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Unicredit: 2.000 assunzioni, 3.900 uscite volontarie

Firmato l’accordo tra Unicredit e i sindacati. In base a quanto stabilito, la banca assumerà 2.000 persone a fronte di 3.900 esodi.

A comunicare la novità è la Fabi, sindacato autonomo dei bancari. L’intesa, siglata nella notte arriva due giorni prima dell’inizio dell’aumento di capitale da 13 miliardi, che partirà lunedì 6 febbraio.

L’operazione rientra all’interno del piano industriale che ha lo scopo di snellire il gruppo, chiudendo 800 filiali per il rilancio della redditività.

Dopo un lungo tira e molla tra la banca di piazza Gae Aulenti, è stato trovato un punto d’incontro sugli esuberi grazie all’introduzione dei criteri della volontarietà delle uscite e alla garanzia di turnover.

Scendendo nei dettagli, il patto stabilisce 1.300 nuove assunzioni, 600 stabilizzazioni di lavoratori già assunti con contratto d’apprendistato e un turnover di 1 a 3 nelle  assunzioni in caso di decessi, licenziamenti o dimissioni. In totale i nuovi ingressi saranno oltre 2mila.

L’altra faccia della medaglia parla però di 3.900 uscite volontarie e incentivate che dovranno essere effettuate nel corso dei prossimi sette anni, entro il primo semestre 2024. Una volta completato il piano, i lavoratori fuoriusciti dall’azienda saranno quasi 1.000. In precedenza Unicredit aveva già previsto 6mila uscite.

In base a quanto spiegato dalla Fabi, l’accordo stabilisce inoltre il “riequilibrio del contributo aziendale sulla casa sanitaria di gruppo, con trattamenti uguali per tutti i lavoratori, premio aziendale di 800 euro se si sceglie la formula welfare e di 600 se si sceglie quella in contanti, definizione di un nuovo accordo sugli inquadramenti, garanzia occupazionale che nel triennio il gruppo non procederà alla dichiarazione di nuovi esuberi. È stata, infine, istituita una commissione bilaterale sulle pressioni commerciali con l’individuazione di un referente aziendale che interverrà in maniera concreta, su segnalazione, in caso di comportamenti lesivi della professionalità e della dignità dei lavoratori”.

“È un accordo, raggiunto dopo una trattativa durissima, che guarda al futuro e valorizza i lavoratori in un’ottica di netta discontinuità col passato – commentano Mauro Morelli, Segretario nazionale Fabi e Stefano Cefaloni, Coordinatore Fabi Unicredit, il sindacato dei bancari – Oggi possiamo dire che azienda e dipendenti scommettono insieme sul rilancio del gruppo. E’ stata infatti respinta l’impostazione iniziale dell azienda che puntava unicamente a una drastica riduzione dell occupazione. Abbiamo ottenuto la garanzia che verranno mantenuti i livelli occupazionali stabiliti nel piano almeno per i prossimi tre anni, oltre 2000 nuove assunzioni, un impegno esigibile sulle pressioni commerciali a tutela dei dipendenti. Dopo sei anni, sono inoltre stati sbloccati i percorsi di carriera con un nuovo accordo sugli inquadramenti”.

“Si tratta di un documento equilibrato e di alto valore sociale – ha dichiarato Mariangela Verga, segretaria nazionale Uilca – definito con grande senso di responsabilità e nella consapevolezza della necessità di un rilancio del gruppo”.

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