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Ue, nuove accuse contro Google

Le autorità dell’Unione Europea perseguiranno attivamente Alphabet, la controllante di Google, su più fronti, dai contratti con gli inserzionisti al sistema operativo Android. A dare questa notizia è proprio Margrethe Vestager, a capo dell’antitrust Ue, il segno più evidente che Big G dovrà fare i conti con nuove accuse sul fronte della concorrenza.

Il colosso Usa si è dunque trovato nel mirino del nuovo commissario. Già in aprile, Vestager è stata la prima autorità in termini di antitrust a livello globale a formalizzare accuse contro Big G. “Non lo ritengo come un unico caso contro Google, ma letteralmente come diverse indagini e diversi casi”, ha specificato. “Quello che hanno in comune è che il nome Google appare in ognuno, ma a parte questo sono molto diversi tra loro”. Dopo un’indagine di cinque anni che ha toccato numerose aree dell’attività del colosso, le accuse dell’Ue del mese di aprile si sono dimostrate inaspettatamente circoscritte e concentrate esclusivamente sul servizio di assistenza allo shopping. Gli esperti del settore hanno suggerito che l’Unione potrebbe puntare alla chiusura di questo caso prima di depositare qualsiasi nuovo capo.

Ma la Vestager ha invece precisato la presenza di altre linee di indagine di altrettanta importanza. La questione del servizio di assistenza allo shopping “è la massima priorità, ma ci vorrà del tempo”, ha ammesso. “Abbiamo la risposta di Google e ora la stiamo analizzando”. Inoltre, ha avvertito che una sentenza al riguardo potrebbe non essere facilmente applicata ai mercati connessi che l’Unione sta esaminando, esplicitando che potrebbe essere necessaria la formalizzazione di ulteriori capi d’accusa. “Il caso shopping potrebbe presentare analogie con il discorso mappe e viaggi, oltre a una serie di altri servizi associati, quando saranno finalmente analizzati, perché i relativi reclami in qualche modo raccontano la stessa storia”, ha affermato Vestager. “Ma questo non implica che avendone affrontato uno, tutti gli altri siano stati coperti. È impossibile”.

In aggiunta, ha specificato che un distinto procedimento su Android è “di massima priorità” per le autorità europee. “Si tratta di qualcosa di molto diverso rispetto al caso shopping perché la gente non fa molta attenzione al sistema operativo che gestisce il proprio telefono”, ma sono i produttori e gli sviluppatori di applicazioni ad essere estremamente coinvolti su questo fronte. Ma l’Ue sta “anche cercando di portare avanti” distinte indagini sul presunto abuso di posizione dominante da parte di Google nell’ambito dei contratti pubblicitari e dell’accusa di copia dei contenuti di proprietà di siti web di competitor, ha ricordato il commissario.

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