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Borsa in altalena ma lo spread risale

FIRSTonline

Sembra spegnersi a mezzogiorno il tentativo di rialzo della Borsa italiana, poi segue un timido rimbalzo. Piazza Affari già in rialzo dello 0,7%, è passata bruscamente in terreno negativo attorno a 21.300 punti per poi tornare alle 13 in terreno positivo +0,4% a 21.455 punti. Poco sopra la parità Francoforte +0,15%, Parigi +0,3%.

A provocare il cambio di rotta è stata la pubblicazione della bozza di accordo per la riforma della zona euro, che non tiene in alcun conto le richieste del nuovo esecutivo italiano in vista del vertice Ue in agenda giovedì e venerdì prossimo.I leader della UE sarebbero decisi a conferire maggiori poteri al Fondo Salva Stati ESM che, in casi di emergenza, potrà intervenire con prestiti per contribuire alla risoluzione delle banche in fallimento, ma avrà maggiori poteri di proposta e monitoraggio dei programmi di assistenza.

Torna ad allargarsi lo spread Bpt/Bund arrivato a toccare quota 260,115 punti base con il rendimento dei titoli italiani al 2,90%, in netto rialzo dal 2,84% della vigilia.  Si assottiglia ancora il margine di vantaggio sui titoli greci, sceso a 110 punti.

Nell’asta di oggi è stato registrato un nuovo balzo del rendimento dei Ctz: +57 punti base allo 0,917% dopo il +63 punti base del collocamento del mese scorso. Buona la domanda, pari a 3,29 miliardi, con rapporto di copertura a 1,88. L’intero importo massimo offerto della settima tranche del titolo 30 marzo 2020 è stato assegnato a un prezzo di 98,41. In asta oggi anche due Btpei. Il titolo a 5 anni 15 maggio 2023, terza tranche, è stato richiesto per 1,44 miliardi e il Tesoro ha piazzato buoni per 838 milioni con rendimento lordo pari allo 0,90% (prezzo di aggiudicazione 96,18).  Il trentennale 15 settembre 2041 (24° tranche) ha registrato richieste per 727 milioni: 412 i milioni in titoli assegnati con rendimento del 2,14% e prezzo di aggiudicazione a 107,7.

Il comparto bancario, dopo la partenza in rialzo, è passato in negativo, con l’indice di settore -1,10%. Resta positiva Bper +0,3% sostenuta dall’asse con Unipol +0,2%. Sono invece passati in territorio negativo Banco Bpm -1,7%, Mediobanca -1,03%, Ubi -1,04%), Intesa -0,94%), Unicredit -0,42%.  Negativa anche Carige-1,2%) dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Tesauro.

Spicca nel listino il robusto recupero di Fiat Chrysler +2,5%: Morgan Stanley valuta Jeep e Ram 28 euro. La casa ha annunciato 3 miliardi di dollari di investimenti in America Latina. L’obiettivo è di vendere un milione di veicoli nel 2022 (700 mila quest’anno).

Al contrario Leonardo risulta la peggior blue chip con un ribasso dell’1,8%.

Rimbalzo contenuto per Prysmian +0,43% dopo il tonfo del 10% della vigilia, sulla scia del profit warning legato al progetto Western Link. Si riprende anche Stm +1,95%.

Toniche le utilities, in sintonia con il settore a livello europeo+1,1%: Italgas guadagna il 2,4%, seguito a breve distanza da Terna +2% e da Snam +2%.

Nel resto del listino:

  • Biesse cede il 5,9% dopo aver annunciato il ritiro della domanda a Consob di autorizzazione alla pubblicazione del prospetto relativo alla quotazione della controllata HSD.
  • In calo anche Avio -3,2%.
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