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Borsa 12 dicembre chiusura: listini azionari in stand-by in vista dei pronunciamenti di Fed e Bce sui tassi

Imagoeconomica

I listini europei chiudono oggi deboli una seduta senza bussola, mentre il dato sull’inflazione Usa ha portato più confusione che chiarezza sulle mosse 2024 delle banche centrali, in una settimana campale per la politica monetaria.

Piazza Affari cede lo 0,28% e scende a 30.342 punti base. Mps è in fondo al listino (-2,64%), mentre Banco Bpm è tra i titoli migliori (+1,23%) dopo che l’ad di quest’ultima, Giuseppe Castagna, ha ribadito che questo matrimonio non s’ha da fare. 

L’orizzonte non è molto diverso nel resto d’Europa: sono deboli Francoforte -0,01% e Parigi -0,11%, che in mattinata avevano aggiornato i loro massimi; Amsterdam cede lo 0,04%, Londra -0,02%, Madrid scivola dello 0,79%.

Soffrono i titoli petroliferi con un nuovo tonfo dell’oro nero.

Wall Street in cauto rialzo

Dopo un avvio incerto Wall Street sta cautamente migliorando: il Dow Jones sale dello 0,3%, lo S&P 500 dell’1,14%, il Nasdaq dello 0,25%. L’azionario prende coraggio forse a partire dal calo dei rendimenti dei titoli di Stato, anche se alcune big sono in netto ribasso. In particolare, Oracle cede il 10,45% ed è il peggiore sullo S&P 500 a causa di previsioni deludenti sui ricavi del terzo trimestre per un rallentamento della domanda. Alphabet (Google) perde lo 0,81% dopo che Epic Games, produttore di “Fortnite”, ha prevalso in un caso antitrust contro il colosso del web.

Il dollaro arretra e l’euro si apprezza a 1,079, i T-Bond vedono prezzi in leggero rialzo e rendimenti in modesta caduta.

Vanno sempre più giù infine i prezzi dell’energia: il petrolio tipo Brent perde il 3,3% per un prezzo di 73,52 dollari al barile; il greggio texano cede il 3,22% per 69,02 dollari al barile.

Dopo lo scivolone di ieri cade ulteriormente anche il prezzo del gas ad Amsterdam: -3,7%, 34,780 euro al MWH.

Borse prudenti in attesa di Powell

In sostanza viene da dire che la prudenza non è mai troppa in borsa quando davanti ci sono le riunioni di Fed e Bce, nonché di Boe e banche centrali di Svizzera e Norvegia. Oggi è cominciata la due giorni della banca centrale Usa e domani, al termine del meeting, parlerà il presidente Jerome Powell. Le scommesse sono che il costo del denaro resterà ancora invariato, ma quello che interessa di più è quanto Powell dirà o farà intuire sulle scelte che andranno attuate nel 2024. Dopo il rapporto sull’occupazione più forte delle stime, visto la settimana scorsa, le probabilità di un taglio dei tassi a marzo si erano ridotte, ma oggi sono tornate al 50,4% per Cme FedWatch Tool, dopo i prezzi al consumo di novembre. Questi ultimi sono rallentati su base annuale al 3,1% dal +3,2% di ottobre, ma su base mensile sono cresciuti dello 0,1%, contro attese di stabilità. Quindi una piccola delusione, ma evidentemente non tale da far cambiare idea ai mercati sul cambio di passo della Fed. Domani usciranno inoltre i numeri sui prezzi alla produzione, che completeranno il quadro.

In Europa ha stupito il rallentamento della crescita dei salari nel Regno Unito, ma non tanto da far ipotizzare una repentina svolta da parte della Bank of England, che si pronuncerà giovedì, giorno campale nel quale si esprimerà anche la Bce al termine della sua riunione di politica monetaria.

Piazza Affari, Banco Bpm resta single

L’ad di Banco Bpm Giuseppe Castagna, in occasione della presentazione del piano al 2026, ha confermato oggi che non è interessato a una fusione con Banca Mps. Così i due titoli hanno preso in questa seduta strade diverse. Banco Bpm ha messo a segno un guadagno vicino a un punto percentuale sulla base della promessa di un utile netto cumulato a circa 6 miliardi, con una remunerazione per gli azionisti nel periodo di 4 miliardi, sopra le attese degli analisti.

La banca senese archivia invece una seduta in perdita, dopo essere stata sugli scudi anche ieri in scia all’assoluzione in appello degli ex top manager Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, dalle accuse di falso in bilancio e aggiotaggio in relazione ai derivati Santorini e Alexandria.

Nel settore bancario è debole, inoltre, Bper -1,24%.

Arretrano i titoli petroliferi Saipem -2,49%, Tenaris -1,64%, Eni -1,2%. Scendono A2a -1,82% e Telecom, -1,78%. 

Tra le blue chip svettano Amplifon +2,47% e Azimut +1,33%.

Il lusso si conferma moderatamente ottimista con Moncler +0,55% e con Brunello Cucinelli, +0,76%, che sta scaldando i muscoli per l’entrata sul Ftse Mib la prossima settimana.

Fuori dal paniere principale si sgonfia Tessellis (ex Tiscali) -9,23%, dopo il recente rally.

Spread invariato

Il clima è attendista anche sul secondario. Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata è fermo a 178 punti base, con tassi rispettivamente al 4,01% e al 2,23%.

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