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سابقہ ​​Ilva پلانٹ، متعلقہ کمپنیاں: ہم سپریم کورٹ کے فیصلے تک برطرفی کو معطل کر رہے ہیں۔ حکمنامہ ملتوی کر دیا گیا ہے۔

Ex Ilva, rinviato il decreto sui lavoratori. L’indotto apre allo stop ai licenziamenti in attesa della Cassazione, che fissa l’udienza al 20 ottobre

سابقہ ​​Ilva پلانٹ، متعلقہ کمپنیاں: ہم سپریم کورٹ کے فیصلے تک برطرفی کو معطل کر رہے ہیں۔ حکمنامہ ملتوی کر دیا گیا ہے۔

Nessuna intesa conclusiva e nessun nuovo decreto oggi in Consiglio dei ministri. Il confronto del 16 settembre a Palazzo Chigi sull’ex Ilva si chiude con la richiesta del governo di aggiornare il tavolo con i sindacati. A cambiare il quadro è la decisione della Cassazione di fissare al 20 ottobre l’udienza sul ricorso contro il provvedimento che impone la fermata dell’area a caldo di Taranto. Le misure a tutela dei lavoratori, inizialmente attese nel Cdm di oggi, saranno discusse “quando il quadro generale sarà più chiaro”.

Dopo l’incontro arriva però un’apertura dalle imprese dell’indotto, disponibili a sospendere i licenziamenti almeno fino alla sentenza della Cassazione. Intanto, per venerdì 18 settembre è previsto un tavolo tecnico al ministero del Lavoro sugli ammortizzatori sociali.

Tavolo aggiornato, slitta il decreto sui lavoratori

Il محاذ آرائی con Fim, Fiom, Uilm, Usb e Federmanager era stato convocato dopo il rigetto delle richieste di sospensiva presentate da Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. È il quarto incontro con i sindacati a Palazzo Chigi dall’inizio dell’anno, dopo quelli del 5 marzo, del 28 luglio e dell’8 settembre. Durante la riunione, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio الفریڈو منٹوانو ha illustrato un pacchetto di tutele sociali, annunciando inizialmente l’intenzione di portarlo in giornata al Consiglio dei ministri. La fissazione dell’udienza in Cassazione ha poi indotto il governo a chiedere di aggiornare il confronto e rinviare il provvedimento.

Il progetto resta quello di un intervento ponte fino alla conclusione della gara di vendita, adattabile al suo andamento. Per il sostegno al reddito, Mantovano ha indicato l’ammortizzatore unico emergenziale, con un modello diverso dalla cassa integrazione per cessazione dell’attività e tutele estese anche ai lavoratori dell’indotto.

L’indotto apre alla sospensione dei licenziamenti

Il primo segnale concreto dopo il tavolo arriva dalle imprese. “Intendiamo dare corso positivo all’invito del governo alla sospensione dei licenziamenti nell’indotto almeno fino alla sentenza della Cassazione”, ha dichiarato Nicola Convertino, presidente di Aigi, l’associazione delle aziende dell’indotto dell’ex Ilva.

Per il presidente della Confederazione Aepi, Mino Dinoi, si tratta di “un ulteriore atto di responsabilità da parte nostra, perché comprendiamo che la situazione è difficile”. Tempi e modalità devono ancora essere definiti nelle prossime ore. L’apertura riguarda una vertenza nella quale Aigi ha comunicato procedure di licenziamento collettivo per circa 2.500 persone, senza averle ancora attivate.

Il prossimo passaggio operativo è previsto per venerdì 18 settembre al ministero del Lavoro, dove un tavolo tecnico dovrà approfondire gli strumenti di protezione dei dipendenti. Tra le ipotesi figurano una nuova copertura di cassa integrazione per gli addetti diretti di Acciaierie d’Italia e la cassa in deroga per quelli dell’indotto e delle imprese appaltatrici. I sindacati chiedono anche il riconoscimento del lavoro usurante, una misura specifica sull’amianto e incentivi all’esodo. Per i dipendenti diretti si ipotizza una copertura per altri 5.000 lavoratori nell’intero gruppo. Attualmente la cassa straordinaria è autorizzata per un massimo di 4.500 addetti, di cui 3.800 a Taranto, con un utilizzo effettivo inferiore ai tetti consentiti.

Cassazione il 20 ottobre, resta il nodo del futuro industriale

L’udienza del 20 اکتوبر riguarderà il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo. L’11 settembre i giudici hanno respinto le richieste di sospensiva delle società, confermando la fermata prevista entro la fine di ottobre. In attesa del passaggio giudiziario, il governo conferma l’intenzione di proseguire la gara per la cessione degli impianti e di puntare su forni elettrici alimentati a Dri, il preridotto. Mantovano ha indicato anche l’avvio di progetti di reindustrializzazione nell’area di Taranto, il rafforzamento dei Contratti istituzionali di sviluppo e incentivi alle assunzioni.

یونینوں کے لیے, le tutele del reddito devono accompagnarsi a una prospettiva produttiva. Prima dell’incontro, il segretario generale della Fiom مشیل ڈی پالما ha rilanciato la proposta di “una società pubblica che dia continuità alla decarbonizzazione e alla garanzia della produzione e dell’occupazione”. Sulla stessa linea il segretario generale della Cgil ماریزیو لینڈینی۔, che chiede di fermare i licenziamenti e sostenere i lavoratori, ribadendo che “il progetto industriale deve vedere la presenza dello Stato”. La richiesta è sostituire gli altiforni con nuove tecnologie, mantenendo la produzione di acciaio e l’occupazione.

Alla Camera passa il decreto accise-Ilva

Su un binario distinto dal nuovo provvedimento sulle tutele sociali, la Camera ha approvato in prima lettura il decreto accise-Ilva, con 162 voti favorevoli, 108 contrari e 5 astenuti. Il testo passa ora al Senato. Oltre alle disposizioni sulla riduzione temporanea delle accise sui carburanti, il decreto autorizza un ulteriore finanziamento fino a 100,5 milioni di euro per il 2026 a favore di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Le risorse saranno trasferite dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, su richiesta dei commissari e in un’unica soluzione, in attesa della conclusione della procedura di vendita.

Il sostegno finanziario procede dunque nell’iter parlamentare, mentre il nuovo pacchetto per i lavoratori resta da definire e il confronto sul futuro dello stabilimento attende i prossimi passaggi sindacali e giudiziari.

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