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Bond bancari a ruba, attesa per il taglio dei tassi Usa

FIRSTonline

Poco mosse stamane le Borse asiatiche, in attesa della riapertura di Wall Street dopo i fuochi di artificio per la festa del 4 luglio, quasi un anticipo dell’euforia che potrebbe segnare l’ultima seduta della settimana se oggi, alle 14 e trenta ora italiana, i dati sul mercato del lavoro Usa offriranno nuovi argomenti al taglio dei tassi. Le previsioni parlano di 160.000 nuove posti di lavoro a giugno, circa il doppio del dato di maggio (75 mila unità) sufficiente a mantenere il tasso di disoccupazione stabile al 3,6%, ai minimi storici. Un risultato inferiore potrebbe portare nuovi argomenti alle pressioni della Casa Bianca che spinge per un taglio robusto anche per favorire la discesa del dollaro. Intanto, ferma ieri Wall Street, le Borse europee si sono portate avanti con un nuovo. Impressionante calo dei rendimenti dei titoli dell’area euro, a partire dal Bund.

ANCHE IL VOTO GRECO PUÒ SPINGERE I BTP

Anche i Btp, ieri stabili dopo i forti ribassi che hanno salutato lo scampato pericolo della procedura di infrazione, sembrano in condizioni di proseguire il rally che potrebbe trovare alimento anche dalle elezioni di domenica in Grecia. La probabile vittoria di Nuova Democrazia ai danni di di Alexis Tsipras potrebbe accelerare gli acquisti sulle obbligazioni di Atene (il rendimento del decennale si è già dimezzato al 2% da inizio anno) con benefici per i bond del Sud Europa, a partire dai Btp.

SIDNEY AI MASSIMI DAL 2007, SAMSUNG PAGA LA CRISI DEI CHIP

In questa cornice i listini si accingono a congedare una settimana all’insegna delle colombe.

Vivace la Borsa australiana, ancora sotto l’effetto del taglio dei tassi praticato a metà settimana: Sidney avanza dello 0,5% nel quinto giorno consecutivo di rialzo e massimo degli ultimi dodici anni.

Sottotono gli altri mercati dell’area del Pacifico, concentrati sui numeri Usa. Deboli Tokyo ed Hong Kong (-0,1%), in ribasso anche l’indice Csi 300 di Shanghai e Shenzhen. In rosso il Kospi coreano -1% in settimana. Gli effetti della guerra commerciale si fanno sentire nell’industria dei chip: Samsung annuncia un calo dei profitti nell’ordine del 56%.

L’oro chiude la settimana in rialzo a quota 1.417 dollari l’oncia.

La nota più inquietante riguarda le tensioni che circondano il mercato del petrolio. Ieri sera, forze speciali della marina del Regno Unito hanno sequestrato una petroliera in navigazione nello Stretto di Gibilterra che trasportava petrolio iraniano destinato alla Siria. Le autorità di Teheran hanno risposto convocando stanotte l’ambasciatore britannico.

I prezzi del greggio non registrano però particolari scossoni: ieri
il petrolio Brent ha chiuso in calo dello 0,8% a 63,3 dollari il barile. 
In Piazza Affari Eni e Tenaris segnano un progresso rispettivamente dello 0,54 e dell’1,04% per cento. S’impenna Saras: +3%.

A MILANO SESTO GIORNO DI RIALZO

Anche in assenza di Wall Street, il copione di Piazza Affari ieri non è cambiato. Il rialzo, giunto al sesto giorno di fila, è proseguito grazie al propellente dei bancari. Gli altri mercati, al contrario, tirano i remi in banca, aspettando le prossime mosse delle banche centrali.

Milano ha messo a segno un rialzo dello 0,98%, tornando sopra quota 22.120 punti. Nell’ultimo mese il listino italiano ha guadagnato il 9%.

A Francoforte il Dax30 ha guadagnato lo 0,11%, piatta Parigi (+0,03%) e Londra (-0,075%). 

BNP PARIBAS: DUE TAGLI PER LA BCE NEL 2019

“Per la fine del 2019 – dice Luigi Speranza, chief global economist di Bnp Paribas – ci aspettiamo che la Bce tagli i tassi di dieci punti due volte e reintroduca il quantitative easing”. Il mercato dimostra di credere all’accelerazione espansiva della banca centrale, in coincidenza con l’arrivo di Christine Lagarde che proseguirà la missione di Mario Draghi.

A guidare la corsa al ribasso dei rendimenti è il Bund tedesco, precipitato nella versione decennale a -0,403%, sotto al tasso negativo sui depositi applicato della Banca Centrale Europea. Circa l’85% dei bond governativi tedeschi in circolazione, hanno rendimento negativo. Nel mondo, un quarto dei bond è sotto lo zero in termini di rendimento, per un ammontare di 13.400 miliardi di dollari.

L’AUSTRIA AL 2117 RENDE L’1,06%

In testa (o meglio in fondo) alla graduatoria si consolida il folle primato del titolo austriaco a 100 anni emesso nel 2017: il rendimento si è ridotto all’1,06%, con un calo di 5 punti. Nel settembre di due anni, al momento dell’emissione, trattava al 2,153%.

Gionata di assestamento invece per i Btp, dopo la vertiginosa ascesa coincisa con “l’assoluzione” della finanziaria da parte di Bruxelles. Il dieci anni sale all’1,67% di rendimento, dall’1,58% di ieri. Spread a 206 punti base, +10 punti base. 

VA IN ORBITA MPS (+17%)

È sempre più forte la voglia di carta italiana, come dimostra il successo delle nuove proposte delle banche, anche ieri al centro del rialzo di Piazza Affari.

Il mercato ha premiato le nuove emissioni: Ubi banca +5,62%, che ha ricevuto offerte per più di 500 milioni di euro l’interesse degli per la nuova obbligazione Tier2 a scadenza decennale da 250 milioni, callable a partire dal quinto anno.

Ancor più clamorosa l’accoglienza riservata all’offerta di Mps, l’ex reietta del comparto, protagonista di un vero e proprio rally che ha salutato con un rialzo del 17,55% la notizia del mandato a Morgan Stanley per l’emissione di un bond da 500 milioni a tre anni senior preferred con un rendimento finale al 4%.

Corre Unicredit (+4,9%) davanti a Intesa Sanpaolo (+2,3%). Banco Bpm +2,8%, Bper +2,1%.

Nel gestito spicca Finecobank (+3,18%). Nel mese di giugno la raccolta netta della società è stata pari a 626 milioni.

BUONI SEGNALI PER CNH, FRENA CAMPARI

Al di fuori del comparto finanziario positiva l’auto: Fiat Chrysler (+0,3%) festeggia l’acquisto di Fabio Grasso, che lascia Nike per diventare il chief operating officer di Maserati. Sale Cnh Industrial (+0,8%) dopo che l’amministratore delegato ha confermato i target al 2019 e si è detto molto ottimista sul 2020. Pirelli +1,7%.

Ancora bene Enel (+0,4%), frena invece Campari (-1,7%), ormai il titolo difensivo per eccellenza. Citi alza il target price a 8,85 euro, Deutsche Bank a 10,2 euro.

ATLANTIA, MOODY’S METTE IL RATING NEL MIRINO

In lieve rialzo Atlantia. Ma ieri sera, a mercati chiusi, l’agenzia di Moody’s ha annunciato di aver messo il titolo sotto revisione il rating di Atlantia per un possibile downgrade a causa dei rischi connessi alla concessione di Autostrade per l’Italia (Aspi).

Tra i migliori titoli del listino da segnalare Technogym e Ovs, entrambi +7%. Salini Impregilo +4,3%.

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