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Arte contemporanea: “INHUMAN” al Castello di Barletta

Per Barletta, si tratta di proseguire la vocazione a farne un ideale “luogo del contemporaneo”, iniziata nel 2009 con On the ground Underground per Intrameonia Extra Art, le declinazioni di Watershed tra 2012 e 2013 sino alla grande mostra del 2018, VICTORY OF DEMOCRACY e l’istallazione pubblica GOVERNMENT di Andrei Molodkin.

Riparte il 18 luglio, con la mostra INHUMAN al Castello di Barletta, il CIRCUITO DEL CONTEMPORANEO, progetto con cui la Regione Puglia, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e la direzione artistica della storica dell’arte Giusy Caroppo, si pone lobiettivo di costituire stabilmente una rete d’eccellenza per la produzione e fruizione di arte contemporanea.

La mostra INHUMAN, a cura del direttore artistico e autore del Circuito Giusy Caroppo, distribuita in tutti gli ambienti dei sotterranei del maniero, vuole sollecitare la riflessione sull’universalità del degrado umano, della violenza esercitata dal singolo o dal potere ai danni della dignità della persona e delle sue libertà, anche alla luce del lockdown imposto dalla pandemia e dalle proteste mondiali a tutela delle differenze etniche, sfiorando la sfera morale e antropologica.

Al di là della storia, delle latitudini, dell’età anagrafica, del sesso e della religione, tanto da dimostrare come la “disumanità” sia, in effetti, “una delle qualità caratteristiche dell’essere umano” come già affermava nell’ottocento Ambrose Bierce.

Il concetto è declinato attraverso interventi site specific e opere caratterizzanti alcune serie storiche di tre artisti internazionali: Kendell Geers (Johannesburg-Sudafrica,1960. Vive a Bruxelles), Oleg Kulik (Kiev, 1961) e Andres Serrano (New York City, 1950).

Kendell Geers: TW-INRI-816,1994 Crocifisso, nastro chevron 95x69x16cm courtesy Kendell Geers

Kendell Geers, nato in una famiglia afrikaans bianca della classe operaia durante il periodo dell’apartheid, ha abbracciato fin da ragazzo il movimento anti-apartheid. In INHUMAN declina, attraverso diversi media – neon, opere ad acrilico, sculture inedite o reinventate – il suo impegno di artista militante volto a smascherare ogni abuso di potere e a ritrovare una nuova spiritualità. Nel percorso, incentrato su un dialogo serrato con le opere di Oleg Kulik, Geers interviene con installazioni che concentrano nel messaggio scultoreo l’uso della forza; centrale, in una visione non dogmatica ma simbolica, è soprattutto il simbolo religioso cristiano o animista e la scelta di comunicare al pubblico anche attraverso l’uso più diretto della parola.

Il racconto si intreccia con i contributi  – tra fotografia, video e installazioni site specific – del russo Oleg Kulik, artista visivo,  performer e attivista politico a favore della salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali. Da performance storiche e visionarie testimoniate da videoinstallazioni, a quelle più strettamente connesse alla sua simbiosi con il mondo animale, impersonando l’“uomo cane”, in una disamina di situazioni estreme e claustrofobiche inneggianti alla libertà, sino a messaggi contro la falsa morale, la violenza delle guerre, le sperimentazioni ai danni degli esseri viventi, velati dalla poesia delle immagini e da atmosfere oniriche.

Quasi off limits per la forza esplicita delle immagini – ancora più significative in un momento storico in cui il mondo sembra essersi fermato, dimenticando che la violenza fisica e la negazione della libertà e dignità individuale è ancora viva e prepotente – è la sequenza di otto opere selezionate dalla serie “Torture” di Andres Serrano, realizzata nel 2015 ed esposta in blocco in una delle sale cannoniere del Castello. La abitano tre uomini cui è negata l’identità ma di cui conosciamo nomi e cognomi, Fatima che “was Imprisoned and Tortured in Sudan”,  anonime vittime di torture incappucciate, insanguinate, inginocchiate e costrette a reggere posizioni innaturali ed estreme, per chiudere con l’essenza dell’assenza d’aria, sintetizzata  dall’emblematico interno, stretto e lungo, del carcere di sicurezza a Buchenwald.

La mostra, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, è stata realizzata anche grazie al contributo del Comune di Barletta e alla collaborazione degli artisti e – rispettivamnete – per Kendell Geeers di a/political, Londra e la collaborazione di Becky Haghpanah-Shirwan,  Sylwia Serafinowicz, Cendrine a du Welz; per Oleg Kulik della Galleria Giampaolo Abbondio di Milano; per Andres Serrano della Galleria Alfonso Artiaco di Napoli.

Il Circuito del Contemporaneo in Puglia, format ideato dal direttore artistico Giusy Caroppo, nel Piano Strategico della Cultura per la Puglia 2017-2025 “PIIIL”, è progetto realizzato in coerenza con il Progetto “Valorizzazione della cultura e della creatività territoriale” – Il sistema musicale in Puglia nell’ambito de FSC Puglia 2014-2020,  Patto per la Puglia,  Area di Intervento IV “Turismo, Cultura e valorizzazione delle risorse naturali”.

In contemporanea alla mostra “Inhuman” saranno organizzate altre iniziative diffuse, in dialogo con istituzioni di rilevanza nazionale e internazionale e altri Comuni di Puglia, in vista della costituzione dei “Poli integrati territoriali delle arti e della cultura”, nell’ottica di distribuire le attività in ciascuna delle sei aree regionali di rilevanza turistica.

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