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Ue e Cina verso l’accordo sugli investimenti, Dax e Nikkei al record

European Commission

È un finale d’anno scoppiettante per le Borse, illuminate da un fuoco d’artificio dietro l’altro. Oltre all’avanzata dei vaccini, contribuisce al boom un inedito attivismo delle diplomazie. Dopo l’accordo sulla Brexit è la volta dell’intesa sugli investimenti tra Unione Europea e Cina con cui Angela Merkel potrebbe chiudere in bellezza il semestre di presidenza tedesca della Ue. La borsa tedesca segna i massimi da febbraio, data d’avvio della pandemia in Europa. Ma non è l’unico primato del Toro, più scatenato che mai: il Nikkei di Tokyo, in rialzo di oltre il 2%, si porta sui massimi dal 1990. Non stupisce che le due più importanti potenze mondiali dell’export prendano il volo quando volge al temine la stagione dei dazi di Trump. E i mercati si preparano a seguire l’ultima battaglia dell’anno elettorale Usa: il voto in Georgia, decisivo per il controllo del Senato.

NIKKEI +2,4%, RIPARTE ALIBABA

Strappa la Borsa giapponese: +2,4%, ai livelli dell’agosto 1990. Salgono anche gli altri listini della regione Asia-Pacific (+0,45%). L’Hang Seng di Hong Kong guadagna l’1% anche grazie al rimbalzo del 6% di Alibaba, ieri in calo dell’8% per effetto dell’indagine avviata dell’agenzia cinese sui monopoli. Positive, anche se con variazioni meno ampie, le borse dell’India e dell’Australia. In lieve calo il Kospi coreano. Segnano il passo le borse cinesi: Shanghai e Shenzen -0,3%.

Entro la fine del 2020, l’Unione europea e la Cina potrebbero firmare, dopo sette anni di trattative, un trattato per regolare gli investimenti tra i due blocchi. Negli ultimi giorni Pechino ha fatto numerose concessioni, con l’evidente obiettivo di sfruttare il cambio della guardia in Usa per mettere a segno un importante colpo politico. Il trattato deve servire a garantire il rispetto della proprietà intellettuale, ad assicurare parità di accesso al mercato, a imporre regole di trasparenza ai sussidi pubblici versati dal governo cinese.

Anche Wall Street si prepara a celebrare l’ennesimo record: il future dell’indice S&P500 è in rialzo dello 0,4%. Ieri il Dow Jones è salito dello 0,64%; S&P +0,87%; Nasdaq +0,74%.

SALE A 2.000 DOLLARI L’ASSEGNO PER I CITTADINI USA

Stanotte la Camera degli Stati Uniti ha votato un disegno di legge che aumenta di più del doppio (da 900 a 2.000 dollari) l’assegno straordinario da inviare a pioggia a pressoché tutti i cittadini. In teoria, il provvedimento dovrebbe arenarsi al Senato, dove hanno la maggioranza i repubblicani, che in passato si sono schierati contro questo genere di maxi-gratifiche. Tuttavia, negli ultimi giorni Donald Trump si è espresso a favore del maxi-assegno: una presa di posizione che potrebbe cambiare le carte in tavola. La questione è molto delicata, anche in vista dei due prossimi ballottaggi in Georgia, dove si decide la composizione del Senato e si definisce lo spazio di manovra di Joe Biden nei prossimi quattro anni.

I due rami del Parlamento Usa hanno inflitto uno schiaffo al Presidente: per la prima volta Camera e Senato hanno raggiuto la maggioranza qualificata per superare il veto di Trump sul budget della Difesa.

L’indice che confronta il dollaro con le principali valute del mondo è in calo dello 0,2%. Euro dollaro in apprezzamento a 1,224. Petrolio Brent in rialzo dello 0,5%, a 51,3 dollari il barile.

LA BREXIT SPINGE FRANCOFORTE AI MASSIMI

Le Borse del Vecchio Continente hanno calato ieri un tris: l’accordo raggiunto sul fronte Brexit, il via libera di Trump agli stimoli fiscali e, soprattutto, l’inizio della campagna di vaccinazione europea. A trarne il massimo vantaggio è stata la Borsa tedesca. Con Londra chiusa per il Boxing Day, il superamento di Brexit si è fatto sentire soprattutto sull’azionario tedesco. La Germania, principale fornitore di auto alla Gran Bretagna, ha festeggiato con il massimo storico. Si vedrà oggi se la City farò lo stesso: il cambio euro-sterlina è salito ieri dell’1%, a 0,909. Nell’intervista rilasciata al Daily Telegraph, Boris Johnson ammette che, sui rapporti tra la City e l’Unione Europea, la Gran Bretagna non ha ottenuto quella libertà di manovra che avrebbe voluto.

MILANO +0,7%, FUSIONE BANCARIA IN SPAGNA

Milano (+0,72%, a 22.288 punti), avanza con prudenza in un contesto di scambi sottili. Più indietro Madrid (+0,57%). È prevista per oggi la riunione dei Cda di Unicaja e Liberbank per approvare la proposta di fusione che punta a creare la quinta banca spagnola per asset. Tonica Parigi (+1,2%). Da segnalare Zurigo (+1,88%). In evidenza i pharma: Novartis +2,93%. Dopo la firma della Brexit l’euro sale anche sul franco.

La piazza migliore è Francoforte (+1,54%), che torna sui livelli record di febbraio, prima dell’emergenza sanitaria. La Germania ha concluso un accordo bilaterale con BionTech-Pfizer per l’acquisto di 30 milioni di dosi di vaccino, che si sommeranno alla quota di 55,8 milioni destinata alla Repubblica Federale nella ripartizione delle 300 milioni di dosi ordinate dall’Unione europea.

Commerzbank registrerà oneri di ristrutturazione per 610 milioni di euro nel quarto trimestre, dopo aver raggiunto un accordo con il personale per la riduzione della forza lavoro già annunciata.

BTP, TASSO A 0,51%, SPREAD 107. OGGI IL PRIMO BOT DEL 2021

Il Btp ha chiuso in territorio positivo una seduta con volumi leggeri, tipici del periodo festivo. Il tasso del decennale si è attestato in area 0,51%, rispetto a 0,57% prima di Natale. A fine seduta lo spread sul Bund sul segmento decennale ha chiuso a 107 punti base. Riflettori oggi sull’asta Bot, la prima con valuta 2021, in cui il Tesoro metterà a disposizione 6,5 miliardi di euro nel Buono semestrale.

PIRELLI, CONTINUA IL RECUPERO. VOLA MONCLER

L’accordo sugli scambi commerciali con il Regno Unito è stato festeggiato in Piazza Affari dai titoli industriali a partire da Pirelli (+2,54%), che ha proseguito il recupero: dallo scorso 29 ottobre, il titolo ha recuperato più del 30%. Bene anche Prysmian (+2,66%) e Cnh Industrial (+1,56%). Fca +1%. Vola Technogym, tra i più esposti al business d’oltre Manica. Per Leonardo (+0,71%), Londra vale il 13% del giro d’affari.

Giornata positiva anche per il lusso e le utility. Il miglior titolo del paniere principale è stato Moncler (+3,15%), ma tra le performance migliori ci sono quelle delle utility: A2A +2,21%, Terna +1,82% e Hera +1,7%.

RECORD PER FINECO. “INSODDISFACENTE” L’OFFERTA PER ATLANTIA

Tra i finanziari brilla Fineco (+1,5%), che ha segnato il nuovo record a 13,51 euro. Frenano nel finale i bancari, che restano però in terreno positivo: Intesa +0,75%, Unicredit +0,55%. Continua il recupero di Bper (+1,5%).

In rosso Atlantia (-1,34%). L’offerta non vincolante presentata da Cassa Depositi e Prestiti è stata giudicata “insoddisfacente e con buone probabilità di esser respinta”. È il parere espresso dal cda della holding.

Contrastati i petroliferi: Tenaris cede lo 0,71%,

SAIPEM VENDE ALLA MARINA IL SOCCORSO PER I SOMMERGIBILI

Saipem guadagna mezzo punto: la Direzione degli armamenti navali del Segretariato generale della Difesa ha acquisito il sistema di soccorso subacqueo ideato dalla società assieme a Drass, che sarà destinato come dotazione specialistica della nuova nave per operazioni subacquee e di soccorso di sommergibili della Marina militare italiana. In grande evidenza Maire Tecnimont (+6,3%).

CAIRO (+3,1%) FONDE LE RETI PUBBLICITARIE

Ovs +5,5%. Morgan Stanley ha superato la soglia del 5% dei diritti di voto e non esclude nei prossimi sei mesi di acquisirne altri.

Strappa Beghelli, sospesa al rialzo dopo aver segnato +12,7%. Da notare Cairo Communication: + 3,16% dopo che la società e Rcs (+1,45%) hanno annunciato la fusione delle rispettive unità pubblicitarie nella NewCo “CairoRCS Media”.

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