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Unicredit, Ghizzoni: “Per Atlante fino a 1 miliardo, non oltre il 20%”

“Abbiamo un impegno fino a un miliardo e non dovrà superare il 20% del totale del fondo”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, parlando dell’adesione dell’istituto al nuovo fondo Atlante, creato per aiutare il sistema bancario italiano sul fronte degli aumenti di capitale e delle sofferenze.

“Abbiamo già avuto l’ok ad andare avanti all’ultimo consiglio e quindi al prossimo di maggio riporteremo l’esito dell’operazione”, ha aggiunto, sottolineando che la quota di un miliardo è “un tetto”. Quanto alla durata, il banchiere ha ribadito che è “di 5 anni, rinnovabili di anno in anno fino ad altri tre.

I meccanismi in entrata e in uscita sono quelli soliti delle Sgr”, ha continuato Ghizzoni, precisando che l’intenzione di Unicredit non è quella di uscire in anticipo, ma “di rimanere nel fondo sicuramente per i 5 anni previsti”.

In merito infine al ritorno economico previsto, Ghizzoni si è limitato a dire che “sicuramente non è un investimento fatto a fondo perduto, ma è previsto un ritorno adeguato ed è una delle ragioni per cui siamo entrati”.

Ghizzoni ha sottolineato poi che l’interesse di Unicredit per il fondo Atlante deriva in primo luogo dal contributo che il progetto potrà dare alla soluzione del problema dei crediti in sofferenza in Italia: “A noi – ha detto – interessa molto il capitolo delle sofferenze perché crediamo che sia il tema principale che tiene oggi le quotazioni delle banche molto basse. È chiaro che se si passa da 200 miliardi di sofferenze a un numero molto inferiore ne beneficiamo tutti quanti”.

Quanto alle modalità di contabilizzazione dell’intervento nel fondo e all’assorbimento di capitale che l’adesione al progetto porterà con sé, Ghizzoni ha spiegato che sono dati che potranno essere calcolati una volta che Atlante sarà operativo e avrà ottenuto il via libera delle autorità.

Il banchiere ha comunque notato che non si tratterà di una partecipazione industriale ma di una partecipazione finanziaria e comporterà perciò un assorbimento di capitale inferiore.

Ieri, inoltre, l’assemblea degli azionisti di Unicredit ha approvato a larghissima maggioranza il bilancio 2015 dell’istituto. Ha votato a favore il 97,81% del capitale presente (pari al 48,96%). Il gruppo ha chiuso il 2015 con una perdita di 1,4 miliardi, a fronte di un utile consolidato di 1,7 miliardi.

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Categories: Finanza e Mercati