X

Bcc, la Banca di Cambiano sempre più leader in Toscana: tutti in rialzo gli indicatori 2014

Il bilancio del centotrentunesimo esercizio chiuso al 31.12.2014 della Bcc di Cambiano, che ha la sua sede centrale a Castelfiorentino ed è la più antica banca di credito cooperativo d’Italia, verrà sottoposto all’approvazione all’Assemblea dei Soci, sabato 23 maggio prossimo.

Fondata nel 1884, la Banca di Cambiano è secondo l’attuale indagine di Mediobanca, la prima banca di credito cooperativo della Toscana per attivo tangibile e la quarta in assoluto in Italia, con la differenza fondamentale che le prime tre si sono sviluppate attraverso fusioni, mentre la Banca di Cambiano è cresciuta, e si consolida sempre più, esclusivamente con forze proprie e per linee interne.

Le nuove filiali aperte in pochi mesi a Pistoia, Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno e Firenze, nella prestigiosa Villa Fagan,  testimoniano la crescita esponenziale della Banca negli ultimi quindici anni;  una crescita armonica e costante:  nel 2000 aveva  18 sportelli e con l’esercizio 2015 si attesterà a 39 con Greve, Quarrata e Sesto Fiorentino, in controtendenza rispetto al dato regionale che ha visto nell’ultimo quinquennio una riduzione  di sportelli: dai 2.557 nel 2009 ai 2.297 nel 2014, con una flessione di oltre il 10% in Toscana. In allegato una tabella con i dati anche a livello provinciale.

I nuovi investimenti  nel territorio sono finalizzati a dare nuovi strumenti e opportunità di crescita all’economia locale,  e mettere a disposizione di famiglie e imprese i servizi di una Banca radicata da 130 anni nel territorio e vicina alle loro esigenze.

“Pur in un contesto generale obiettivamente difficile, ha  introdotto il presidente Paolo Regini, anche nel corso  di quest’anno la nostra Banca ha continuato a crescere e a rafforzarsi, dando serenità e fiducia ai clienti, ai soci e ai dipendenti, come è dimostrato in maniera chiara dai numeri, con una redditività che si è confermata estremamente positiva”.

“All’interno del settore bancario, appesantito dalla recessione e gravato da esigenze gestionali e prudenziali spesso confliggenti, con impatti pesanti e crisi aziendali che colpiscono anche molte imprese bancarie, ha proseguito il direttore generale Francesco Bosio, la Banca  ha continuato a perseguire una politica di sana e prudente gestione, tutelando il risparmio e promuovendo l’intermediazione creditizia senza perdere di vista i valori fondanti sanciti statutariamente.

La Banca ha infatti ampliato la raccolta e i finanziamenti a famiglie e  imprese,  ha continuato Bosio, con piena consapevolezza del maggior grado di rischio che il contesto economico generale ha comportato e  comporta, ma salvaguardando comunque la qualità del credito, in piena continuità con quanto fatto negli ultimi anni e creando prodotti appositi, declinati per varie tipologie, per supportare il mercato immobiliare che nel 2014 si in parte è riattivato.

Inoltre, abbiamo l’orgoglio di affermare che, in un quadro a dir poco delicato, la Banca non ha mai interrotto la politica di mutualità che la contraddistingue da sempre, mantenendo i soci al centro della vita aziendale e sostenendo le comunità territoriali di riferimento.  Un impegno che abbiamo profuso anche nell’ambito culturale, stanziando importanti contributi, convinti del binomio vincente economia e cultura, dove cultura è qualità della vita delle persone”,  ha  sottolineato  il direttore generale Bosio.                                                        

I dati che sabato verranno presentati all’assemblea dei più di tremila soci della banca per l’approvazione del bilancio, si raccontano da soli: la raccolta complessiva ha raggiunto la cifra di 2.367 milioni di euro, con una  crescita del 4,87% rispetto all’anno precedente, mentre a livello nazionale il dato registrato è invece -1,1% ; gli impieghi economici ammontano a 1.909 milioni di euro, con una crescita del 3,29%,  mentre a livello nazionale è del  -1,40% e a livello regionale del -3,50. L’utile netto d’esercizio si attesta a 4,9 milioni di euro, dopo consistenti  accantonamenti prudenziali compiuti a fronte del portafoglio crediti.

 “I risultati positivi e la crescita della Banca – ha aggiunto Regini – poggiano sulla qualità delle persone, oltre che nell’essere un modello di banca locale che coniuga l’indipendenza con l’efficienza, il radicamento nel territorio, la cultura  e la solidarietà, nella consapevolezza di far parte di un sistema  di “utilità sociale”. Gli investimenti tecnologici di quest’anno hanno ulteriormente affermato la loro finalità di elemento facilitatore, confermando la filiale come luogo  deputato all’incontro e alla relazione con il cliente, il quale può però in seguito agevolmente, in tutta sicurezza e comodità,  operare  e relazionarsi con la Banca  in modalità online.

A conclusione della conferenza stampa della vigilia dell’assemblea il direttore generale Bosio ha risposto alle domande sull’ attualissimo tema della riforma delle BCC. “Stiamo assistendo a grossi cambiamenti nel sistema bancario, che oltre alla valanga normativa che si riversa senza sosta nel settore, hanno visto  coinvolte le Banche Popolari che dovranno giustamente configurarsi come Spa,  stante le dimensioni raggiunte e soprattutto le quotazioni in borsa da tempo esistenti per le loro azioni. Sono in corso anche iniziative di  progetti di riforma di sistema delle BCC. La nostra Banca non sarà comunque ricompresa nei raggruppamenti che sembrano profilarsi.  La scelta di oltre 35 anni fa di staccarsi dalle strutture federative e centrali, non ritenute orientate a salvaguardia del sistema cooperativo, sono,  a fronte di molte situazioni esistenti nel sistema BCC, una riconferma della validità della scelta fatta a suo tempo.  A noi non resta che aspettare gli sviluppi”.


Allegati: Banca di Cambiano – Slide conferenza stampa.pdf

Related Post
Categories: Finanza e Mercati