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Tim: ricavi stabili, debito e ebitda in calo, riassetto in vista

Imagoeconomica

Tim chiude i primi nove mesi del 2021 con ricavi per 11,4 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-0,4%). Bene l’indebitamento finanziario netto after lease, in calo di 3,1 miliardi su base annua, a 17,6 miliardi.

Sul fronte della redditività, l’Ebitda organico cala del 4,4%, a 4,9 miliardi. Il risultato netto si attesta a 0,2 miliardi nel terzo trimestre e a 0,3 miliardi nei nove mesi, escludendo l’impatto delle partite non ricorrenti (0,02 miliardi incluse le partite non ricorrenti).

Per quanto riguarda i target, Tim fa sapere di aver aggiornato la guidance 2021 e che “i nuovi range riflettono i costi di start-up delle nuove iniziative strategiche e le condizioni di mercato”.

Inoltre, nel cda di Tim “si è discusso, in vista della preparazione del nuovo Piano strategico, di possibili iniziative di riorganizzazione del gruppo che mirino a valorizzare gli asset e business aziendali”, si legge nella nota del gruppo.

“Il mercato del fisso sta crescendo e crediamo di continuare a crescere perchè c’è spazio. Tim sta aumentando la sua leadership”, ha detto il Ceo della società, Luigi Gubitosi, nel corso della conference call sui conti, precisando che “siamo il mercato Telco più economico d’Europa e crediamo sia ora di cambiare”. Nel corso della conferenza, Gubitosi ha parlato apertamente della necessità di “alzare i prezzi sul fisso”. “Abbiamo fatto meglio di molti in un mercato difficile, c’è stato un deterioramento dei prezzi che ha avuto impatti, ora stiamo aumentando selettivamente prezzi, e siamo abbastanza convinti che il resto del mercato farà lo stesso”, ha spiegato il manager, precisando che “Più che aumentare i prezzi stiamo cercando di segmentare più il mercato, definendo cluster diversi”, profilando “meglio alcuni clienti”. Rispondendo a una domanda su cosa potrebbe succedere se gli altri competitor non alzeranno i prezzi, Gubitosi ha risposto: “La mia percezione è che dovrebbero seguire razionalmente quello che un player razionale fa”.

Nel frattempo, Tim “accelera la realizzazione del piano Beyond Connectivity” e “si candida, insieme a Cdp, Leonardo e Sogei, alla gestione del Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura per i servizi cloud della Pubblica Amministrazione. Parlando proprio del polo strategico nazionale, l’ad ha spiegato: “Con Cdp, Leonardo e Sogei, creeremo una newco dove Tim avrà il 45%, offrirà servizi in cloud alla Pa acquistando servizi dai suoi partner industriali. Se il nostro consorzio vincerà, cosa di cui mi sento quasi sicuro” Tim offrirà “infrastruttura e cloud, Leonardo sicurezza, Sogei formazione”. Cdp ha avuto il ruolo di “organizzatore del consorzio, importante per lo sviluppo del Paese”.

Tornando ai conti, accelera anche Fibercop, la joint venture con Fastweb controllata all’80% da Tim attiva nel mercato delle infrastrutture di rete, “che nei primi nove mesi ha incrementato la copertura FTTH del 22% e portato la banda ultralarga a quasi il 94% delle linee fisse”.

Nel fisso, “grazie all’offerta calcio e alle azioni commerciali e di miglioramento della copertura”, nel terzo trimestre per Tim “si conferma una stabilizzazione delle linee e si è registrato in particolare un significativo incremento delle linee ultrabroadband, che hanno raggiunto i 9,7 milioni, di cui 5,1 retail con una crescita di 652mila linee nei primi 9 mesi (1.050 mila linee incluso wholesale)”. Parlando del calcio, nel corso della conference call, Gubitosi ha chiarito che con Dazn “ci aspettavamo una partenza più rapida. Siamo fiduciosi sul fatto che raggiungeremo gli obiettivi, anche se un po’ più tardi del previsto”. 

Infine, Tim ha lanciato Magnifica, il nuovo portafoglio di offerte ultra-broadband con velocità fino a 10 Gbps in download e 2 Gbps in upload.

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Categories: Finanza e Mercati