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Wall Street ha già liquidato Trump. Hyundai partner di Apple

Photo by David Vives on Unsplash

Di qui al 20 gennaio, data di insediamento alla Casa Bianca del presidente Joe Biden, gli Stati Uniti si avviano a vivere uno dei momenti più delicati e pericolosi della loro storia: Donald Trump, privato a tempo indeterminato dei suoi account su Facebook e Instagram, ha detto che assicurerà una transizione ordinata dei poteri e ha lanciato un appello all’unità del paese. Ma la sua credibilità è vicina allo zero: non è che il tycoon cerca semplicemente di scongiurare l’impeachment e nel frattempo prepara un’altra sorpresa? I dubbi non appartengono però ai mercati finanziari, che già hanno voltato pagina

I mercati Usa, compatti, hanno chiuso su nuovi massimi. Il Dow Jones (+0,70%) si è consolidato sopra i 30 mila puti, S&P 500 avanza dell’1,48%. Il Nasdaq (+2,50%) recupera le perdite accumulate. Nuovo record anche per il Russell 2000, il listino delle Pmi. Il future dell’indice S&P 500 di Wall Street è in rialzo stamane dello 0,3%.

Il dollaro sta lentamente recuperando terreno nei confronti delle controparti di riferimento. Dollar index a 89,8. Euro-dollaro a 1,226. Wall Street, insomma, si è già sintonizzata sui prossimi aiuti all’economia e conta sul pronto recupero d’immagine degli States. Intanto, si rafforza la via dell’Oriente. Cina, ma non solo.

SEUL +4% GRAZIE ANCHE AI CHIP

La sorpresa arriva dalla Corea del Sud. Il Kospi di Seul (+4%) tocca il nuovo massimo della storia, anche grazie al +25% di Hyundai Motors: il costruttore automotive ha ammesso di aver avviato una trattativa con Apple per la produzione di batterie per iCar, l’auto che la Mela ha in mente di mettere in commercio nel 2024.

Samsung Electronics, intanto, è in rialzo del 3% dopo la diffusione dei dati del trimestre: l’utile operativo è salito del 24% anno su anno a 9.000 miliardi di won (8,24 miliardi di dollari), grazie alla forte domanda di elettronica per gli ambienti domestici.

Rallenta la Cina: l’indice i CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen perde l’1%. Bloomberg sostiene che l’export rischia di frenare perché la logistica, a partire dai container, non riesce a tenere il passo della domanda.

L’indice Hang Seng di Hong Kong è in rialzo dell’1%. Alibaba si muove in linea con l’indice: questa notte il Financial Times ha scritto che le autorità cinesi, appellandosi alla normativa sulla sicurezza nazionale, hanno ordinato ai media locali di non riportare notizie riguardanti l’inchiesta dell’Antitrust sulla società e sul suo fondatore Jack Ma, assente dalle scene pubbliche da fine ottobre.

Petrolio Brent a 54,5 dollari il barile, sui massimi da febbraio. Oro in calo dello 0,3% a 1.909 dollari.

IL MERCATO DEL BITCOIN SUPERA I MILLE MILIARDI DI DOLLARI

La flessione del metallo giallo coincide non a caso con il boom del Bitcoin, che ha superato ieri la soglia dei 40.000 dollari (37.750 euro), raddoppiando il prezzo nel giro di un mese. Il valore globale delle criptovalute ha superato il tetto di mille miliardi di dollari. Stamane la moneta virtuale è in calo del 3%, a 38.800 dollari. JP Morgan ritiene che nel giro di poco tempo il prezzo si moltiplicherà di oltre tre volte, solo per effetto dell’arrivo della liquidità che sta uscendo in modo sempre più importante dagli ETF che hanno come sottostante l’oro.

IN EUROPA DEFLAZIONE E PANDEMIA FRENANO IL RALLY

Lo shock delle immagini in arrivo da Capitol Hill ha senz’altro scosso le corde dei mercati europei. E così, dopo la ruspante seduta di ieri (prima dei disordini) le Borse del Vecchio Continente, pur in terreno positivo, si sono limitate a consolidare i guadagni della vigilia. A complicare il quadro hanno contribuito le indicazioni del Bollettino Economico mensile della Bce, che confermano il “significativo” calo dell’attività nell’ultimo trimestre del 2020. Inoltre, occorrerà del tempo perché le vaccinazioni possano sostenere un recupero dell’attività verso la normalità. In particolare, i prezzi al consumo di dicembre sono cresciuti solamente dello 0,3% su mese, portando l’inflazione a -0,3% contro una previsione di +0,2%. Eurostat ha inoltre comunicato che le vendite al dettaglio della zona euro sono state di gran lunga inferiori alle attese, in calo del 6,1%.

PIAZZA AFFARI +0,05% AI MASSIMI DA DIECI MESI

Piazza Affari ha consolidato i guadagni della vigilia chiudendo piatta (+0,05%), a 22.746 punti. In mattinata il paniere principale di Piazza Affari si è portato sui nuovi massimi degli ultimi dieci mesi, a 22.850 punti.

Anche Francoforte ha aggiornato i massimi storici in seduta, chiudendo in progresso dello 0,6%; Finale in salita anche a Parigi (+0,7%), Madrid (+0,39%) e Londra (+0,28%).

A mettersi in evidenza nel Vecchio Continente sono i settori ciclici legati alla crescita (come i minerari, l’energia, l’edilizia), anche nella prospettiva di ulteriori stimoli statunitensi.

L’euro è in frazionale calo, con il cambio intorno a 1,226.

IN ARRIVO 7 MILIARDI DI BOT, CORSA DEGLI STRANIERI AL BTP 15

Btp in ascesa sulla scadenza a dieci anni. Lo spread sul Bund chiude a 111 punti dai 112 della vigilia. Il tasso del decennale si attesta in area 0,56%, rispetto a 0,57% la seduta precedente.

Il Tesoro ha intanto reso noto che gli investitori esteri si sono aggiudicati quasi il 74% del nuovo 15 anni collocato martedì via sindacato. La quota più rilevante è quella sottoscritta dagli investitori britannici (29,1%).

All’asta del 12 gennaio il Tesoro offrirà all’asta 7 miliardi di Bot a 12 mesi.

BPER GUIDA LA CORSA DEI BANCARI

A Piazza Affari continua a tener banco il risiko bancario. Bper è stato il miglior titolo del Ftse Mib con un rialzo del 6,18% a quota 1,6485 euro. Gli analisti di Exane Bnp Paribas hanno alzato il prezzo obiettivo sull’istituto di credito da 1,9 a 2,6 euro, confermando la raccomandazione outperform. Per il broker il titolo, assieme a Banco Bpm (+3%), è il migliore per puntare sul tema M&A. “Abbiamo una preferenza per Bper, in quanto ci aspettiamo che il concambio si avvicini all’attuale differenziale del 20-25% sul p/e”, spiegano gli analisti, che si aspettano una fusione nel 2021. Nel caso in cui l’eventuale deal non dovesse andare in porto, per gli esperti “l’istituto potrebbe esplorare una fusione con Popolare Sondrio”.

DEL VECCHIO DICE NO A UNICREDIT-MPS

Sempre forte l’appeal di Unicredit (+1%). Credit Suisse abbassa il target price a 8,80 euro. Una parte dei soci, tra cui la Delfin di Leonardo Del Vecchio, la Fondazione CariVerona e la Fondazione Crt, non gradiscono l’ipotesi di una fusione con Banca Monte Paschi. Tutti insieme, questi azionisti valgono circa il 5% del capitale. Ieri invece, Reuters ha riportato che il Tesoro, attraverso Amco, sarebbe pronto a prendersi 14 miliardi di euro di crediti in sofferenza ad un prezzo di favore, in modo da agevolare la successiva aggregazione con Monte Paschi.

EFFETTO BIDEN PER BUZZI E PRYSMIAN

Buzzi (+3,2%) e Prysmian (+2,64%) sono, secondo Equita, i titoli che possono approfittare del piano infrastrutturale Usa, più vicino con la vittoria democratica al Senato. “Nel settore building materials, Buzzi negli Usa genera il 55% dell’ebitda”, spiegano gli analisti. “Prysmian invece in Nord America genera il 35% dell’ebitda di gruppo”.

Galassia Agnelli in ordine sparso: Exor sale dell’1,47% e Fiat dell’1,79%, a poco più di una settimana dal compimento ufficiale della fusione con Peugeot e dalla nascita di Stellantis. È in calo invece Ferrari (-0,86%), penalizzata dal taglio di raccomandazione a ‘neutral’ da ‘buy’ a opera di Citi.

SPRINT DI PIRELLI E BREMBO

Nell’automotive, brillano anche Pirelli (+3,4%) e Brembo (+1,5%), che ha completato l’acquisizione di SBS Friction, azienda danese che sviluppa e produce pastiglie freno per motociclette in materiali innovativi ed eco-sostenibili.

MEDIOBANCA DIFENDE RECORDATI, KEPLER PREMIA UNIEURO

Tra i peggiori titoli della seduta figura Recordati (-3,76%), su cui però Mediobanca Securities ha confermato un rating outperform e target price a 51,7 euro.

Balzo di Safilo (+8%). Unieuro +9,60%: Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo da 17,6 a 20,8 euro, confermando la raccomandazione buy.

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