X

Trimestrali risparmio gestito: per Finecobank utili da record, per Azimut in crescita a doppia cifra

Pixabay

È il turno del risparmio gestito. Dopo la trimestrale di Mps, ad alzare il velo sui conti dei primi tre mesi del 2023 sono Finecobank e Azimut, entrambe con utili e ricavi in rialzo a doppia cifra

Finecobank: trimestrale e raccolta

Nel primo trimestre del 2023, l’utile netto di Finecobank si è attestato a quota 147,3 milioni, in crescita del 19,1% (al netto delle poste non ricorrenti relative al 2022) sullo stesso periodo dell’anno scorso. Per la società guidata da Alessandro Foti si tratta del nuovo record per quanto riguarda il risultato netto trimestrale

I ricavi sono saliti del 14,9% a 293,7 milioni trainati dal margine finanziario (+46,5%, di cui margine d’interesse +165,3%) e dall‘Investing (+1,9%) “grazie al crescente contributo di Fineco Asset Management e ai maggiori margini netti sul gestito”, spiega la società in una nota. 

I costi operativi hanno registrato un rialzo del 6,4% anno su anno a 73,4 milioni, per un cost/income pari al 25% in diminuzione rispetto al 27% di un anno fa. Le masse gestite di Fineco Asset Management si sono attestate a 27,9 miliardi, di cui 17,4 miliardi relativi a classi retail (+14,2%) e 10,5 miliardi relativi ai fondi sottostanti dei wrapper (classi istituzionali, +0,8%).

Passando alla raccolta, aprile si è chiuso con afflussi per 831 milioni, in calo da 1,033 miliardi dello stesso periodo 2022, e per un ammontare totale dei primi quattro mesi dell’esercizio di 3,57 miliardi (3,858 miliardi nel 2022). Nell’ultimo mese la raccolta amministratasi è attestata a 755 milioni, la raccolta gestita èstata pari a 267 milioni, trainata dalla raccolta retail di Fineco Asset Management (343 milioni), in grado di intercettare i deflussi dall’assicurativo (-232 milioni), proseguiti a un ritmo inferiore rispetto al mese precedente”. La componente diretta si e’ infine attestata a -191 milioni.

La guidance di Finecobank 

Per il 2023 Finecobank, in riferimento ai ricavi delle attività banking, prevede un margine finanziario atteso (margine d’interesse e profitti dalla gestione della Tesoreria) in crescita del 70% circa rispetto al 2022 con un picco nel quarto trimestre dell’esercizio, mentre per gli anni successivi il margine finanziario “è atteso continuare a beneficiare del nuovo scenario dei tassi di interesse”. Le commissioni sono attese “in linea con il 2022”. Per le attività di investing è prevista una “accelerazione di ricavi e margini”, in particolare con un incremento “high single digit” (8-9%, ndr) per i ricavi e con margini sulle commissioni di gestione “dopo le tasse piu’ elevati anno su anno, con differenti assunzioni e un mix migliore”. 

La raccolta gestita retail di Fineco Asset Management è attesa migliorare a “circa 5 miliardi” la raccolta gestita totale a “circa 4 miliardi” (considerando i deflussi dai wrapper assicurativi). Per il 2024 Finecobank si aspetta una raccolta netta gestita in area 5 miliardi con una raccolta gestita retail di Fineco Asset Management pari a circa 4,5 miliardi. I margini sulle commissioni di gestione dopo le tasse sono confermati fino a circa 55 pb nel 2024 (margini pre-tasse a circa 73 pb).

Per il brokerage, il management di aspetta “risultati solidi con un base di ricavi decisamente più elevata rispetto al periodo pre-Covid a parità di volatilità e volumi di mercato”.

Nel 2023 i costi operativi sono stimati aumentare di circa il 6% annuo esclusi circa 2 milioni di costi addizionali legati all’asset management, circa 3 milioni di costi addizionali legati a Fineco UK e a eventuali spese di marketing aggiuntive. I coefficienti patrimoniali di Cet1 e leverage ratio sono previsti “in crescita nel 2023” e il management si aspetta la distribuzione di dividendi per azione con “un aumento costante”.

I vertici hanno infine confermato un aumento costante dei dividendi per azione nei prossimi anni.

A Piazza Affari, il titolo, che viaggiava poco mosso prima della pubblicazione dei conti, e’ colpito dalle prese di beneficio: è arrivato a perdere oltre quattro punti e cede al momento il 4% a 12,91 euro per azione.

Azimut: trimestrale e raccolta

Nel primo trimestre Azimut ha registrato un utile netto consolidato adjusted di 127 milioni di euro, in rialzo del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I ricavi consolidati si sono attestati a 326 milioni, in linea con i 327 milioni del primo trimestre 2022 e nonostante il deconsolidamento di Sanctuary. L‘utile operativo è salito dell’11% a 149,6 milioni e il margine operativo si è attestato al 46%, in aumento rispetto al 41% precedente.

La posizione finanziaria netta consolidata è stata positiva per circa 349 milioni, in aumento di 55,9 milioni rispetto alla fine di dicembre, nonostante siano state fatte acquisizioni e investimenti per circa 90 milioni. Il dato non include il dividendo per cassa di 1,30 euro per azione approvato dall’assemblea degli azionisti e che sarà pagato il 24 maggio 2023. “Anche se le condizioni attuali di mercato si sono discostate dalla nostra ipotesi di base, riconfermiamo i nostri obiettivi di 6-8 miliardi di euro di raccolta netta e di 450 milioni di euro di utile netto per il 2023″, ha detto Gabriele Blei, amministratore delegato del gruppo.

“Mi sembra che i ‘gufi’ degli inducement siano rimasti male e che la realtà evidenzi come i nostri oltre 400.000 clienti al mondo, di cui 240.000 in Italia, continuino a ricevere da Azimut performance nette positive sui loro investimenti (performance media ponderata netta del 8,4%) e che Azimut sia in grado di generare utili netti importanti per gli azionisti”, ha detto il presidente del gruppo Azimut, Pietro Giuliani, ricordando che è stato “appena lanciato il nuovo prodotto su auto storiche, primo e unico fondo d’investimento evergreen e sostenibile sul settore al mondo, che consente ad Azimut di espandersi ulteriormente sulla clientela di fascia alta, valorizzando e contribuendo al rafforzamento dei tecnici e del know-how che l’Italia ha sempre espresso nel settore dell’auto”. 

Tornando ai conti, le commissioni di gestione ricorrenti si sono attestate a 284,8 milioni primo trimestre in aumento dell’11%. I ricavi assicurativi ammontano a 29,1 milioni (da 22,7 milioni), grazie alle commissioni di performance. I costi operativi totali sono diminuiti dell’8% a 176,6 milioni, mentre gli ammortamenti e gli accantonamenti sono scesi a 4,4 milioni (da 9,1 milioni).

Il gruppo Azimut ha registrato ad aprile una raccolta netta positiva per 270 milioni (277 milioni ad aprile 2022), con il totale da inizio anno che raggiunge quota 2,846 miliardi (1,943 miliardi nello stesso periodo del 2022), di cui il 70% della raccolta netta e’ stato indirizzato in prodotti di risparmio gestito.Gli AuM a fine aprile sono  pari a 6,9 miliardi (oltre 11 volte rispetto all’inizio del 2020), pari al 12% delle masse gestite. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine aprile a 82,7 miliardi, di cui 57 miliardi fanno riferimento alle masse gestite, con un incremento del 5% dall’inizio dell’anno.

A Piazza Affari, il titolo cede l’1,38% a 20,01 euro per azione.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati