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Ubi: via all’offerta per Banca Etruria, Marche e Carichieti

Un euro. A tanto ammonta l’offerta vincolante deliberata dal consiglio di sorveglianza di Ubi Banca per l’acquisto di tre delle quattro good banks originate dagli istituti salvati a fine 2015: Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova CariChieti.

È previsto che il venditore, cioè il fondo nazionale di risoluzione della Banca d’Italia (alimentato da quasi tutto il sistema bancario italiano), prima della data del closing assuma l’impegno di procedere a una ricapitalizzazione dei tre istituti stimata in 450 milioni di euro. Una volta conclusa l’operazione, Ubi si farà carico di un ulteriore aumento di capitale da 400 milioni di euro. 

“L’offerta, inoltre – si legge nel comunicato – prevede la cessione pro-soluto da parte delle tre banche di circa 2,2 miliardi di euro di crediti lordi deteriorati”.

Prima del closing dell’operazione – spiega Ubi – le 3 target bridge institutions dovranno presentare su base aggregata i seguenti parametri rilevanti (con una soglia di tolleranza del 5%):

A) un patrimonio netto contabile alla data di riferimento almeno pari a 1.010 milioni di euro, fattorizzando:

– un livello di copertura pari ad almeno il 28,28% delle inadempienze probabili lorde e almeno il 60% delle sofferenze;

– oneri di ristrutturazione per 130 milioni di Euro;

– un accantonamento rappresentativo del fair value dei contratti connessi alle operazioni immobiliari (“Consorzio Palazzo della Fonte” e “Fondo Conero”), quantificato in massimi 100 milioni di Euro soggetto a eventuale revisione;

– accantonamenti addizionali a fondi rischi e rettifiche a componenti dell’attivo delle Target Bridge Institutions, quantificati in 100 milioni di euro.

B) RWA (pillar 1) non superiori a 10,6 miliardi di euro;

C) un Liquidity Coverage Ratio medio ponderato superiore al 100%;

D) un CET1 ratio medio ponderato non inferiore al 9,1%.

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Categories: Finanza e Mercati