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ارتفع سهم إنتل في سوق الأسهم بنسبة 7.6% على خلفية تكهنات إبرام صفقة مع شركة إس كيه هاينكس: ما هي أسباب هذا الارتفاع وما هي السيناريوهات المحتملة لعملاق صناعة الرقائق؟

Si rincorrono le voci di una possibile partnership tra il gruppo statunitense e quello coreano per produrre chip di memoria per l’AI in Ohio. Le due società frenano, ma il mercato già pensa al matrimonio

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Le azioni Intel sono state grandi protagoniste della seduta di ieri sul Nasdaq, spinte dalle indiscrezioni su una possibile collaborazione con il colosso coreano SK Hynix per produrre chip di memoria negli Stati Uniti. Il titolo è arrivato a guadagnare il 10%, dopo il rialzo già registrato il giorno precedente e ha chiuso con un progresso del 7,6%. Al centro della vicenda c’è soprattutto il grande progetto industriale di Intel in Ohio, un investimento da decine di miliardi di dollari che negli ultimi anni ha accumulato ritardi e rappresenta una delle principali sfide finanziarie e industriali del gruppo.

L’ipotesi di una fabbrica di memoria in Ohio

Secondo quanto riportato da Reuters, Sk Hynix e Intel sono in una fase di discussioni esplorative per valutare la produzione di chip di memoria negli Stati Uniti. Una delle ipotesi sarebbe quella di permettere al gruppo coreano di prendere in leasing una parte dell’impianto Intel in Ohio. Un’altra possibilità prevederebbe invece una joint venture tra Sk Hynix, Intel e grandi società del cloud interessate ad assicurarsi forniture di memoria.

Non è ancora stato stabilito quale tipo di memoria potrebbe essere prodotto negli stabilimenti. Sk Hynix è uno dei principali produttori mondiali di Dram e Nand ed è inoltre leader nella memoria HBM, componente fondamentale per i sistemi di intelligenza artificiale. La notizia assume particolare rilievo perché il progetto Intel in Ohio è stato concepito per diventare uno dei più grandi complessi produttivi di semiconduttori al mondo. L’investimento, annunciato nel 2022 fino a un valore potenziale di 100 miliardi di dollari, avrebbe dovuto inizialmente entrare in funzione nel 2025. Le tempistiche sono però slittate e l’avvio dei due impianti è ora previsto nel 2030 e nel 2031.

SK Hynix frena: nessun accordo è stato raggiunto

La cautela è fondamentale. Sk Hynix ha confermato di stare valutando diverse opzioni per rafforzare la propria capacità produttiva, ma ha negato che esista già un accordo con Intel. In una dichiarazione riportata da Reuters, la società sudcoreana ha affermato: “Stiamo esaminando diverse misure, inclusa la creazione di ulteriori basi produttive, per rafforzare la competitività del nostro business della memoria, ma in questa fase non è stato deciso nulla".

Successivamente, Sk Hynix ha pubblicato una precisazione sul proprio sito: “Nulla è stato finalizzato riguardo alla collaborazione con specifiche società menzionate nel rapporto o alla produzione di chip di memoria negli Stati Uniti”. Anche Intel ha scelto una linea prudente. La società ha definito la notizia una speculazione e non ha commentato l’eventuale accordo, limitandosi a ribadire che continua a investire nella preparazione del sito in Ohio.

Perché il mercato ha reagito così positivamente

Il mercato sta evidentemente guardando oltre l’eventuale ricavo immediato di una partnership. Un accordo tra Intel e Sk Hynix potrebbe infatti dare una funzione concreta a una parte dell’enorme capacità produttiva progettata in Ohio e, allo stesso tempo, contribuire a ridurre la pressione finanziaria su Intel.

Per i coreani invece, la produzione negli Stati Uniti permetterebbe di avvicinarsi ai clienti americani e di aumentare la propria presenza nella filiera dell’intelligenza artificiale. La domanda di memoria, soprattutto quella destinata ai sistemi AI, è cresciuta rapidamente e i grandi operatori cloud stanno cercando di assicurarsi forniture sufficienti. Il presidente di SK Group, Chey Tae-won, aveva già spiegato a luglio la pressione esercitata da clienti e governi per aumentare la produzione negli Stati Uniti: «Penso che dobbiamo costruire una fabbrica negli Stati Uniti. Se possibile, credo che dovremmo farlo».

Il nodo geopolitico e tecnologico

La strada verso un accordo non è però priva di ostacoli. La Corea del Sud potrebbe sottoporre l’operazione a verifiche nel caso coinvolgesse tecnologie considerate strategiche. Reuters segnala in particolare che la produzione di Dram avanzate o HBM negli Stati Uniti potrebbe essere soggetta a controlli nell’ambito dell’Industrial Technology Protection Act sudcoreano. C’è poi il problema dei costi. Produrre semiconduttori negli Stati Uniti è generalmente più costoso rispetto alla Corea del Sud, sia per il costo del lavoro e delle costruzioni sia perché gran parte della catena di fornitura del settore è concentrata in Asia.

Gli scenari per Intel

Per Intel, l’eventuale partnership avrebbe almeno tre possibili conseguenze. La prima sarebbe finanziaria: un partner industriale potrebbe contribuire a utilizzare infrastrutture altrimenti sottoutilizzate e ridurre parte del peso degli investimenti in Ohio. La seconda sarebbe strategica: l’arrivo di Sk Hynix collegherebbe maggiormente Intel alla crescente domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. La terza riguarderebbe la stessa fabbrica dell’Ohio, che potrebbe assumere un ruolo più articolato nella filiera americana dei semiconduttori.

Al momento, tuttavia, si tratta di scenari e non di un accordo concluso. Il rialzo di Intel riflette quindi soprattutto le aspettative del mercato sulle possibili conseguenze della partnership, mentre i dettagli industriali, finanziari e tecnologici restano ancora da definire. Per ora, il dato più importante è proprio questo: le trattative esistono secondo le fonti citate da Reuters, ma SK Hynix ha chiarito ufficialmente che nessuna decisione è stata presa.

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