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Borsa, esordio a razzo per Mustier e test per Unicredit

Dimenticate la Brexit e i crucci dell’Eurozona alle prese con le sofferenze delle banche italiane. Da New York a Tokyo arriva l’eco della galoppata del Toro, deciso a recuperare il terreno perduto.

Wall Street, ancora galvanizzata dai buoni dati sul mercato del lavoro, ha toccato ieri in apertura un nuovo record: indice S&P500 a 2.139,34 per poi chiudere a 2.137,2 (+0,3%), mentre il Dow Jones è salito dello 0,44% e il Nasdaq dello 0,64%. Il precedente massimo in chiusura era a 2.130 punti, un livello raggiunto nel maggio del 2015. Nel corso della giornata il benchmark si è spinto fino a 2.143 punti, altro record. A sostenere il rally sono state soprattutto le società tecnologiche.

È partita con il piede giusto la stagione delle trimestrali: Alcoa ha battuto le stime di utili e fatturato e le previsioni di qui a fine anno sono positive. Nel dopo Borsa il titolo ha guadagnato il 3,5%.

I POKEMON E BERNANKE DANNO LA CARICA AL GIAPPONE

Ancora più brillanti le notizie in arrivo dal Sol Levante. Tokyo concede il bis: +2,6%, dopo l’impennata +4% di lunedì. Il rally è favorito dal calo dello yen (103,1 sul dollaro) nell’attesa di nuovi, imminenti, stimoli all’economia.

A convincere i mercati che, dopo la vittoria elettorale di domenica, il premier Shinzo Abe si accinge a rilanciare l’economia con una nuova, spettacolare iniezione di denari, ha contribuito un arrivo eccellente: lunedì è arrivato a Tokyo l’ex presidente della Fed, Ben Bernanke, ospite del presidente della Boj, Haruhiko Kuroda. Non si tratta di una visita di routine, scommettono gli operatori: il Giappone potrebbe sperimentare per primo la “strategia dell’elicottero”, ovvero la distribuzione di denaro a pioggia per rilanciare l’economia.

A dar la carica ai listini è stata anche lo spettacolare, inedito successo di Pokemon Go, il video game in 3 D per smartphone lanciato sul mercato Usa dalla giapponese Nintendo (+26% a Wall Street). In soli due giorni il video game, disponibile per ora solo in Usa e Nuova Zelanda (ma già noto agli “smanettoni” nostrani) ha conquistato la vetta delle classifiche, al punto che si segnala un aumento degli incidenti stradali. Nintendo non possiede in modo esclusivo Pokemon GO. L’app, infatti, è stata sviluppata insieme a Niantic, società specializzata nella realtà virtuale di recente scorporata da Google.

SCHIARITA POLITICA A LONDRA, MILANO SALE DELL’1,2%

Anche l’Europa ha partecipato, seppur in tono minore, alla riscossa del Toro. A Milano l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,21% a 16.261 punti. Meglio hanno fatto gli altri listini europei. Francoforte ha guadagnato il 2,2% e Parigi l’1,8%, Madrid +1,46%. A rasserenare gli animi ha contribuito la schiarita politica a Londra (+1,4%). Il prossimo premier della Gran Bretagna sarà Theresa May, ormai unica candidata alla poltrona di David Cameron che dovrebbe dimettersi in settimana. La sterlina tratta a 1,299 su dollaro da 1,295 della chiusura.

RENZI: “BANCHE, L’ACCORDO È A PORTATA DI MANO”

I riflettori del Vecchio Continente restano ovviamente concentrati sulla crisi bancaria. Ottimista il premier Matteo Renzi: “Un accordo compatibile con le regole attuali che metta al riparo dai problemi è assolutamente a portata di mano”, ha detto ieri sera.

In realtà i vertici a Bruxelles dell’Eurogruppo (ieri) e dell’Ecofin (oggi) non hanno in agenda i problemi delle banche di casa nostra, dalle sofferenze agli aumenti di capitale. Ma dietro le quinte il confronto prosegue con toni più positivi dei giorni scorsi. Il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, ha detto che il nodo del peso dei crediti in sofferenza in pancia agli istituti italiani “va affrontato gradualmente”, aggiungendo che “le autorità stanno dialogando, diamo loro il tempo per farlo”.

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha ammonito che “non bisogna speculare sulle banche italiane prima dei risultati degli stress test che saranno resi noti il 29 luglio”.

Intanto fa discutere la sortita di David Folkerts-Landau, capo economista di Deutsche Bank, che in un’intervista alla Welt Am Sonntag ha suggerito di costituire un fondo europeo da 150 miliardi per le banche in difficoltà, sulla falsariga di quanto fatto negli Usa nel 2009. Secca la replica di Dijsselbloem: i problemi delle banche vanno risolti “nelle banche e dalle banche”, evitando così di scaricare tutto il peso sui contribuenti, ha detto. Ma è un’altra crepa all’edificio del bail-in.

UNICREDIT: CEDUTO IL 10% DI FINECO, RETROMARCIA SU PIONEER

Intanto, ad offrire un’idea del cambio di passo del sistema ci ha pensato l’esordio sprint del nuovo ceo di Unicredit, Jean-Pierre Mustier, fin da subito impegnato nella missione del rafforzamento patrimoniale dell’istituto, che, a detta degli analisti, ha bisogno di un’iniezione di almeno 5 miliardi.

Il manager non ha perso tempo. Il Cda della Banca, ieri, ha dato il via libera alla cessione del 10% di FinecoBank sul 65% già posseduto. L’operazione, che vale attorno ai 350 milioni, s’inquadra in una strategia che prevede che “tutti gli asset, nessuno escluso saranno soggetti alla stessa, attenta e disciplinata gestione del capitale e sarà valutata ogni opportunità di generazione di valore incrementale, potenzialmente anche attraverso dismissioni”.

Intanto, complice la Brexit, sta per andare a picco il matrimonio nell’asset management tra Unicredit e Santander, operazione da oltre 5 miliardi di euro che avrebbe dato vita a uno dei primi 10 operatori europei del risparmio gestito con 400 miliardi di asset: il potenziale di fuoco che sarebbe derivato dall’unione delle forze di Pioneer e Santander Asset Management. 

“Stiamo lavorando con i nostri partner Santander, Warburg Pincus e General Atlantic per cercare di andare avanti nella transazione, questo oggi è lo stato dell’arte””, ha spiegato Mustier. Ieri, in attesa del Cda che ha dato il via libera alla gestione del manager parigino, il titolo Unicredit ha subito forti vendite (-2,9%) proprio per gli sviluppi della trattativa sull’asset management.

MPS, LA BORSA SCOMMETTE SUL LIETO FINE

Ha chiuso in terreno positivo il resto del settore. I mercati scommettono su una soluzione positiva per Monte Paschi, in rialzo del 7%, a 0,2989 euro, miglior blue chip di ieri. Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 2,2%: Mediobanca ha tolto il titolo dal portafoglio short (puntare al ribasso) per inserirlo in quello dei titoli long (puntare sul rialzo).

Bene anche Ubi Banca (+1,1%), Banco Popolare (+3,5%) e Banca Popolare di Milano (+3%). Denaro diffuso anche sul risparmio gestito: Azimut +2,35%, Banca Mediolanum sale del 2,54%.

Tra le assicurazioni, in evidenza Unipol (+4%): Mediobanca Securities ha confermato rating outperform e Target price di 3 euro per azione (outperform e tp di 1,8 euro per UnipolSai). La compagnia sta accelerando l’offerta delle scatole nere ai clienti per ottimizzare la base costi.

RIPARTONO FCA E FERRARI, OGGI L’OPA PININFARINA

Andamento positivo per l’automotive: a maggio la produzione italiana di autoveicoli è cresciuta del 10% rispetto a un anno fa. Fiat Chrysler avanza del 4%. Bene anche Ferrari (+1,89%), spinta dal giudizio di Mediobanca Securities, convinta che l’espansione dei margini e i solidi flussi di cassa possano portare ad una revisione al rialzo dell’Eps e ad un re-rating dei multipli. In calo Pininfarina (-3,6%): oggi prende il via l’Opa obbligatoria promossa da Mahindra & Mahindra.

Nel resto dell’industria spicca la perfomance di Leonardo (+2,9%), impegnata da ieri nel Farnborough air show. SocGen ha ribadito la raccomandazione Buy, target price da 14,0 euro a 15,0 euro. 

RCS, SCAMBIATO IERI IL 10% DEL CAPITALE

Finale infuocato dell’Opa su Rcs Mediagroup (+14,91%, a 0,9790 euro, a un passo da quota un euro). Il titolo è galvanizzato dai rilanci, arrivati nella tarda serata di venerdì scorso, di Cairo Communication, che ha alzato il corrispettivo dell’offerta, trasformandola in un’Opas, aggiungendo alle azioni proprie una componente in denaro pari a 0,25 euro per azione, e della cordata guidata da Investindustrial a un euro in contanti.

Il titolo ha registrato scambi per quasi 53 milioni di pezzi, pari ad oltre il 10% del capitale. Nel frattempo Mediobanca ha deciso di inserire il titolo nel proprio Portafoglio Long raccomandato confermando la raccomandazione Outperform e il target price a 0,47 euro. Corre anche L’Espresso, che ha messo a segno una crescita del 9%.

JUVE +6,1% SULL’ONDA DELL’OFFERTA PER POGBA

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Nel resto del listino, da segnalare il rialzo della Juventus (+6,16%). Alcuni trader attribuiscono la corsa del titolo del club bianconero alle indiscrezioni stampa su un’offerta monstre (123 milioni di euro) per Paul Pogba, che sarebbe stata presentata dal Manchester United.

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