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Ue, lettera ultimatum all’Italia sul debito: 48 ore per rispondere

Imagoeconomica

La letterina di Bruxelles è arrivata. Firmata dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e dal titolare agli affari economici, Pierre Moscovici, è lunga appena una pagina. C’è scritto che “l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare la regola del debito nel 2018”. Ora il Tesoro italiano ha 48 ore di tempo, fino a venerdì, per inviare all’Esecutivo comunitario una spiegazione che giustifichi la violazione delle regole.

In ogni caso, mercoledì prossimo la Commissione darà il via alla procedura d’infrazione contro il nostro Paese, che poi sarà vidimata entro due settimane dagli sherpa dei ministri delle Finanze della zona euro. Dopo di che sarà necessario un ulteriore passaggio tecnico in Commissione prima della decisione finale, che spetta ai ministri delle Finanze dell’Eurozona, i quali si riuniranno per l’Ecofin il 9 luglio. È questa la versa scadenza per l’Italia.

Il governo gialloverde ha quindi cinque settimane per proporre una manovra correttiva che rimetta i conti pubblici su una traiettoria adeguata. In teoria, il nostro Paese dovrebbe produrre un elenco dettagliato di misure che garantiscano una correzione da 23 miliardi di euro per il 2020. Il valore di una vera manovra finanziaria, non di una manovrina.

All’indomani del trionfo alle elezioni europee, però, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva già messo in chiaro l’intenzione del governo di rispedire al mittente qualsiasi richiesta di correzione dei conti. “Se ci diranno di fare i compiti a casa tagliando la spesa – le parole del leader leghista – Noi non lo accetteremo. La manovra economica di autunno la vogliamo improntare al taglio delle tasse. Il mandato popolare di ieri è un invito a fare il contrario rispetto a quello che ci è stato imposto fino all’anno scorso con i governi Renzi, Letta e Gentiloni”.

Se il governo seguirà la linea dettata da Salvini, il 9 luglio Bruxelles lancerà la procedura d’infrazione per il mancato rispetto delle regole sul debito pubblico. A quel punto l’Italia sarà costretta a pesanti correzioni dei conti per almeno cinque anni, fino all’azzeramento del deficit per abbassare il debito. Se anche in quel caso il nostro Paese si rifiutasse di obbedire, scatterebbero le vere e proprie sanzioni economiche.

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Categories: Politica