Intesa Sanpaolo batte di nuovo le attese degli analisti, e in attesa di novità sull’opas lanciata lo scorso giugno sul Monte dei Paschi, presenta al mercato risultati solidi e una redditività ancora in crescita.
Intesa: l’utile aumenta del 6,5% nel primo semestre
Nel dettaglio, il primo semestre si è chiuso con 5,55 milyar euro net kar, in crescita del 6,5% rispetto allo scorso anno, un dato che consente alla banca di migliorare i target che ora stimano un risultato finale per il 2026 a “oltre 10 miliardi”.
Nel solo secondo trimestre, invece, l’utile netto si è attestato a 2,79 miliardi, battendo nettamente il consensus degli analisti che si aspettavano utili per 2,52 miliardi.
Sul fronte delle entrate, Ca’ de Sass ha registrato nel semestre net faiz pari a 7,480 miliardi, in aumento dello 0,6% mentre le net komisyonlar sono cresciute a 5,131 miliardi (+4,9%) e le rettifiche di valore nette su crediti sono calate a 428 milioni.
Ayrıca azalan i costi operativi, scesi dello 0,7% a 5,222 miliardi, con un costo del rischio annualizzato a 20 centesimi di punto. Sul fronte patrimoniale il Cet1 è al 13,1%.
Intesa: ai soci 5,3 miliardi nel semestre
Il “solido” andamento del semestre si è tradotto per Intesa Sanpaolo in “una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder”, anche alla luce del ritorno cash per gli azionisti. Si tratta di 5,3 miliardi di euro di distribuzione maturata nel semestre, di cui 4,2 miliardi come dividendi (di cui circa 3,8 miliardi previsti come acconto dividendi da distribuire nel prossimo novembre), che si aggiungono al buyback pari a 2,3 miliardi di euro avviato a luglio 2026.
Per l’intero esercizio Intesa stima un payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback. Ma ci sono due condizioni: il Cet1 deve restare superiore al 12,5% e non devono emergere opportunità di crescita esterna capaci di offrire rendimenti superiori, in particolare nel wealth management.
Intesa Sanpaolo migliora le stime: utile netto sopra i 10 miliardi nel 2026
Alla luce dei risultati registrati nel primo semestre, la banca guidata da Carlo Messina ha migliorato le previsioni per l’anno in corso, portando l’obiettivo di utile netto a oltre 10 miliardi di euro.
Messina: “Con Mps utile superiore a 16 miliardi nel 2029”
A giugno, come Intesa Sanpaolo “abbiamo presentato al mercato e agli azionisti del Monte dei Paschi di Siena un’offerta” con l’obiettivo di “dar vita insieme ad un gruppo ancora più solido e profittevole, protagonista in uno scenario globale di crescente complessità, in grado di mantenere un forte radicamento nell’economia, nella società, nelle capacità di sviluppo del nostro Paese”. Così il ceo Carlo Messina a commento dei numeri del primo semestre. L’unione delle forze di Intesa Sanpaolo, della componente di Rocca Salimbeni destinata a far parte del nuovo gruppo e di Mediobanca, prosegue l’a.d., “consentirà di raggiungere i 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029, di espandere la leadership nelle attività al servizio di famiglie, imprese e gestioni patrimoniali, di dar vita ad un operatore di riferimento nel Credito al consumo, nel Wealth Management, nel Corporate & Investment Banking, e di crescere a livello internazionale”. Tirando le somme, l’utile netto del nuovo gruppo al 2029 è previsto “16 milyar avroyu aştı, la distribuzione totale a favore degli azionisti è stimata in 61 miliardi tra il 2025 e il 2029”. Il dividendo per azione è previsto in aumento a partire dal 2026.
