ‘BBB’, due gradini sopra il livello ‘non investment grade’, con outlook passato a ottobre da stabile a negativo. Il rendimento del decennale sale al 2,69% e lo spread con il Bund si allarga a 270.30 punti base (+1,92%).

I segnali di rallentamento globale hanno penalizzato questa mattina anche le borse asiatiche. Tokio alla fine ha chiuso in rialzo (+0,48%) grazie alla Banca centrale giapponese che manterrà la sua politica monetaria espansiva invariata almeno per un altro anno. Una scelta connessa a previsioni al ribasso e al mancato raggiungimento degli obiettivi sull’inflazione. Inoltre la Corea del Sud stima una contrazione nel primo trimestre e ciò ha depresso Shanghai (-2,4%) e Shenzen (-3,4%). Gli investitori aspettano la diffusione, domani, del pil Usa del primo trimestre, per capire se l’economia statunitense continui a essere più forte di quella degli altri paesi.

L’oro cerca di riprendersi il ruolo di porto sicuro e sale dello 0,22% a 1278,13 dollari l’oncia. Il petrolio viaggia a due velocità. Il Brent si apprezza dello 0,56%, a 74,99 dollari al barile; mentre a New York il Wti è in calo dello 0,11% a 65,82 dollari al barile. 

In Piazza Affari i titoli oil si confermano deboli, in particolare Tenaris -2,12%. Perde quota Stm, -1,6%, dopo il rally di ieri. Lo stesso fa Buzzi, -0,94%. Volatile Fiat, -0,81%, a seguito dell’apertura del ceo di Peugeot a eventuali operazioni straordinarie anche se non ci sono nel mirino gruppi particolari.

Juventus a parte, gli acquisti premiano Banca Generali +2,45% e Azimut +2%. Il presidente Giuliani ha confermato infatti di voler raggiungere o superare i 300 milioni di utili nel 2019. Le banche chiudono in ordine sparso. Bene Bper +1,63%; Unicredit cede lo 0,45%. La banca sbanda nel pomeriggio dopo le dichiarazioni di Lyxor asset management, azionista di Commerzbank, che ha aperto all’ipotesi di coinvolgere la banca italiana o Bnp Paribas in una fusione con la banca tedesca visto il naufragio del fidanzamento con Deutsche Bank.

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Categories: Finanza e Mercati