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Bond, gli alti rendimenti spiazzano le Borse

Photo by Stephen Dawson on Unsplash

È arrivata la seconda ondata. No, non è una nuova resurrezione della pandemia, bensì, assai meno pericolosa (ma non troppo), una nuova ondata di rendimenti obbligazionari in forte crescita. Di fronte all’impennata dei rendimenti che hanno lambito quota 1,50% (1,47% il decennale) il mercato Usa si divide: i più ottimisti lo considerano un fenomeno virtuoso, la conferma cioè che il modo è avviato al recupero dopo la pandemia. Altri evocano il rischio inflazione, il genio maligno che, una volta uscito dalla lampada, metterà a rischio l’equilibrio dei mercati. A giudicare dalla risposta dei mercati, questi ultimi sono i più numerosi.

SOFFRONO I BIG DEL NASDAQ

La caduta del Nasdaq (-2,7%) si è arrestata ieri sera solo sotto i 13 mila punti (12.997), ma l’erosione è ripresa stamane con il future sotto di un altro 1%. Perdono colpi i Big, i più vulnerabili all’aumento dei costi di finanziamento: Apple, Amazon e Microsoft lasciano sul terreno oltre il 2%.

TIENE WALL STREET GRAZIE ALLE BANCHE

Assai più resistente il settore finanziario. Per le banche, la curva dei tassi reali molto più ripida è ossigeno, infatti sono state loro e permettere al Dow Jones di contenere la perdita del Dow Jones (-0,3%). L’indice S&P arretra dell’1,31%. “L’andamento del mercato – si legge in un report di Baird investment- rappresenta la perfetta fotografia della situazione di questi mesi: la campagna vaccinale sta andando bene e questo si riflette sull’attesa di rialzo dei tassi che sta danneggiando l’azionario”.

IN VISTA UN COMPROMESSO SUGLI AIUTI

Si profila intanto una soluzione di compromesso sugli stimoli fiscali. È in arrivo al Senato un emendamento che limita gli aiuti diretti ai contribuenti (1.400 dollari) solo ai contribuenti con un reddito sotto 80 mila dollari o 60 mila per nucleo familiare.

Dal Beige Book emerge comunque una “modesta ripresa da gennaio a metà febbraio” 2021, anche se la maggior parte delle imprese “rimane ottimista per i prossimi 6-12 mesi, quando i vaccini saranno distribuiti in maniera ottimale.

Le tensioni sul fronte dei tassi stanno comunque mettendo a dura prova un sistema fragile, dopo la pioggia di liquidità.

Un segnale di pericolo arriva dall’Australia. Una grande conglomerata, Greensil Capital, rischia di tirarsi dietro una buona parte dei clienti che aveva finanziato.

Il rendimento del bond decennale dell’Australia sale di dieci punti base a 1,76%.

ASIA IN PROFONDO ROSSO, IL FREDDO SOSTIENE L’OIL

Ancora più violenta la reazione delle piazze azionarie d’Oriente. Il Nikkei di Tokyo perde il 2,8%, il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen il 2,7%, minimo da inizio anno. Il China Next delle piccole aziende cinese è in calo del 4,5%. Hang Seng di Hong Kong -2,5%.

Il bitcoin si è riavvicinato a quota 50.000 dollari, stamattina è a 49.500 dollari. Il petrolio Brent guadagna lo 0,5% a 64,5 dollari il barile, dal +2% di ieri, in attesa dell’esito dei colloqui tra i membri dell’Opec+ di oggi. Le scorte di greggio degli Stati Uniti a cause delle gelate in Texas che hanno fermato le raffinerie hanno registrato un incremento record, ma c’è stato anche un crollo delle scorte di benzina e distillati.

BOND IN VOLO ANCHE IN EUROPA, WEIDMAN CONTRO NUOVI ACQUISTI

In Europa la guerra alla pandemia è tutt’altro che decisa. Ma sui mercati i rendimenti del mercato obbligazionario tornano a salire lo stesso. Sale il Btp a 0,75% (+5 punti base), sale anche il Bund a -0,3% (da -0,33%) in linea con i mercati d’oltre Oceano. Secondo Bloomberg, però, almeno una parte dei dirigenti della Bce ritiene non ci sia bisogno di intervenire per fermare il rialzo dei rendimenti delle obbligazioni. Il rischio di un aumento della volatilità esiste, ha detto il governatore della Bundesbank Jens Weidman, ma è gestibile senza nuovi acquisti della Bce. Anche per Goldman Sachs si può stare tranquilli.

PIOGGIA DI PRENOTAZIONI SUL BTP VERDE

Ma la nota più rilevante della giornata finanziaria riguardo il collocamento del primo Green Bond dell’Eurozona accolto con un forte, seppur prevedibile, successo. Il primo Btp Green, scadenza aprile 2045, ha raccolto prenotazioni per 76 miliardi di euro, circa dieci volte tanto l’offerta (8.5 miliardi). Il rendimento è stato fissato a 12 punti base sul Btp marzo 2041, cedola 1,80%, dopo prime indicazioni che indicavano 15 punti base.

L’operazione, via sindacato, era riservata agli investitori istituzionali. Il retail potrà intervenire successivamente sul mercato secondario o indirettamente comprando strumenti specializzati che sottoscrivono il BTP green in sede di collocamento. Per l’esordio, il Tesoro si è fatto assistere da un consorzio di banche composto da BNP Paribas, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e NatWest Market.

MA LO SPREAD SALE A 104, IL BTP 10 RENDE LO 0.75%

Sul secondario la forbice tra i tassi Btp e Bund sul tratto a 10 anni si è allargata a 104 punti base dai 102 dell’avvio e i 103 del finale di ieri. Il tasso del decennale sale a 0,75% da 0,67% della partenza e 0,68% della precedente chiusura.

LONDRA +0,88%: PRIMA SI SPENDE POI SI TAGLIA. SUNAK COME DRAGHI

Londra sale dello 0,88% nel giorno del discorso del ministro delle Finanze britannico Rishi Sunak sul nuovo bilancio. Il piano comprende un’estensione di cinque mesi di un corposo pacchetto di salvataggio di posti di lavoro (344 miliardi di sterline), per guidare l’economia attraverso quelli che il ministro spera siano gli ultimi mesi di restrizioni da Covid. La parola d’ordine è: spendi adesso, tassa dopo. Citando le parole dell’ex presidente della Bce Mario Draghi, «a qualunque costo», il ministro delle Finanze inglese, Rishi Sunak, ha illustrato al Parlamento il pacchetto di misure per arginare il debito generato dalla pandemia. Il governo ha annunciato, dal 2023, un aumento delle tasse sui profitti delle grandi aziende dal 19% al 25%. Si tratta del più imponente aumento di tasse nella storia del Regno Unito, che dovrebbe far affluire alle casse dello stato circa 17 miliardi l’anno.

MILANO DEBOLE. IL PATTO DI STABILITÀ SOSPESO PER IL 2022

La Commissione europea ha raccomandato di mantenere la sospensione del Patto di Stabilità anche nel 2022. Piazza Affari chiude in leggero calo e perde lo 0,16%, scendendo a 23.046 punti.

Francoforte +0,28%. L’indice Dax ha segnato in avvio di seduta il nuovo record storico a 14.197 punti, prima di rallentare la corsa con tutte le altre borse del vecchio continente. La Borsa tedesca registra un guadagno del 2,40% da inizio anno, leggermente sotto la media della zona euro: Covestro (chimica) è la miglior blue chip con un +23%, seguita da Volkswagen (+21%) e Daimler (+20%).

Parigi +0,35%. Guida la corsa Renault (+5,21%) sostenuta dal buy di Ubs. In frazionale calo Madrid (-0,3%). Piatta Amsterdam.

AL VIA LA SQUADRA UNICREDIT, CALTAGIRONE IN MEDIOBANCA

Tra i titoli in evidenza spicca Unicredit (+2,52%). Il cda dell’istituto ha ieri approvato la lista dei componenti del futuro Cda cui toccherà guidare la banca da metà aprile. La rosa dei nomi prevede quale presidente Pier Carlo Padoan, l’ad sarà come previsto Andrea Orcel. Ma a spingere al rialzo i titoli è la prospettiva che Cnp Assurance acquisti il 51% della joint venture nel ramo vita attualmente detenuta da Aviva assieme ad Unicredit. Il valore dell’operazione si aggira sui 385 milioni di euro.

In evidenza anche il resto del comparto: Intesa Sanpaolo +2,25%, Banco Bpm +1,89%. Mediobanca +1,43% dopo l’annuncio dell’ingresso nell’1,014% del capitale di Francesco Caltagirone.

STELLANTIS +0,22%, UN MILIARDO AGLI AZIONISTI

“I risultati dimostrano la solidità finanziaria di Stellantis, che nasce dall’unione di due Gruppi sani e forti”. Così Carlos Tavares alla presentazione dei conti di Stellantis (+0,22%). Per l’ultima volta Fca e Peugeot presentano conti separati. La società francese chiude con una redditività del 7,1%, nonostante il calo delle vendite. Fiat Chrysler è riuscita a chiudere con un modesto utile. Il margine industriale del gruppo oscillerà tra il 5,5% e il 7,5%. A tutti gli azionisti, come previsto dall’accordo per la fusione, sarà distribuito un dividendo di 0,32 euro per azione ordinaria, in tutto circa un miliardo di euro.

IL TRATTORE ELETTRICO SPINGE CNH INDUSTRIAL

Tra le migliori performance di giornata spicca quella di Cnh Industrial, che ha chiuso la seduta con un rialzo dello 0,97% a quota 12,485 euro, dopo che il titolo è finito sotto la lente degli analisti. Equita sim ha confermato rating buy e target price di 15 euro, in seguito all’acquisto di una quota di minoranza in Monarch Tractor, società Usa che nel 2020 ha presentato il primo trattore integrato su un’unica piattaforma, completamente elettrico, dotato di guida autonoma e con gestione all’avanguardia dei dati (con potenza inferiore a 100 hp).

CROLLA AMPLIFON, VENDITE SU NEXI

Tra gli industriali acquisti significativi anche su Buzzi (+2,3%) ed Eni (+1,77%): entrambi risentono, direttamente o indirettamente, dall’aumento dei prezzi del petrolio.

La maggior parte dei titoli viaggia però in terreno negativo. La peggior performance è quella di Amplifon (-8,35%), che ha chiuso il 2020 con un utile netto di 101 milioni, in calo rispetto ai 127,1 del 2019. Male anche Nexi (-2,88%) dopo che oggi l’assemblea dei soci ha dato il via libera definitivo alla fusione con Nets.

Vendite, infine, sui titoli energetici e utility: A2a -2,53%, Enel -2,26%, Snam -2,07%, Hera -2,09% e Terna -1,77%.

DEBUTTO IN ROSSO PER PHILOGEN (BIOTECH), VOLA RETI (+15,8%)

Focus su Philogen, azienda italo-svizzero attiva nel settore delle biotecnologie, specializzata nella ricerca e sviluppo di prodotti farmaceutici per il trattamento di patologie ad alto tasso di letalità, che ha segnato -1,82% nel giorno del debutto a piazza Affari.

Sull’Aim, in rally Reti, +15,78% a 1 euro dopo che Integrae Sim ha alzato il prezzo obiettivo del titolo da 1,95 a 2,55 euro, confermando la raccomandazione buy.

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