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Borsa: l’industria dribbla Vw e sale, domani cda Intesa su Fca

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La fiducia delle imprese tedesche riporta l’ottimismo sui mercati europei, nella prima seduta di una settimana cruciale per il bilancio pluriennale e il Recovery Fund che la Commissione UE presenterà mercoledì ai vari paesi.

Con Wall Street, Londra e Singapore chiuse, funge da stella polare Francoforte, che archivia la seduta con un progresso del 2,8%, trascinata da Lufthansa +6,12%. Segue Madrid +2,4%, nel giorno in cui la Spagna ha deciso di riaprire al turismo internazionale dal primo luglio e senza obbligo di quarantena; Parigi +2,15%.

È leggermente più arretrata Milano, +1,61%, 17.595 punti, anche se le banche alla fine trovano il segno più. 

Dopo il buon viatico di Tokyo (+1,7%), a dare sprint agli acquisti europei è stato dunque l’indice della fiducia delle imprese tedesche, in rialzo a 79,5 nel mese di maggio da una revisione al ribasso a 74,2 del mese di aprile. “L’umore delle aziende si è ripreso dal catastrofico mese precedente – ha dichiarato il presidente dell’Ifo Clemens Fuest in una nota – le attese per i mesi a venire sono migliorate in maniera significativa”. Una spinta necessaria, anche alla luce di una recessione certificata dal calo del Pil teutonico, -2,2% nel primo trimestre (-2,3% annuo), dopo il passo all’indietro dell’ultimo trimestre 2019 (-0,1%). I mercati, benché in formazione ridotta e meno ricchi di scambi, hanno cercato di buttarsi alle spalle per un giorno le tensioni Usa-Cina, rese più aspre dallo scontro in atto a Hong Kong per la nuova legge sulla sicurezza e di puntare sulle riaperture e la ripartenza. Anche il petrolio guarda alla ripresa e vede il bicchiere mezzo pieno: Brent +1,82%, 35,77 dollari al barile.

E’ in calo frazionale l’oro, che si muove sotto i 1730 dollari l’oncia.

Sul mercato valutario l’euro-dollaro è poco mosso, in area 1,089, in attesa della proposta della Commissione Ue sul Recovery Fund.

L’idea franco-tedesca di un piano da 500 miliardi di euro basato su sussidi ha spinto la moneta unica sopra quota 1,10 la scorsa settimana, prima che l’arrivo dell’attesa reazione negativa degli stati del nord (Austria, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi) lo riportasse sotto tale livello.

Sempre in ambito valutario, la Pboc, Banca centrale cinese, ha svalutato dello 0,33% lo yuan nei confronti del dollaro, fissando il cambio tra il biglietto verde e la valuta di Pechino a 7,1209, ai minimi dal 2008, contro il precedente 7,0939. La parità tiene conto delle perdite subite dallo yuan dopo la proposta cinese sulla nuova legge per la sicurezza nazionale di Hong Kong.

Tornando in Piazza Affari, Il titolo più volatile è Atlantia, +1,31%, che, dopo un avvio in forte calo, è riuscita a rialzare la testa nella speranza di una mediazione con il governo su Autostrade, prima che i soci di Aspi decidano di rescindere unilateralmente la Convenzione con lo Stato. Fca guadagna il 3,49%, alla vigilia del cda di Intesa Sanpaolo (+0,9%) che domani potrebbe deliberare il prestito da 6,3 miliardi di euro nei confronti della casa automobilistica, dopo che negli ultimi giorni è stato raggiunto un accordo tra le parti sui termini del finanziamento che rappresenterebbe la più ingente operazione con garanzia statale verso un costruttore d’auto dall’inizio della pandemia. L’efficacia della delibera del board di Intesa sarà comunque soggetta all’esito del successivo iter per l’ottenimento della garanzia statale che dovrà passare da Sace e dal ministero dell’Economia per il necessario decreto ministeriale.

Brillano gli industriali: Leonardo +5,94% e Cnh +5,5%. Bene Amplifon +4,87%; A2a +3,66%. Nella top ten si ritaglia ancora un posto Diasorin, +3,25%. I cali, modesti, riguardano solo tre blue chip:: Generali -0,37%; Recordati -0,14%; Finecobank -0,05%.

Fuori dal paniere principale Autogrill mette a segno un teorico +11,3%, puntando sulla ripresa del traffico autostradale.

Finale verde pallido per obbligazionario: lo spread fra decennale italiano e tedesco scende a 206 punti base (-0,85%): il tasso del Btp chiude a 1,57%.

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