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Tour: Thomas o Froome, il gran dilemma in casa Sky

Tour de France

Il Tour che oggi, lunedì, riposa a Carcassonne, prima di affrontare i leggendari colli dei Pirenei, non ha ancora trovato il suo padrone. O addirittura ne ha scelti due visto che la maglia gialla finale anche quest’anno ha tutta l’aria di finire per la settima volta negli ultimi otto anni sulle spalle di un britannico: Geraint Thomas oggi che l’indossa o Chris Froome, il suo capitano, che punta a fare il pokerissimo di cinque vittorie raggiungendo Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain, non solo ma a trionfare, primo corridore nella storia, nel quarto grande giro consecutivo.

Come il Team Sky gestirà questo dualismo – che finora è stato ben mascherato da atteggiamenti quasi fraterni tra i due – è il tema più caldo di questo Tour che riparte domani verso il traguardo di Bagnères-de-Luchon con i primi tre colli pirenaici (Portet d’Aspet, Col de Menté e Portillon).

Thomas ha dimostrato nelle frazioni alpine di essere più forte dello stesso Froome, vincendo a La Rosiére e, il giorno dopo, all’Alpe d’Huez ma resta l’incognita della terza settimana, quando le fatiche accumulate possono mandare in tilt chi non è avvezzo alla lunghezza dei grandi giri.

Froome – quattro Tour vinti, una Vuelta, un Giro – è ormai veterano nel dosare le sue forze ma a differenza di Thomas ha nelle gambe un Giro d’Italia come del resto anche Tom Dumoulin, l’unico che ha l’aria di non arrendersi allo strapotere del Team Sky. E proprio potrebbe senza volerlo fare il gioco di Froome, perché se dovesse attaccare nei prossimi giorni, potrebbe anche fornire al keniota bianco la giustificazione di un allungo che altrimenti sarebbe un segnale di guerra contro il compagno in maglia gialla.

Un bel puzzle, non c’è che dire: prima di Parigi, dopo i Pirenei, c’è anche la crono di Espelette, vallonata e tecnica, ma la distanza di 31 km non è tale da garantire a Froome la certezza di poter recuperare il distacco di 1’39 che attualmente accusa da Thomas. Thomas peraltro non è l’ultimo arrivato nelle gare contro il tempo, anzi è uno dei migliori anche se bisognerà vedere con che gambe vi arriva dopo tre settimane di corsa. Intanto, se contano i favori dei bookmaker, c’è da registrare che Thomas dato a 2 è davanti allo stesso Froome quotato 2,35. Dumoulin, il terzo incomodo, è dato a 6, mentre Primoz Roglic, quarto in classfica a 2’38”, che pur ha ben impressionato sulle Alpi, è quarto anche nelle scommesse ma con una quotazione altissima (a 33). Quintana è dato a 66, Bardet addirittura a 100 come Landa e Kruijswijk.

La tappa di domenica, con arrivo a Carcassonne dalla celebre cittadella, non ha ovviamente mosso la classifica anche se c’era da scalare il Pic de Nore, colle di prima categoria ma troppo distante dall’arrivo per invogliare qualche colpo di mano importante. Solo Daniel Martin ci ha provato allungando dal gruppo che, come il giorno prima, si stava disinteressando della fuga iniziale, poco meno di una trentina di corridori tra cui ll grande Peter Sagan che ha portato per il centesimo giorno la maglia verde: un record tutto suo nella storia del Tour. Zabel si era fermato a 89.

Si dice che il campione del mondo stia utilizzando questo Tour anche per allenarsi su un terreno ostico per lui, come la Alpi e i Pirenei, in vista del duro mondiale di Innsbruck. Sagan domanica è stato tra i fuggiaschi uno dei primi a essere ripreso dal gruppo. Ha sperato che ce la facesse a vincere il suo compagno della Bora-Hansgrohe, Rafa Maika, scattato tutto solo sul Pic de Nore ma il polacco è stato raggiunto nella discesa da un drappello di sette superstiti della fuga iniziale (Calmejane, Pozzovivo, Izaguirre, Nielsen, Mollema, Valgren e Skujins). Negli ultimi km sono Bauke Mollema, Magnus Cort Nielsen e Jon lzaguirre a involarsi per giocarsi in una volata a tre la vittoria. La spunta senza grosse difficoltà il danese Cort Nielsen davanti a Izaguirre e Mollema. Per l’Astana è un bis consecutivo dopo il successo a Mende di Omar Fraile Il gruppo arriva dopo oltre 13 minuti regolato dagli uomini del Team Sky che a corsa finita sapranno che martedì ripartiranno senza più Gianni Moscon, l’unico italiano della squadra inglese di Thomas e Froome, espulso dalla giuria dopo aver visionato al Var il pugno dato dal trentino al francese Elie Gesbert della Fortuneo appena dopo la partenza da Millau

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