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Whirlpool Emea: il 75% passa alla turca Arcelik ma la Corporation non lascia l’Europa

Imagoeconomica

Un momento storico per il mercato mondiale dell’elettrodomestico: Whirpool Emea è stata venduta ai turchi di Arcelik ma con una sola variante, con una percentuale del 75% mentre il restante 25% rimane alla Whirlpool e il tutto viene trasferito nell’ambito di una nuova società suddivisa appunto secondo le quote comunicate. Come anticipato da FIRSTonline, “Whirlpool Corporation ha annunciato oggi il completamento della revisione strategica della propria attività di business in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) e il raggiungimento di un accordo di conferimento definitivo (“accordo”) conArçelik A.Ş (“Arcelik”), che accelera significativamente la trasformazione del portfolio di Whirlpool”. La transazione dovrebbe concludersi entro la seconda metà dell’anno in corso. Un dettaglio è importante e va sottolineato: la quota del 25% sembrerebbe destinata a restare nelle mani della Corporation poiché l’accordo raggiunto concede per 20 anni alla nuova Newco la licenza dell’uso del brand. Whirlpool Corp sembra dunque orientata a tenere un piede in Europa.

Whirlpool venduta ai turchi: nasce una piattaforma europea da 6 miliardi

Sulla base dei termini dell’accordo, spiega un comunicato, “Whirlpool contribuirà con il proprio business europeo di grandi elettrodomestici e Arcelik contribuirà con le proprie attività di elettrodomestici, elettronica di consumo, climatizzazione e piccoli elettrodomestici, alla creazione di una nuova realtà aziendale di cui Whirlpool deterrà il 25% e Arcelik il 75%. Separatamente, Whirlpool ha raggiunto un accordo di principio per la vendita e trasferimento delle proprie attività in Medio Oriente e Africa ad Arcelik. Whirlpool continuerà a detenere la proprietà delle attività inerenti al business EMEA di piccoli elettrodomestici Kitchen Aid. Il fatturato combinato dovrebbe risultare, secondo le previsioni di oltre 6 miliardi di euro e sarà ben posizionata per fornire valore ai consumatori attraverso marchi attraenti, produzione sostenibile, innovazione di prodotto e servizi per i consumatori. Si prevede che le attività combinate genereranno sinergie di costi per oltre 200 milioni di euro”.

Whirlpool: nel finale la spuntano i turchi

Contro la soluzione Midea, che ha fatto l’offerta più consistente ed ha anche rilanciato, c’è la dura opposizione dei circoli governativi e non governativi americani, tradotta nei recenti provvedimenti di Biden che prevedono 369 miliardi di dollari fra agevolazioni e crediti fiscali per la transizione verde purché sia made in Usa e comunque in funzione anti-Cina. Quanto al valore della transazione, secondo indiscrezioni raccolte da FIRSTonline, sembrerebbe legato alle quote e questo dovrebbe essere precisato il 31 gennaio quando ci sarà la comunicazione ufficiale del presidente e amministratore delegato di Whirlpool Corporation Marc Bitzer agli azionisti. Un’operazione che possiamo anticipare, questa di Whirlpool Emea, condotta in modo rapido dal presidente europeo Gilles Morel e soprattutto con l’inclusione nella nuova società non solo dei brand ma anche degli stabilimenti e di quelli italiani in particolare considerati i gioielli del gruppo in un periodo destinato a durare di crescenti crisi della logistica.

Bitzer (Whirlpool) soddisfatto dell’accordo

Bitzer si è dichiarato soddisfatto (tra l’altro pare che il suo futuro dovrebbe essere dedicato in patria alla politica): “L’annuncio di oggi segna un’altra importante e decisiva pietra miliare nella trasformazione del nostro portafoglio”, ha affermato il presidente aggiungendo che “questo ci consente di partecipare ad una significativa creazione di valore con il riposizionamento del business e le sinergie di costo attraverso la nostra partecipazione di minoranza”.

Whirlpool ai turchi: come la prenderanno i dipendenti?

Fino alla chiusura della transazione, l’attività europea di Whirlpool sarà inclusa nei risultati dell’attuale società e la Whirlpool non avrà alcun obbligo di fornire finanziamenti alla nuova società dopo la chiusura della transazione. Le reazioni dei dipendenti non si faranno attendere ma vista la pesantissima situazione del mercato che chiuderà con dati di vendita il 2022 in forte contrazione e con un inizio del 2023 altrettanto negativo, le reazioni delle rappresentanze sindacali europee (restano in attività tutti i siti) dovrebbero essere positive o, comunque, non negative come pare era previsto.

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Categories: Finanza e Mercati