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Utility, il 2021 è l’anno del riscatto: i conti di Terna, Hera e Acea

Photo by Michael Longmire on Unsplash

Dopo le difficoltà vissute lo scorso anno a causa della pandemia di Covid-19, per le utility il 2021 sembra diventato ufficialmente l’anno del riscatto. A poche ore di distanza l’una dall’altra Terna, Acea ed Hera hanno pubblicato i risultati dei primi nove mesi, chiusi in tutti e tre i casi con parametri economico-finanziari in forte rialzo. La Borsa applaude e l’indice del comparto festeggia con un rialzo dello 0,8%. 

I NOVE MESI DI TERNA

La società che gestisce la rete elettrica nazionale ha archiviato i primi 9 mesi del 2021 con ricavi pari a 1,901 miliardi di euro, in aumento del 6,8% rispetto allo stesso periodo del 2020 grazie soprattutto all’incremento dei ricavi delle attività regolate “che riflette il maggior contributo delle attività del gruppo Tamini e del gruppo Brugg, nonché delle attività di Energy Solutions”, evidenzia la società.

Cresce anche l’ebitda, che si attesta a quota 1,373 miliardi, mentre l’utile netto sale a 580,4 milioni di euro, segnando un rialzo del 2% rispetto al periodo gennaio-settembre dello scorso anno. Su l’ebit che, a valle di ammortamenti e svalutazioni pari a 491,4 milioni, si attesta a 882,5 milioni (+2%). 

Prosegue la spinta sugli investimenti, con il gruppo che nei primi nove mesi del 2021 ha messo in campo oltre 925 milioni di risorse, con un incremento del 23,5% rispetto allo stesso periodo del 2020, che pure aveva già segnato un progresso dell’11,9% rispetto al 2019.

Prendendo in considerazione il solo terzo trimestre i ricavi salgono del 7,6% a 45,4 milioni e l’Ebitda aumenta del 3,6% a 463,4 milioni. 

I risultati mostrano anche una costante ripresa dei consumi elettrici italiani che, da gennaio a settembre, sono aumentati del 6,2% rispetto all’anno precedente, sottolinea Terna. 

Sotto il profilo patrimoniale, la società registra un patrimonio netto di gruppo pari a 4,639 miliardi in leggero rialzo rispetto ai 4.369,8 milioni di euro al 31 dicembre 2020. L‘indebitamento finanziario netto è a 9,573 miliardi, in rialzo di 400 milioni rispetto alla fine del 2020. 

In virtù dei risultati ottenuti, il board della società ha dato via libera alla distribuzione di un acconto sul dividendo ordinario dell’esercizio 2021 pari a 9,82 centesimi per azione, in crescita dell’8% rispetto all’esercizio precedente.

“A partire da maggio dello scorso anno abbiamo deciso di imprimere un importante cambio di passo alle attività di Terna, consapevoli del nostro fondamentale ruolo di registi della transizione energetica e di volano per la ripresa economica del Paese”, commenta Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Terna. “Per il sesto trimestre consecutivo abbiamo quindi messo in campo investimenti in accelerazione e siamo più che mai concentrati sulla realizzazione dei progetti previsti dal nostro Piano Industriale, che procedono speditamente in base ai tempi prefissati e sono fondamentali per consentire al nostro Paese di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”.

A Piazza Affari, il titolo Terna guadagna l’1,27% a 6,718 euro.

I NOVE MESI DI HERA

Hera ha archiviato i primi 9 mesi dell’anno con ricavi in rialzo del 31% a 6,42 miliardi, un margine operativo lordo di 883,3 milioni (+9,6%) e un utile netto per gli azionisti in crescita del 32,3% a 308,4 milioni. 

L‘indebitamento finanziario netto è pari a 3,3 miliardi con un debito netto/mol a 2,75 volte mentre è stata superata quota 3,4 milioni di clienti nei settori energy. 

“I risultati dei primi nove mesi dell’anno evidenziano una crescita non solo rispetto al 2020, ma anche rispetto ai risultati 2019, ovvero prima degli impatti della pandemia che ha colpito il Paese, – riferisce una nota – e sono al di sopra delle stesse attese del piano industriale al 2024: in meno di due anni la multiutility ha conseguito più della metà della crescita prevista nel quinquennio del piano”. 
Tornando ai conti, nei 9 mesi gli investimenti operativi si attestano a 377,2 milioni, in crescita del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Gli investimenti sono stati destinati soprattutto a impianti, reti e infrastrutture, nonché agli adeguamenti normativi in ambito depurativo e fognario e all’installazione massiva dei contatori gas di nuova generazione”, precisa Hera in una nota.

I NOVE MESI DI ACEA

Utili e ricavi in forte crescita per Acea nei primi 9 mesi del 2021. La partecipata capitolina ha archiviato i conti al 30 settembre con ricavi pari a 2,766 miliardi di euro, in rialzo del 12% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Sale dell’8% a quota 930 milioni l’ebitda, un risultato a cui contribuiscono soprattutto l’area idrica – che al 30 settembre registra un ebitda di 489,6 milioni di euro (+6,8%) – e le infrastrutture energetiche, il cui ebitda si attesta a 274,5 milioni di euro (+1,4%). “L’82% dell’ebitda deriva da attività regolate”, sottolinea la società in una nota.

Andando avanti coi dati, l’ebit si attesta a quota 460 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto ai primi 9 mesi del 2020. Rialzo a doppia cifra (+13,6%) per l’utile netto di gruppo, che sale a 248,6 milioni di euro, mentre gli investimenti raggiungono quota 684 milioni di euro (+9%). Gli oneri finanziari netti diminuiscono di 5,2 milioni a 62,8 milioni di euro, l’indebitamento finanziario netto sale invece da 3,528 a 3,998 miliardi di euro.

La società ha confermato le stime per il 2021, che prevede un rialzo dell’ebitda superiore all’8%, investimenti pari a circa 900 milioni e indebitamento finanziario netto compreso tra 3,85 e 3,95 miliardi.

A Piazza Affari, il titolo Acea sale dell’1,22% a 19,16 euro per azione.

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Categories: Economia e Imprese