X

Agriturismi, è boom: in Italia 12 milioni di clienti

Pixabay

Sono più di 23mila gli agriturismi avviati in Italia. Queste piccole “aziende”, molto spesso a conduzione familiare, stanno vivendo un vero e proprio boom. Il trend di crescita è pari al 2,5% annuo, e dovrebbe continuare su questi livelli, se non migliori, anche negli anni a venire.

Ovviamente le vacanze di breve durata, come Pasqua o i ponti del 25 aprile e del 1 maggio, favoriscono ed ampliano la visibilità degli agriturismi: per passare due o tre giorni lontani dallo stress e dal rumore della città, quella dell’agriturismo sembra essere senza dubbio l’opzione migliore.

In Italia, sono circa cinquemila i comuni sul cui territorio sono presenti aziende agrituristiche, mentre il numero dei clienti si aggira intorno ai 12 milioni di unità. Ciò che rende appetibili gli agriturismi in un mercato così vasto è la diversificazione dell’offerta: alloggio, ristorazione, degustazione e attività alternative, come il maneggio, le fattorie didattiche e molte altre ancora.

Un agriturismo italiano su tre è a conduzione femminile. Al Nord si contano più di diecimila agriturismi (il 46% del totale), mentre sulle Isole sono poco più di mille.

Non è però così semplice avviare un agriturismo. Per prima cosa, la condizione necessaria e sufficiente è essere imprenditore agricolo: svolgere cioè, stando all’articolo 2135 del Codice Civile, attività di coltivazione, allevamento di animali e/o silvicoltura. L’attività agrituristica deve essere strettamente connessa a quella agricola per valorizzarne le risorse.

E’ poi necessario ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte della Regione e del Comune (in genere tramite la “Scia”, segnalazione certificata di inizio attività). Le Regiomni hanno poi istituito un elenco regionale o provinciale dei soggetti idonei allo svolgimento dell’attività agrituristica. Per concludere l’iter, servono il parere favorevole dell’autorità sanitaria e l’idoneità igienica di locali e atterzzature.

Se il Comune non risponde domanda di iscrizione all’elenco entra sessanta o novanta giorni – il termine varia a seconda della Regione considerata – si applica il principio del silenzio-assenso, secondo il quale la domanda si intende comunque accolta.

Related Post
Categories: Economia e Imprese