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Borsa oggi 21 settembre: mercati in rosso nell’attesa dell’aumento della Fed. Crolla Ford

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In Borsa oggi c’è grande attesa per le comunicazioni della Fed, prevista per le 20.30 italiane. Ma fin d’ora gli operatori non si fanno illusioni: il costo del denaro salirà di 75 punti e la stretta proseguirà: in primavera i tassi Usa arriveranno al 4,5% almeno e lì resteranno fino al 2024. Questo, secondo il tam tam di Wall Street, sarà il messaggio che Jerome Powell lancerà alle Borse, che già annusano l’aria di recessione.

Ftse Mib, maglia nera d’Europa

Il future dell’indice EuroStoxx 50 segna un calo dello 0,3% dopo le pesanti perdite di ieri: Piazza Affari (-1,66%) è stata la maglia nera sotto la pressione delle vendite nel risparmio gestito.

Pesante anche Francoforte: con un’operazione da 30 miliardi di euro, la Germania ha deciso di nazionalizzare il colosso energetico Uniper e sta valutando di acquistare anche le unità tedesche di Gazprom e Rosneft.

A Wall Street crolla Ford (-12,7%), vacilla Nike (-4,5%)

Soffre Wall Street. Ieri l’S&P500 ha chiuso in ribasso dell’1,1%, a 3.855 punti, sotto la soglia, rilevante sul piano tecnico, dei 3.900 punti. I future sono intorno alla zero.

Crolla Ford (-12,7%) dopo il profit warning: i maggiori costi ed il ritardo nelle forniture costeranno al colosso di Detroit almeno un miliardo di dollari. General Motors -5,7%.

Sotto tiro due colossi retail: Nike -4,5% dopo un report di Barclays, Gap (-3,3%) annuncia il taglio di 500 dipendenti.

Il Giappone inietta liquidità, il Far East sorpassa la Cina

Stesso copione stamane in Asia. L’indice globale Dow Asia perde oltre l’1%. Nikkei di Tokyo -1,2%. Stanotte, a sorpresa, la Banca centrale del Giappone ha aumentato di 150 miliardi di yen (1,04 miliardi di dollari) il quantitativo giornaliero di obbligazioni da acquistare. Secondo la Banca d’affari Daiwa, l’istituto di credito centrale sta avvisando che in nessun modo intende tollerare un aumento dei rendimenti.

In calo anche Hong Kong (-1,5%). CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -1%. Kospi di Seul -1%. BSE Sensex di Mumbai -0,3%.

Per la prima volta da trent’anni, il Sud Est asiatico (Vietnam, Thailandia, Indonesia) cresce più della Cina. La Banca Asiatica dello Sviluppo (ADB) si aspetta una crescita del Pil dell’area del 4,3% nel 2022 e di quasi il 5% nel 2023. ADB si aspetta il Pil di Pechino in aumento del 3,3% contro il +5,3% dell’aggregato degli altri paesi in via di sviluppo.

L’indice del dollaro ha chiuso in rialzo dello 0,4%, a 110,3. Siamo da giorni su livelli che non si vedevano da circa vent’anni. L’euro scende a 0,996.

Domani scenderanno in campo le banche centrali del Regno Unito (previsto un aumento), della Svizzera e del Giappone.

Volano i rendimenti delle obbligazioni, Bund quasi al 2%

Ancor più rilevanti gli effetti della strategia della Fed sui mercati obbligazionari. Il Treasury Note a dieci anni tratta sui massimi dal 2011 a 3,55%, da 3,48% di ieri. Biennale vicino ai livelli del 2007 a 3,96%.

Anche il Bund tedesco sale ai massimi da dieci anni, a 1,96%. Vola anche il Btp al 4,2%, ma alla vigilia delle lezioni italiane lo spread resta stabile attorno a 226 punti.

Putin mobilita l’esercito. La borsa di Mosca perde il 7%

Con un discorso preregistrato, Vladimir Putin ha annunciato stamane la mobilitazione parziale dell’esercito e confermato il referendum nelle zone occupate in Ucraina.

Ieri l’indice della Borsa di Mosca ha perduto il 7% dopo l’annuncio di misure fiscali sull’export.

Il gas europeo rimbalza, scivola il petrolio

Il rialzo dei tassi e la prospettiva della recessione frenano i prezzi del petrolio: Brent a 90,36 dollari, Wti sotto 84 dollari.

Il gas europeo è rimbalzato del 7%, a 194 euro per MWh. In assenza di provvedimenti a livello europeo sul price cap e con il flusso di gas dalla Russia dell’80% più basso di un anno fa è difficile pensare ad un immediato crollo della quotazione.

Bitcoin +1% a 19.000 dollari. Ieri è scivolato fino a 18.740, minimo da due mesi e mezzo nella scia dei tech Usa. La perdita da inizio anno sfiora il -60%, ma non ferma i progetti di lungo termine. Il Nasdaq, secondo operatore del mercato azionario Usa, è pronto a lanciare un servizio di custodia di criptovalute.

Piazza Affari e dintorni: Investindustrial in Eataly, buyback di Unicredit

Investindustrial, il private equity di Carlo Bonomi, acquisirà il controllo di Eataly grazie ad un aumento di capitale di 200 milioni di euro. L’operazione prevede che, al closing, Investindustrial detenga il 52% del capitale, mentre i soci storici Eatinvest (famiglia Farinetti), la famiglia Baffigo / Miroglio e Clubitaly (Tamburi Investment Partners) possiederanno complessivamente il restante 48% del capitale. L’aumento di capitale di fatto azzera l’indebitamento finanziario netto della società.

Unicredit avvia la seconda tranche del programma di buyback fino a un miliardo di euro. Lo dice un comunicato dell’istituto, ricordando che lo scorso 31 agosto la Bce aveva dato il via libera all’operazione. Gli acquisti saranno avviati nella settimana in corso e si prevede che possano concludersi indicativamente entro il mese di novembre 2022.

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