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Auto, assicurazioni, petrolio: il Toro è scatenato

Imagoeconomica

“Gli stimoli? Tanto denaro mal distribuito” contesta il Nobel dell’Economia Joseph Stiglitz. E una conferma arriva dall’ufficio italiano del bilancio: una ogni quattro delle famiglie italiane che fanno parte del 10% più abbiente sta ricevendo sussidi in misura pari al 10% più povero. Il Toro, che non si preoccupa dell’equità, ne prende atto. Anche così si spiega la carica dei mercati azionari, favorita anche dagli acquisti dei ritardatari che si affrettano a non perdere l’ultimo vagone del rally che investe i mercati azionari da Milano +2% al resto d’Europa dove svettano Francoforte +2,35% e Parigi +2%.

OLTRE 100 MILIARDI PIOVONO SUL NUOVO BTP 

Stamane, infatti, a far notizia è la caccia al nuovo Btp decennale, annunciato solo ieri dal Tesoro che ha adottato la formula del collocamento via sindacato, rinunciando alla formula dell’asta. Il decennale ha già raccolto richieste per oltre 100 miliardi, nuovo record storico per il Mef che ha fatto scendere lo spread iniziale da 15 a 9 punti. Una mossa azzeccata, alla vigilia della riunione della Bce che aggiungerà nuove munizioni al bazooka di madame Lagarde che già tanto ha contribuito a spegnere le tensioni sul debito italiano: la Bce ha acquistato 37 miliardi di euro di obbligazioni italiane nel periodo marzo-maggio, 4,7 punti percentuali in più di quanto suggerirebbe la quota prevista per Paese. 

L’AUTO GUIDA LA CORSA. FCA +3,1% 

La buona intonazione del mercato obbligazionario alla vigilia della riunione della Bce si è combinata con diversi altri fattori che spingono al rialzo i listini europei, in sintonia con il rally di Cina, Corea del Sud e Giappone, tornato al livello di febbraio. L’indice paneuropeo STOXX 600 è in rialzo dell’1,14% attorno ai massimi di tre mesi, trainato dai guadagni dei settori assicurativo, della produzione auto, banche, gas e petroliferi, sostenuti dal rimbalzo del greggio tornato sopra i 40 dollari. 

Prendono velocità i titoli dell’auto, settore ciclico per eccellenza. Renault balza dell’8,3% dopo aver portato a termine le trattative per un prestito da 5 miliardi di euro dallo stato francese, e Goldman Sachs ha promosso il titolo a “buy”. In rally anche Bmw +4,30% e Daimler +2,9% nell’atteda degli incentivi all’acquisto in arrivo dalla Germania. A Milano su Fiat Chrysler +3,1%. Negli Stati Uniti, il paese dal quale arrivano la stragrande maggioranza degli utili del gruppo, si segnala un buon recupero, rispetto ad aprile: -16% anno su anno il mese scorso, dal -47% di aprile. 

Brembo +1,6% alle 13. L’associazione cinese dei produttori automotive si aspetta un’accelerazione delle vendite in maggio, +12%, dal +4% di aprile. Per la società dei sistemi frenanti, l’Asia Pacifico vale circa un quinto del giro d’affari.  

CORRE AXA, NON SI FERMA LA COPPIA GENERALI-MEDIOBANCA 

A Parigi, brilla AXA +6% ma le Generali per ora non c’entrano la compagnia assicurativa francese intende tagliare il dividendo a 0,73 euro per azione, rispetto al pagamento previsto a 1,43 euro, per mantenere liquidità durante la pandemia di coronavirus. AXA ha aggiunto che potrebbe considerare la proposta di un pagamento aggiuntivo per gli azionisti nel quarto trimestre, per un valore fino a 0,70 euro per azione, nel caso di un miglioramento delle condizioni di mercato. Intanto dal fronte di Del Vecchio si precisa che non è in programma un’eventuale fusione del Leone +3,7%  con il gruppo francese o con Zurich. Mediobanca intanto macina un rialzo del 4%.  

I CHIP AZZERANO LE PERDITE 2020, LE UTILITIES CI PROVANO 

L’elenco dei titoli in terreno positivo è davvero lungo. Salgono le banche, a partire dalle big: Unicredit +1,3%. Intesa Sanpaolo +1,65% .

Corre la tecnologia: Stm +5,9%. La statunitense Microchip Technology ha rivisto al rialzo le previsioni sul trimestre in corso, sia per quanto riguarda l’utile per azione che i ricavi.  

Avanza anche Enel +3,5%. Enel Cile ha confermato i progetti di ampliamento delle attività green. L’indice delle utilities potrebbe tornare già oggi in terreno positivo rispetto a gennaio a confermare che, almeno sui listini, la paura del contagio, è rientrata.   

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